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  :: Rassegna stampa - Documento

Il "Decalogo" di Assonime per le società quotate
di Vittoria Puledda
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 19 maggio 2003

Sono solo Raccomandazioni, come del resto nello stile dell'organizzazione, ma avranno almeno un elemento di indiretta pressione: per una prima parte a luglio e per il grosso dopo l'estate, l'adesione alle Raccomandazioni sarà censita. E saranno pubblici i nomi e i cognomi delle società quotate che avranno deciso di fare orecchie da mercante.
Comunque, l'ennesimo testo di norme di comportamento auspicabile, realizzato da Assonime (l'associazione di studi delle società quotate) qualche novità la contiene. Il lavoro affronta due corni del problema: le società emittenti, e gli intermediari, quindi la tutela del mercato. Assonime parte da un assunto: la crisi di fiducia dei risparmiatori ha raggiunto livelli di guardia e rischia di diventare strutturale (anche quando la crisi sarà passata) e potrebbe trasformarsi in un boomerang per le stesse società, che troveranno sempre meno capitali disponibili per finanziare il processo di crescita.
Le ricette per correre ai ripari prevedono ad esempio la divisione delle cariche tra amministratore delegato e presidente (per aumentare la pluralità degli interventi ad altissimo livello e disciplinare meglio i rispettivi ruoli) ma forse ancora più forza ha la richiesta di abolire il deposito preventivo delle azioni, per partecipare alle assemblee.
Questo aspetto dovrebbe rendere più agevole la partecipazione dei soci di minoranza, soprattutto di quelli istituzionali (gli unici in realtà in grado di poter davvero far sentire la propria voce in assemblea, in alternativa a quella dei soci di maggioranza) che spesso si sono lamentati del fatto di dover tenere bloccate per giorni le azioni, senza poterle negoziare. Sulle stock option, altro tema caldo in queste settimane, Assonime raccomanda che a queste venga data la massima trasparenza, anche contabile nei bilanci, onde evitare effetti distorsivi.
Un altro aspetto, forse ancora di più immediato impatto, riguarda la composizione del collegio sindacale. Il Testo unico della finanza prevede che i membri siano almeno tre, di cui uno riservato agli azionisti di minoranza. Assonime rilancia, raccomandando che questi ultimi siano almeno due, di cui uno presidente. La differenza non è solo numerica: lo stesso Tuf prevede infatti che due membri del collegio sindacale possano impugnare le delibere assembleari, quindi in questo modo si darebbe ai soci minori uno strumento in più per sorvegliare ed eventualmente opporsi anche per vie legali ad eventuali colpi di mano.
Una parte altrettanto corposa del lavoro è dedicato agli intermediari. E qui il nodo fondamentale è nell'educazione - al cliente, ma anche agli stessi operatori - sugli strumenti che propongono. I recenti avvenimenti, dai Cirio bond alle obbligazioni argentine, ma anche ai reverse convertible di vecchia memoria, hanno messo in luce due ordine di problemi: la necessità di scoraggiare la vendita di prodotti troppo rischiosi a chi non è in grado di capirli (o che non abbia sufficiente solidità finanziaria) e l'altrettanto urgente bisogno di uniformare livelli minimi di informativa. Bond bancari e assicurazioni, come è noto, non devono presentare un prospetto, ma Assonime chiede che sia data "un'informazione equivalente", standardizzata e confrontabile con gli altri strumenti (tra l'altro, con indicatori sintetici di costo). La trappola, infatti, è che anche in quei casi in cui note e schede tecniche sono previste (ad esempio per il risparmio gestito) accade che tale documentazione venga consegnata solo su domanda del risparmiatore (che magari non sa che esiste).
Su tutto il set di Raccomandazioni, Assonime renderà conto al mercato chi e quanto le società quotate abbiano fatto. E questa dovrebbe essere la moral suasion, partendo dal principio che il "danno reputazionale" sia la cosa peggiore per un gruppo, specie per i maggiori, che poi continui ad avere a che fare con il mercato.
E' la tesi di tutti i testi di autodisciplina, di tutti i vari codici da applicare su base volontaria, e senza sanzioni se non una pubblicità negativa.
Non è come fare niente, ma non è detto che basti. E finora lo ha fatto solo in misura molto limitata.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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