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Dichiarazioni dei redditi, duello commercialisti-fisco
di Catia Barone
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 14 maggio 2012

Il Fisco italiano è sempre più una giungla con mille complicazioni che rendono la vita difficile non solo ai contribuenti ma anche ai commercialisti. Gli adempimenti aumentano, le scadenze sono sempre più serrate, mentre ci vogliono giornate intere per risolvere problemi legati alla semplice trasmissione di documenti. Una minima distrazione o una regola che cambia all'ultimo momento possono costare caro, e così via a salti mortali per rispettare i termini e rifare i calcoli. Ora, però, ci si mette anche l'Imu a rendere questo quadro ancora più complesso. «Con la nuova imposta - spiega Claudio Siciliotti, Presidente dei commercialisti italiani - ci troviamo di fronte a un sistema di scadenze mobili senza avere la certezza di quello che sarà il carico fiscale complessivo. E' una vera beffa, stiamo rasentando il ridicolo. I contribuenti oltre ai conteggi totali devono provvedere a calcolare quanto va allo stato e quanto ai comuni. Tutto questo è assurdo - continua Siciliotti - e pensare che ci sono Paesi in cui, per imposte simili, mandano bollettini precompilati, lasciando ai contribuenti e ai loro professionisti un rapido compito di verifica e controllo della correttezza degli importi esposti. E non si dica che i commercialisti traggono beneficio da queste complicazioni perché sono tra i soggetti danneggiati due volte: come contribuenti e come professionisti. La moltiplicazione inutile dei rischi di errore pesa, anche in termini di responsabilità professionale, assai più di quanto simili prestazioni possono essere ribaltate sul cliente». L'avvicinarsi delle scadenze previste per l'Imu preoccupa tutti: «Faremo i soliti salti mortali - aggiunge Domenico Posca , presidente del sindacato dei commercialisti UNICO - per il calcolo dell'acconto si utilizzeranno le aliquote standard rinviando a dicembre l'applicazione di quelle definitive, con una tempistica da brividi: 18 giugno, pagamento acconto; 31 luglio, ultima data utile a disposizione del Governo per modificare le disposizioni relative all'applicazione dell'Imu; 30 settembre, ultima data utile ai Comuni per deliberare le aliquote di competenza; 10 dicembre (una settimana prima della scadenza del saldo), ultima data che ha il Governo per emanare le correzioni definitive. L'imposta introdotta a fine 2011 verrà dunque definita nelle modalità di calcolo solo a settembre 2012, quando i contribuenti avranno già provveduto a versare l'acconto. Ed è proprio su questi punti che il Movimento di base dei Commercialisti si batterà per chiedere al Governo Monti una prima riforma a costo zero». Ma l'Imu è soltanto la punta dell'iceberg: «I commercialisti sono diventati degli ausiliari precettati dall'Agenzia delle Entrate per assolvere funzioni tipicamente pubbliche e senza alcuna forma di retribuzione e riconoscimento - sottolinea Posca -. Basti pensare che facciamo sessanta adempimenti telematici durante l'anno, cinque scadenze al mese di media, di queste più di una a settimana». Senza contare le lunghe e infinite file negli uffici dell'Agenzia delle Entrate: «Due avvisi bonari su tre non vengono correttamente agganciati dal sistema, mi riferisco a quelli recapitati ai contribuenti per i pagamenti basati sul modello F24 con ravvedimento (ovvero pagati in ritardo e già maggiorati di sanzioni ed interessi). I commercialisti - aggiunge il sindacalista - sono quindi costretti ad andare presso gli uffici periferici per esibire le prove del versamento, perdendo intere giornate di lavoro senza incassare un quattrino in più». Ed è proprio negli ultimi anni che il carico di lavoro è aumentato: «Dal 2010 ad oggi le comunicazioni telematiche si sono moltiplicate creando non pochi problemi - afferma Enrico Zanetti, direttore del quotidiano dei commercialisti Eutekne.info - questa mole di lavoro ha determinano costi di gestione oggettivi per gli studi dei commercialisti non sempre trasferibili sui contribuenti. Penso allo Spesometro, alle comunicazioni dei clienti sui loro rapporti con i paesi a fiscalità privilegiata, a quelle delle imprese sui beni utilizzati dai soci e dai famigliari dei soci, fino ai modelli Intrastat dove vengono riepilogate tutte le operazioni fatte tra società esistenti in diversi Paesi dell'Unione Europea. Scontato dire che la nostra modulistica presenta un livello di complessità e di margine di errore molto più più elevato rispetto agli altri». Il problema non è solo lo snellimento burocratico ma anche il rapporto tra Fisco e contribuente. «Pagare le tasse dovrebbe essere un'operazione semplice ma in Italia è ormai un percorso ad ostacoli - spiega Marcella Galvani, Presidente dell'Ordine dei commercialisti di Perugia -. Eppure le soluzioni non mancano. Le norme fiscali dovrebbero essere di facile interpretazione mentre sarebbe necessario rendere disponibili software, circolari e chiarimenti almeno 30 giorni prima del termine per gli adempimenti, e non a poche ore dalle scadenze come accade oggi». Intanto il Presidente dell'ordine nazionale, Claudio Siciliotti, lancia la proposta di rendere più virtuoso il rapporto tra Agenzie delle Entrate e gli aderenti alla categoria: «Non dobbiamo parlare di leggi ma discutere delle modalità applicative. Si potrebbe pensare di facilitare l'accesso dei commercialisti agli uffici dell'Agenzia creando corsie preferenziali come sportelli dedicati o canali on-line specifici. Dovremmo avere lo stesso trattamento riservato agli avvocati in Tribunale, con spazi dedicati per poter svolgere tranquillamente il lavoro, tanto più oggi che si spinge per la mediazione tributaria. Converrebbe anche all'Agenzia delle Entrate».


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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