Il passaggio alle regole dello Iasb si sovrappone alle norme nazionali. Un tassello che impone ulteriori ritocchi al Codice civile
di Fabrizio Dabbene
Il Sole 24 Ore
Martedì 30 settembre 2003
Con il Regolamento approvato ieri dalla Commissione per l'omologazione dei principi
contabili internazionali (Ias) predisposti dallo Iasb, viene posto il tassello
normativo più rilevante nel processo di armonizzazione delle regole contabili
avviato nel 2002. Un processo avviatosi con l'approvazione del Regolamento 1606/2002
che stabilisce l'obbligo di utilizzo, da parte delle società quotate nei paesi Ue,
degli Ias omologati dalla Commissione stessa per la redazione del bilancio
consolidato. A questa affermazione iniziale di principio fa ora seguito il vero e
proprio regolamento applicativo che stabilisce le nuove regole contabili.
Il processo di omologazione dei pricipi, che che è consistito in una verifica della
loro attendibilità, comprensibilità e coerenza con le altre disposizioni
comunitarie, ha coinvolto, nel corso degli ultimi dodici mesi, gli organismi
costituiti in ambito comunitario (Efrag e Accounting Regulatory Committee), gli
standard setter dei diversi Paesi e ovviamente lo Iasb.
La "patente" di principio comunitario non è però stata conseguita da tutti i
principi emanati dallo Iasb: le discussioni sorte tra gli intermediari finanziari
sulle disposizione previste per la contabilizzazione e valutazione degli strumenti
finanziari hanno convinto la Commissione a rinviare l'omologazione degli Ias 32 e 39
successivamente alla loro stesura definitiva, prevista entro il primo trimestre
2004.
Il processo di revisione di numerosi altri principi che lo Iasb ha in corso non ne
ha invece inficiato l'omologazione, perché le modifiche proposte non presentano
impatti molto significativi.
Va segnalato che nel corso del 2004 (si spera entro la fine del primo semestre), la
seconda tornata di omologazioni dovrà comprendere anche il neo-approvato L'Ifrs 1,
sulla prima applicazione degli Ias, e i nuovi documenti, ancora in bozza, emessi
negli ultimi dodici mesi (ED2 sulle stock option, ED3 sulle operazioni di
aggregazione di imprese, ED4 sulle attività destinate alla vendita, ED5 sui
contratti assicurativi).
Anche il Regolamento di omologazione, come il Regolamento 1606/2002, è direttamente
applicabile negli Stati senza necessità di ulteriori interventi legislativi a
livello nazionale (mentre le direttive richiedono un apposito recepimento).
Pertanto, almeno per i bilanci consolidati delle quotate, il quadro normativo è
sostanzialmente delineato.
Questo provvedimento comunitario giunge a pochi giorni dall'approvazione al Senato
di un emendamento alla Comunitaria 2003 sull'estensione dei soggetti obbligati agli
Ias. L'emendamento (si veda «Il Sole 24 Ore» del 24 settembre) delega il Governo a
estendere l'applicazione obbligatoria degli Ias ai bilanci individuali delle
società quotate e ai bilanci individuali e consolidati di banche e intermediari
finanziari sottoposti a vigilanza della Banca d'Italia, metre l'utilizzo sarà
facoltativo per le altre società, escluse le imprese di assicurazione che attendono
la predisposione di un apposito principio sulle poste tecniche del comparto. Per
quanto riguarda il nostro Paese, il quadro che si sta delineando a livello
internazionale coinvolgerà una categoria più estesa di soggetti, comprendendo anche
i bilanci individuali.
Considerando il breve tempo che separa dall'applicazione delle nuove regole, occorre
avviare tempestivamente le attività finalizzate a rendere coerenti, con queste nuove
disposizioni, le norme civilistiche, quelle fiscali e per gli intermediari finanziari
anche le norme di vigilanza. Le significative differenze rispetto alle regole contabili
attualmente applicate e la necessità di dover disciplinare due diversi scenari per
le società che utilizzano i principi internazionali e per quelle che continueranno
a seguire el direttive contabili (anch'esse recentemente modificate) impongono di
attivarsi con celerità affinché le imprese che dovrannogestire nei prossimi mesi i
progetti di revisione di processi operativi e di procedure informatiche siano in
grado di prepararsi per tempo. E' infine indispensabile che gli interventi in campo
civilistico, fiscale e regolamentare non comportino penalizzazioni per le società
che dovranno o vorranno applicare i principi internazionali.
* * *
Gli «attori» del cambiamento:
Armonizzazione contabile. Il processo di omologazione, in seno all'Unione
europea, spetta alla Commissione Ue, previo parere positivo del Parlamento, attraverso
due organi di supporto: Efreg (organo tecnico) e Arc (organo politico).
Efrag (European Financial Reporting Advisor Group). Nato nel 2001, è formato
da 11 membri ed è un'istituzione privata. E' l'organo tecnico-consultivo nella fase
preparatoria degli standard ("dialoga", infatti, con Iasb e Stati membri) e valuta
l'approvazione della disciplina. In futuro, potrebbe assumere un ruolo di
"interprete" dell'applicazione concreta degli Ias per le imprese. Il componente
italiano è Ugo Marinelli.
Arc (Accounting Regulatory Committee). E' un organo di indirizzo politico
che ha il compito di orientare e monitorare l'attività dell'Efrag affinché i
principi sottoposti siano compatibili con trattati e norme comunitarie. E' composto
dai Regulators, gli organismi che nei diversi Paesi vigilano sull'applicazione
delle disposizioni. Per l'Italia, ne fanno parte Banca d'Italia, Consob, ministero
dell'Economia e Isvap.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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