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Rassegna stampa - Documento |
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«Il rating si baserà sul bilancio 2004»
di Marco Morino
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 4 agosto 2004
Avviso agli imprenditori: il rating che, a partire dal 1°
gennaio 2006, le banche assegneranno alle imprese in base agli
accordi di Basilea 2 sarà determinato dalle decisioni prese e dalle
operazioni effettuate dalle aziende nel corso del 2004. In
particolare risulterà decisiva, nel processo di valutazione, non
tanto la dimensione quanto la composizione del debito dell'impresa,
tenendo presente che una quota crescente di debito a medio-lungo
termine rispetto a quello a breve (oggi preponderante) concorrerà
a formare un rating migliore. E, di conseguenza, a considerare
l'impresa più affidabile.
E' questa l'indicazione che Carlo Moretti, presidente della
Piccola industria di Assolombarda (l'associazione degli
imprenditori milanesi), fornisce in vista dell'arrivo dei nuovi
criteri per l'accesso al credito stabiliti da Basilea 2.
Presidente, perché nel 2006 il rating saraà basato sulle politiche
aziendali di oggi?
Perché sarà calcolato sull'ultimo bilancio disponibile dell'azienda,
cioè quello chiuso al 31 dicembre 2004. E' necessario che gli
imprenditori valutino attentamente le poste che andranno a formare
il bilancio di quest'anno. Faccio un esempio: se oggi acquisto un
macchinario per 100mila euro posso decidere di ricorrere al credito
del fornitore, al leasing o al finanziamento a medio-lungo
termine. In tutti e tre i casi andrò a influenzare il processo di
formazione del rating 2006.
Qual è il rischio che intravede?
Che gli imprenditori intuiscano in ritardo questo meccanismo.
Per cui ai miei colleghi dico: sveglia, perché la fotografia
verrà scattata sulla situazione attuale.
E che consigli dà?
Fin da subito cercherei di spostare il più possibile il debito
dal breve al medio-lungo termine, perché ciò mi consentirà di
avere un rating più elevato e, quindi, un miglior tasso
d'interesse. Purtroppo il sistema imprenditoriale italiano
presenta, a larghissima maggioranza, un indebitamento a breve
termine e ciò potrebbe costituire un problema serio in vista del
2006.
Che genere di problema?
Il pericolo, a mio avviso, riguarderà più che la temuta riduzione
del credito concesso dalle banche, l'elevato costo del denaro.
Faccio un secondo esempio: se a un'impresa, che dispone attualmente
di una linea di credito per un milione di euro, venisse affibbiato
il rating CCC (cioè la classe più bassa) con Basilea 2 in vigore
l'affidamento resterà sempre un milione, ma il tasso d'interesse
sarebbe sicuramente più elevato, perché l'impresa è considerata
meno affidabile sul piano finanziario. Inoltre avrà più difficoltà
a trovare nuovo credito. Così i più deboli saranno ancora più
deboli.
Qual è, a suo giudizio, lo scoglio più arduo che le piccole
imprese italiane dovranno affrontare in vista di Basilea 2?
Il vero punto di debolezza dei parametri di Basilea 2 riguarda le
garanzie, che sono strettamente collegate alla dimensione
dell'impresa. Basilea 2 prevede infatti che il rating salga in
presenza di garanzie. Ora, una delle ragioni per cui le Pmi
italiane hanno difficoltà a crescere è data appunto dalle garanzie
sui prestiti. Se tutte le volte la banca, per concedere un
finanziamento a una piccola impresa, guarda all'appartamento
dell'imprenditore è chiaro che l'impresa potrà compiere un salto
dimensionale correlato al valore di questo appartamento. Andare
oltre tale limite mnon le sarà possibile.
E quindi?
E quindi non lamentiamoci del nanismo delle nostre imprese. Serve
più coraggio anche da parte delle banche, che devono guardare
oltre il valore dell'appartamento dell'imprenditore e scommettere
sulle reali capacità di sviluppo e sui progetti dell'azienda.
All'estero, ad esempio, il sistema bancario è più sganciato dal
meccanismo delle garanzie rispetto a quanto accade abitualmente
in Italia.
Quali saranno in definitiva le ripercussioni di Basilea 2 sul
tesuto imprenditoriale italiano?
Ritengo che Basilea 2 potrà aiutare i nostri imprenditori a fare
un importante salto di qualità: l'indebitamento si sposterà dal
breve al medio-lungo termine. Ma per raggiungere questo obiettivo
occorre anche la collaborazione del sistema bancario. Da qui
nascerà il nuovo rapporto banca-impresa.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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