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Imprese, arriva subito il test Ias
di Isabella Bufacchi
Il Sole 24 Ore
Martedì 24 agosto 2004

I nuovi principi contabili che dovranno essere applicati sugli strumenti derivati a partire dal 2005, in base alle regole del severo "Ias39" (International accounting standards) o la sua versione ammorbidita "Eas39" (European accounting standards) in arrivo a metà settembre, hanno costretto fin da quest'anno le imprese, in primis le quotate e le società in via di quotazione, a riesaminare le posizioni in derivati: a tracciare una netta distinzione tra speculazione e copertura, a stimare il "fair value" (il valore di mercato rilevato in tempo reale da una quotazione attendibile oppure in base a un modello). Così anche il mondo delle piccole e medie imprese, anche sotto sollecitazione dei commercialisti e dei consulenti finanziari, si sta ponendo sempre più il problema "contabile" dei profitti e delle perdite generati dai derivati: scoprendo in molti casi che derivati nati come operazioni di copertura contro i rischi sui tassi d'interesse e di cambio si sono trasformati nel corso degli anni in operazioni altamente speculative.
Il doppio binario Ias-Eas. Le rigidità dei criteri contabili sui derivati, Ias39, è stata contestata duramente dal sistema bancario europeo e anche dal mondo delle imprese. La Federazione delle banche europee, alla quale si è associata pienamente l'Associazione bancaria italiana presieduta da Maurizio Sella, ha inviato lo scorso giugno una lettera di fuoco a Frits Bolkestein, commissario al Mercato interno a Bruxelles, a Sir David Tweedie, presidente dello Iasb (l'organismo che definisce gli standard contabili internazionali), al presidente della Bce, JeanClaude Trichet, nonchè al Comitato di Basilea. La levata di scudi in Europa contro gli Ias39 è stata forte: tan'è che è in arrivo per metà settembre una versione soft, meno aggressiva, cosiddetta "Eas39".
Il nuovo modello europeo dei criteri contabili, secondo fonti bene informate, conterrà alcune modifiche di rilievo rispetto ai diktat Ias39. Gli addetti ai lavori si attendono la sostituzione di alcune parole e l'eliminazione di interi paragrafi: una forma di compromesso, insomma. In aggiunta l'International accounting standards board (Iasb) che si occupa della stesura di questi nuovi principi contabili ha deciso di istituire un team parallelo che dovrà occuparsi degli srumenti finanziari derivati con l'obiettivo di esplorare nuove forme di compromesso.
Al via le ristrutturazioni dei derivati. Le due versioni, tanto Ias quanto Eas, hanno costretto le imprese a rivedere contabilmente le posizioni in derivati. Molte aziende con bilanci certificati e quotate in Borsa hanno dovuto ristrutturare swap e option in essere, soprattutto strutturati, perchè si sono rivelati di natura speculativa. In base ai nuovi principi contabili, le operazioni di copertura con derivati sono solo quelle che producono flussi positivi o negativi esattamente contrari rispetto alle posizioni sottostanti. Gli Ias-Eas impongono l'inserimento in bilancio delle operazioni derivate speculative al "fair value": ovvero al valore di mercato. Emergono così, tramite il mark to market anno per anno, profitti e perdite collegati ai derivati. E le società di revisione, prima di certificare i bilanci, devono istituire un fondo per le perdite.
Per le imprese di dimensioni medio-piccole, sia pur in assenza di bilanci certificati, il problema dei nuovi requisiti contabili sui derivati è la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Gli Ias-Eas sono un faro che mette in evidenza le complessità del mondo delle operazioni strutturate: l'importanza della differenza tra copertura e speculazione, della gestione delle posizioni, del monitoraggio continuo, del know-how a livello di direzione finanza, degli investimenti informatici necessari per calcolare fair value e mark to market.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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