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Imprese, indebitamento in crescita dell'1%
di Chiara Fornasari (Prometeia)
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 6 giugno 2011

La condizione finanziaria delle imprese italiane nel 2010 si è mostrata ancora molto fragile: il margine operativo lordo è cresciuto del 3.7%, ma in termini di valore aggiunto è rimasto ai minimi storici del 2009, mentre un contributo positivo è venuto dai bassi tassi di interesse che ha ancora ridotto il peso degli oneri finanziari. Anche il livello di autofinanziamento è rimasto sui valori del 2009. Secondo l'analisi contenuta nell'ultima Relazione della Banca d'Italia, il fabbisogno finanziario delle imprese si è ampliato portandosi a 54 miliardi dai 26 del 2009, riflettendo in parte il miglioramento dell'attività produttiva e in parte il continuo allungamento dei tempi di pagamento delle transazioni commerciali. Il debito finanziario delle imprese è così cresciuto e il grado di indebitamento è aumentato di un punto percentuale, attestandosi su livelli storicamente elevati, mentre, nel confronto con gli altri paesi dell'area Euro, rimane superiore la quota di debito a breve termine (37% del totale contro 28% dell'area euro) e la quota di debito bancario a medio e lungo termine a tasso variabile (95% contro 89%).In questo quadro si colloca la fase di aumento dei tassi di interesse, che per la dimensione e la struttura caratteristica del debito delle imprese italiane, potrebbe produrre ulteriore fragilità. Inoltre il contesto macroeconomico previsto per il biennio 201112, non si mostra particolarmente brillante per l'economia italiana: il tasso di crescita del Pil e della domanda interna dovrebbero crescere ad un tasso medio inferiore all'1%, in presenza di un rallentamento della crescita delle esportazioni rispetto al 2010. La nostra struttura produttiva potrebbe rispondere migliorando la propria redditività e solidità finanziaria nei comparti industriali correlati al ciclo delle esportazioni (meccanica, elettrotecnica, moda), mentre i settori legati al ciclo della domanda interna potrebbero ulteriormente peggiorare le proprie condizioni finanziarie (costruzioni, alimentare e distribuzione). Si spiegano in questo modo anche le attese di lento miglioramento della qualità del credito delle banche, dopo il peggioramento avvenuto nel 2010. L'ultima indagine sul credito bancario condotta da Banca d'Italia per il primo trimestre 2011 conferma, come per tutto il 2010, che le banche italiane hanno mantenuto un'intonazione moderatamente restrittiva dei criteri di offerta, guidata soprattutto dalla percezione del rischio ritenuta ancora elevata, alla quale si aggiungono le temporanee difficoltà di finanziamento sul mercato, associate all'impatto negativo della crisi del debito sovrano dei paesi periferici dell'area euro.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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