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  :: Rassegna stampa - Documento

La banca guarda al merito
di Enzo Rocca
Il Sole 24 Ore
Lunedì 18 dicembre 2006

Con l'avvicinarsi della data di avvio di Basilea 2 (1° gennaio 2007) si fa più pressante la domanda da parte degli operatori economici circa gli effetti della nuova disciplina che regolamenta i requisiti patrimoniali delle banche.
Le ragioni di questo interesse sono piuttosto evidenti. Il ricorso significativo all'indebitamento bancario (con particolare preferenza verso la componente a breve) rappresenta da sempre una caratteristica delle imprese italiane, con minime differenze tra Regione e Regione. Risulta scarsa la propensione a finanziare l'attività con capitale proprio soprattutto nella piccola e micro-impresa.
In questo contesto, le politiche di concessione del credito e i tassi praticati dagli intermediari finanziari possono influenzare significativamente le strategie aziendali, condizionando il ricorso alla leva finanziaria nonché l'equilibrio economico e finanziario dell'impresa. Nella fase economica attuale, inoltre, le politiche creditizie possono incidere sulle strategie innovative che le imprese sono chiamate ad attuare per competere sui mercati internazionali.
Questi fattori possono pesare, infine, nella competizione tra territori: laddove risulta più facile e meno oneroso ricorrere al credito è più probabile che nasca una nuova impresa.
Il timore più diffuso, a livello individuale, è che l'introduzione di Basilea 2 renda più difficoltoso e oneroso l'accesso al credito, soprattutto per le imprese di minori dimensioni. Più in generale, ci si preoccupa del potenziale effetto negativo sull'andamento del ciclo economico (il cosiddetto effetto di prociclicità) e del rischio di un calo significativo dell'offerta di credito (credit crunch).
E' un fatto, comunque, che i rischi e le opportunità che potranno derivare da Basilea 2 non sono facilmente rilevabili. L'impatto della nuova disciplina dipenderà principalmente dal modo in cui le banche decideranno di recepire le nuove istanze. Servirà qualche anno affinché tutti gli operatori finanziari (anche quelli di minori dimensioni) adeguino i loro processi operativi. L'adozione delle principali novità, infatti, non è né facile né immediata, richiedendo l'introduzione di sofisticate metodologie ispirate alle best practices gestionali delle maggiori banche internazionali.
Tuttavia, analizzando in dettaglio la nuova regolamentazione, e tenendo presente le stime condotte a livello europeo (si fa riferimento, in particolare, ai risultati del quinto Quantitative impact study (detto anche Qis 5), è presumibile che aumenti la disponibilità di credito e si riduca il relativo costo. Inoltre, così come auspicato dal Comitato di Basilea 2, è ragionevole attendersi che le banche contrastino i potenziali effetti negativi sul ciclo economico adottando pratiche di affidamento prudenti, intervenendo sul processo di controllo del rischio e adeguando le metodologie di accantonamento.
Occorre evidenziare, però, che la nuova valutazione del merito creditizio (e il conseguente assorbimento patrimoniale) è il frutto di una più attenta e metodica analisi della posizione individuale, finalizzata a mettere in risalto gli elementi distintivi dell'impresa affidata. Per tale ragione, potrà accadere che, pur in presenza di un miglioramento di sistema delle condizioni di erogazione del credito, talune imprese possano risultare individualmente penalizzate rispetto alla situazione attuale. E' possibile, inoltre, che le nuove metodologie non riescano a cogliere pienamente le qualità di talune imprese. Ciò può accedere, in particolare, con riferimento a quelle di piccole e medie dimensioni, in quanto soggetti più difficili da valutare e, tendenzialmente, con maggiore probabilità di insolvenza.
L'introduzione di Basilea 2 offre, pertanto, opportunità interessanti alle imprese che sappiano cogliere in tempo l'entità del cambiamento, individuando e gestendo le variabili che determinano e stimolano il merito.

* * *

Il glossario

Backtesting
Verifica ex-post della capacità predittiva del sistema di rating effettuata sulla base degli eventi di default.
Confidi
Soggetti pubblici o privati (coop o consorzio) aventi la finalità di esercitare l'attività di garanzia collettiva di finanziamenti a favore di imprese socie o consorziate. Covenant
Clausola contrattuale finalizzata a tutelare il finanziatore riconoscendogli il diritto di rinegoziare o revocare il credito, nel caso ricorrano le condizioni ivi espresse (a esempio, mancato conseguimento di determinati risultato economici-finanziari).
Credit Crunch
Calo significativo (o inasprimento improvviso delle condizioni) dell'offerta di credito alle imprese al termine di un prolungato periodo espansivo, in grado di accentuare la fase recessiva.
Credit Spread
Componente del costo di un finanziamento che copre il rischio di credito.
Sistema di Rating interno (Internal Rating Based o Irb)
Insieme strutturato di processi organizzativi e di controllo finalizzato alla raccolta e al trattamento elettronico di informazioni (qualitative e quantitative) rilevanti per una valutazione sintetica del merito creditizio di un soggetto e della rischiosità delle singole operazioni creditizie.
Rating interno
Indicatore che esprime, su scala ordinale, la capacità di un soggetto di onorare le obbligazioni contrattuali, ovvero la sua probabilità di inadempimento.
Probabilità di inadempimento (Probability of Default o Pd)
Probabilità che una controparte risulti inadempiente in un determinato orizzonte temporale (di norma un anno).
Tasso di perdita in caso di default (Loss given default o Lgd)
Rapporto tra la perdita causata dal default e l'ammontare dell'esposizione creditizia rilevabile in quel momento.
Esposizione al momento del default (Exposure at default, Ead)
Valore delle attività di rischio per cassa e fuori bilancio al momento del default.
Perdita attesa (Expected Loss, El)
Perdita che si manifesta mediamente entro un intervallo temporale di un anno su ogni esposizione creditizia. Si calcola come prodotto tra Pd e Lgd.
Perdita inattesa (Unexpected Loss, Ul)
Perdita eccedente la componente attesa (El) a un livello di confidenza del 99,9% su un orizzonte di un anno.
Livello di confidenza
Misura del grado di accuratezza di una stima. A esempio, un livello di confidenza del 95% indica che il valore effettivo cade nell'intervallo stabilito 95 volte su 100. Convenzionalmente si adotta un livello di confidenza pari al 95%. Talvolta si utilizzano anche i livelli del 90, 99 o 99.9%.
Predittività
Capacità di un sistema di rating di prevedere il default di un soggetto con un significativo grado di probabilità.
Rischio di prociclicità
Rischio che un determinato sistema di regole possa accentuare le fluttuazioni del ciclo economico.
Tecniche di attenuazione del rischio di credito (Credit risk mitigation - Crm)
Strumenti e tecniche che determinano una riduzione del rischio di credito, riconosciuta in sede di calcolo dei requisiti patrimoniali.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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