La prudenza ha salvato le famiglie italiane
di Vincenzo D'Apice (Centro Studi e Ricerche Abi) e Carlo Milani (Centro Studi e Ricerche Abi)
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 26 ottobre 2009
L'attuale crisi finanziaria ha messo ben in evidenza come lo stato dei bilanci degli agenti economici abbia
importanti risvolti sia sotto il profilo macro che microeconomico. Da un punto di vista macroeconomico, le
scelte degli operatori economici hanno avuto una forte incidenza nell'alimentare gli squilibri globali. Sotto
l'aspetto micro, il grado di solidità finanziaria dei bilanci delle famiglie ha invece avuto un ragguardevole
ruolo nell'esplosione della crisi e nei suoi contraccolpi sull'economia reale. In un recente lavoro del Centro
Studi e Ricerche dell'Abi, pubblicato sul XIV Rapporto sul Sistema Finanziario Italiano della Fondazione
Rosselli, sono stati messi a confronto i conti finanziari delle famiglie statunitensi con quelli delle famiglie
italiane al fine di individuare degli elementi che possano spiegare il loro diverso grado di esposizione ai
rischi finanziari. In particolare, utilizzando le più recenti indagini campionarie della Banca centrale Usa e
della Banca d'Italia, è emerso che se le famiglie statunitensi e italiane più povere hanno un reddito
disponibile molto simile (circa 10 mila euro), tra questo sottogruppo la quota indebitata per l'acquisto di
un'abitazione è ben più elevata negli Usa (14,4% contro l'1,7% dell'Italia). Da un'analisi empirica più
approfondita è stato poi riscontrato come le famiglie statunitensi povere siano più vulnerabili di quelle
italiane nel caso in cui il valore della casa da loro posseduta sia più elevato. Ciò pone in evidenza come le
forme di finanziamento, divenute oramai ben note nel dibattito economico, come i mutui subprime o alt-A,
abbiano offerto la possibilità alle famiglie statunitensi di fare un ricorso crescente al debito facendo fede
alla presunzione, rivelatasi fallace, che i prezzi degli immobili potessero aumentare senza interruzione.
Un'evidenza a supporto di questa interpretazione è data dal fatto che le famiglie statunitensi, in cui il
capofamiglia è disoccupato, sono significativamente più vulnerabili di quelle italiane che si trovino nella
stessa condizione.
In definitiva, dall'analisi è emerso come le famiglie italiane sembrino essere meno esposte agli shock
finanziari, rispetto a quelle statunitensi, grazie al loro atteggiamento molto più prudente. Un contributo al
maggior grado di solidità finanziaria delle famiglie italiane è stato offerto anche dalle scelte di mercato
compiute dal sistema bancario italiano. Quest'ultimo, infatti, ha preferito orientarsi alla prestazione di
attività tradizionali, basati su una stretta e duratura relazione con la clientela, piuttosto che spingersi in
pratiche di mercato molto aggressive, come quelle attuate dalle banche made in Usa, permettendo in tal modo
sia al sistema bancario nel suo complesso che, in particolare, alle famiglie, di essere meno esposti ai rischi
finanziari.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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