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Rassegna stampa - Documento |
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La Ue modifica Basilea2: dal 2010 vigilanza speciale
di Enrico Brivio
Il Sole 24 Ore
Giovedì 7 maggio 2009
Semaforo verde all'Europarlamento e un giro di vite su requisiti patrimoniali delle banche, supervisione ed
emissioni ad alto rischio. Con 454 voti favorevoli, 106 contrari e 25 astensioni, l'Assemblea di Strasburgo
ha avallato il compromesso raggiunto con i Governi Ue, per minimizzare l'eventualità di ulteriori terremoti
finanziari che coinvolgano gli istituti di credito.
Le nuove norme, che si applicheranno dal dicembre 2010 correggendo i criteri fissati dalla cosiddetta Basilea 2,
impediscono a una banca di impegnare oltre il 25% dei fondi propri nei confronti di un solo cliente o gruppo di
clienti (il limite potrà essere superato solo per le esposizioni tra gli enti creditizi ma nel limite di 150
milioni di euro). Viene imposto poi a un istituto che lanci un'operazione di cartolarizzazione di mantenere in
prima persona un'esposizione di almeno il 5% sul rendimento dell'investimento proposto. Un deterrente, insomma,
alla promozione di rischi da parte dei clienti, che l'istituto emittente non sarebbe disposto ad accollarsi.
«E' una regola che ha una sua logica - ha osservato il commissario europeo al Mercato interno, Charlie McCreevy,
intervendo di fronte all'Europarlamento - e applica il semplice buon senso comune».
Vedono poi la luce i collegi di supervisione formati dalle autorità nazionali di vigilanza per promuovere la
cooperazione tra le autorità incaricate della sorveglianza delle banche transfrontaliere. In caso di conflitto
tra i membri del collegio viene previsto un sistema di mediazione a livello comunitario.
La Commissione europea è stata poi chiamata a presentare una proposta legislativa che miri in un secondo
momento ad accrescere ulteriormente l'integrazione della supervisione entro il 31 dicembre 2009, nella
prospettiva di creare, entro il 31 dicembre 2011, un vero sistema di sorveglianza su scala europea.
Secondo il relatore del provvedimento, il democratico-cristiano austriaco Othmar Karas, la revisione della
direttiva sui requisiti patrimoniali degli istituti di credito costituisce una pietra miliare per ristabilire
la credibilità e l'affidabilità del sistema. «Ci saranno a maggiore attenzione controllo e trasparenza - ha
fatto presente Karas - le fondamenta per dare maggiore stabilità ai mercati».
Non sono per passati gli emendamenti socialisti a favore di criteri più stretti, portando dal 5% al 15% o al
10% la partecipazione dell'istituto emittente nell'emissione di prodotti strutturati, che si sono scontrati
con la fiera opposizione della Gran Bretagna, portabandiera della posizione della City di Londra e anche della
Federazione bancaria europea.
I deputati hanno per ottenuto una clausola di revisione molto esigente che affida alla Commissione il mandato
di proporre, entro il 31 dicembre 2009, un eventuale aumento del 5% dopo aver consultato il comitato delle
autorità europee di vigilanza bancaria e tenendo conto degli sviluppi internazionali. «Dobbiamo mandare un
segnale ai mercati finanziari - ha sostenuto Elisa Ferreira, portoghese socialista - che tutto non può
continuare come prima, "business as usual". La presidenza ceca dell'Unione europea ha sostenuto che la riforma
costituisce una risposta sensata e proporzionata alla crisi finanziaria.
La Commissione è stata poi invitata a presentare entro fine anno proposte legislative per aumentare la
trasparenza del mercato over the counter e istituire una stanza di compensazione unica per i credit default
swaps in Europa. Un impegno ad aumentare la trasparenza nelle trasanzioni di strumenti derivati finora spesso
oggetto di operazioni non pubbliche tra istituti finanziari, e considerate uno dei detonatori, che ha
amplificato la crisi.
* * *
La supervisione. Nascono i collegi di supervisione formati dalle autorità nazionali di vigilanza per
promuovere la cooperazione.
I rischi. Una banca non potrà pi esporsi per più del 25% dei suoi fondi propri nei confronti di un
cliente o di un gruppo di clienti. Questo limite potrà essere superato solo per le esposizioni tra gli enti
creditizi ma nel limite di 150 milioni di euro.
Cartolarizzazioni. Un istituto che lancia una operazione di cartolarizzazione deve mantenere un
interesse reale sul rendimento dell'investimento proposto pari almeno al 5% del valore totale.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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