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Rassegna stampa - Documento |
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La via Ue a Basilea 2
di Enrico Brivio
Il Sole 24 Ore
Giovedì 15 luglio 2004
Tutte le banche e i fondi d'investimento europei dovranno applicare, in modo
scaglionato tra la fine del 2006 e del 2007, le nuove regole sui requisiti di
capitale previste dall'accordo "Basilea 2", ma potranno beneficiare di diverse
opzioni applicative. E' quanto prevede una proposta di direttiva, approvata ieri
dalla Commissione Ue, che dovrà essere discussa nei prossimi mesi da Consiglio
ed Europarlamento.
Lo scopo della normativa è di adattare al panorama europeo i principi fissati dal
secondo accordo del comitato di Basilea sulla supervisione bancaria. Quell'intesa,
fonte già di animati dibattiti in Italia, che punta a ricompensare sul piano dei
requisiti di capitale, gli istituti disposti a condurre una più accurata analisi
dei rischi. «Questa proposta metterà l'Unione europea all'avanguardia della
moderna regolamentazione finanziaria - ha commentato il commissiario Ue al
mercato interno, Frits Bolkestein - e permetterà alle istituzioni finanziarie
di operare in modo efficiente, sicuro e competitivo a beneficio dei consumatori».
La Commissione, basandosi su uno studio di PriceWaterhouse Coopers, prevede che
la nuova normativa apporti un calo del 5% dei costi bancari del credito e
risparmi dell'ordine di un milione di euro alle Pmi europeee.
La direttiva prevede l'adozione delle regole di "Basilea 2" da parte di tutti
gli 8mila istituti finanziari europei, a prescindere dalle dimensioni, per non
creare distorsioni della concorrenza. Tuttavia, si sono delineate diverse opzioni
e una gradualità nella loro entrata in vigore.
Tre le strade previste. Un primo approccio standard è il più semplice e simile
alle regole di "Basilea 1" e non richiede alla banca di fornire proprie stime
dei rischi; aumenta però la percezione di questi, permettendo il ricorso ai
rating delle agenzie specializzate e riconoscendo un più ampio numero di
collateriali, garanzie e altri "riduttori di rischio". Una seconda opzione è
l'«Internal based approach» che permette alle banche di
fornire i propri "input di rischio" - probabilità di insolvenza, stime di
perdite - nel calcolo dei requisiti di capitale. La terza è un'opzione "avanzata"
del medesimo sistema - destinata alle banche più grandi e sofisticate - che
permette all'istituto finanziario di stimare tutti i fattori di rischio
significativi.
L'entrata in vigore delle opzioni più semplici è prevista entro il 2006 e della
versione "avanzata" entro la fine del 2007. Tuttavia, per garantire un tempo
ragionevole di transizione, tutte le banche potranno continuare a usare le
regole esistenti fino al 2007.
Favorevole il commento della Federazione bancaria europea: il presidente del
comitato supervisione della Fbe, bernard Allorent, ha invitato ora
«a concentrare l'attenzione su una rapida approvazione della direttiva,
che deve essere coerente con lo schema di Basilea e al passo con gli sviluppi
nelle pratiche delle imprese e con le esigenze dei mercati e della
supervisione».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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