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  :: Rassegna stampa - Documento

Le aziende sono in linea con i criteri di Basilea 2
di Valeria Russo
Il Sole 24 Ore - Sud
Mercoledì 27 giugno 2007

Sono quasi 13mila le aziende di capitale siciliane che presentano una rischiosità finanziaria minima o meritevole di attenzione, quasi 3.200 (il 20%), invece, le società che presentano una situazione pericolante con un livello di rischiosità alto. E' questa la fotografia scattata da Dun&Bradstreet, società americana per la business information, su un campione di 16.036 aziende siciliane caratterizzate da un fatturato compreso tra centomila euro e 5 milioni, da 10 a cento dipendenti.
Lo studio, basato sui dati 2006, tiene conto anche dei nuovi parametri stabiliti dagli accordi di Basilea 2. Si tratta del primo studio per il rating finanziario quantitativo condotto da D&B in Italia: vi hanno lavorato Erminia Sparacio, responsabile di D&B per Sicilia e Calabria, e Elena Desiderio, Senior product marketing manager. «La performance della Sicilia - dice Paolo Engheben, amministratore delegato di D&B Italia - resta più vicina a quella del Centro-Nord ed è comunque migliore rispetto a quelle delle altre regioni del Meridione. Così come si evince dagli ultimi dati presentati, i rating commerciali della Sicilia restano nella media italiana: la valutazione è positiva per almeno 8 aziende ogni dieci».
Secondo D&B, l'80% delle aziende gode di una buona o media salute per il rating finanziario (rispettivamente il 33% e il 47%), mentre l'88% delle aziende siciliane presenta buoni livelli anche per il rating commerciale: un centinaio di società di capitale hanno raggiunto un rating 1 (su un metro che va da 1 a 4), la massima affidabilità commerciale.
Alla base degli indicatori di D&B ci sono i dati di bilancio. Se si considera il rating commerciale, per cui è possibile fare un confronto con il resto d'Italia, l'11% delle aziende siciliane considerate nel rapporto si posiziona al livello 1 a fronte di una media nazionale che del 14 per cento. Al livello 2 invece si piazza il 52% delle aziende siciliane considerate a fronte di una media nazionale che e del 46 per cento. Per quanto riguarda il rating di Basilea 2,è anche possibile avere il dato disaggregato per provincia. Ne emerge che Palermo e Siracusa sono le aree più virtuose dell'Isola: nel primo caso l'80,9% delle 3.943 esaminate da D&B hanno un rischio medio o minimo di essere insolventi nei prossimi 12 mesi; nel secondo caso l'82,1% delle 1.334 imprese esaminate presenta un rischio medio o minimo.
Quasi la metà delle aziende, invece si colloca nell'area di attenzione media, mentre il 20% in un'area di alto rischio. La quota maggiore si trova ad Enna, dove su un totale di 259 aziende analizzate, il 27,8% è ad alto rischio anche se da una lettura più attenta dei dati in termini assoluti sono le province più grandi a presentare il numero più alto di imprese ad alto rischio: a Catania il 17,5% delle 4.108 aziende esaminate, a Palermo il 19,1% delle 3.943 aziende valutate. Secondo lo studio di D&B le aziende siciliane dovrebbero fare degli sforzi su diversi aspetti: dalla copertura degli oneri finanziari all'efficienza del capitale immobilizzato, dalla capacità di rientro sugli affidamenti bancari alla produttività a breve, dalla solvibilità immediata al livello di indebitamento.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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