 |
 |
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
::
Rassegna stampa - Documento |
 |
 |
 |
 |
Le banche possono sostenere la ripresa
di Chiara Fornasari
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 18 luglio 2011
Lo scenario economicofinanziario è dominato ora, a livello internazionale, dall'acuirsi
della crisi dei debiti sovrani che in Europa ha provocato, a partire dalla crisi della
Grecia, una maggiore differenziazione del costo del credito dei diversi paesi e che ora
è sensibilmente più elevato nel caso dei paesi con finanze pubbliche più deboli e
minore crescita economica. Così come avvenuto per il merito di credito degli
intermediari finanziari privati nella prima fase della crisi, ci si dovrà confrontare
ora per lungo tempo con il diverso merito di credito degli emittenti pubblici. Un'altra
caratteristica peculiare di questa crisi è l'interdipendenza, che si è manifestata
durante le fasi più negative dei mercati finanziari, tra la crisi del debito sovrano e
il settore delle banche, i cui valori azionari sono stati fortemente penalizzati dalla
elevata quota di titoli sovrani detenuta tradizionalmente negli attivi finanziari. Per
quanto riguarda il caso italiano e, in particolare le banche italiane, vanno però
ricordate due questioni importanti. La prima è che il debito pubblico italiano, date le
sue dimensioni, è un problema anche "internazionale": secondo i dati della BRI, è per
circa il 44% detenuto all'estero e un quarto di questo (11%) dalle 24 principali banche
mondiali, mentre le banche italiane nel complesso dovrebbero detenerne una quota
prossima al 15%, e le assicurazioni e fondi pensione italiani circa il 16%. Il secondo
punto da rilevare, sostenuto di recente anche dal vertice della Banca d'Italia, è che
le banche italiane, che hanno mostrato una buona capacità di resistenza nella prima
fase della crisi, hanno poi risposto nel corso di quest'anno con quasi 12 miliardi di
aumenti di capitale annunciati e in parte realizzati, ai quali se ne dovrebbero
aggiungere altri, anticipando l'aggiustamento a Basilea 3. Alcuni esercizi di impatto
di Basilea 3 sulle banche italiane, condotti di recente da Prometeia, stimano inoltre
che, tenendo conto degli ultimi cambiamenti normativi e di diversi scenari evolutivi
della redditività delle banche, la crescita degli attivi bancari ponderati per il
rischio, compatibile con il minimo regolamentare del capitale previsto da Basilea 3,
potrebbe approssimarsi al 5%, superiore alla crescita del Pil monetario italiano
prevista attorno al 3% medio per il prossimo triennio. Le banche italiane mostrano
quindi oggi di avere la solidità necessaria per finanziare la crescita economica
attesa, ancora purtroppo modesta, e anche di potere sostenere una fase di rilancio
qualora auspicalmente diventi il focus della prossima agenda di politica economica.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
|
| |
|
Servizi gratuiti con Facebook!
Clicca qui
per info.
|
|
|
|
 |
 |
 |
In primo piano...  |
|
|
| [ per le aziende e i privati ] |
Sempre attuali...
|
|
|
| [ a p p r o f o n d i m e n t i ]
|
Focus on...
|
 |
Ecofin: capitalizzazione banche, c'è l'accordo |  | Sul credito è in gioco la credibilità |  | Rende il doppio investire in sicurezza sul lavoro |  | Aumenta la durata delle rate, cambia la destinazione |  | Commercialisti "Robin Hood" degli azionisti di minoranza |  | Marketing manager, la nuova missione è costruire il "mito" |  | Le cause della crisi? Chiedete ai regolatori |  | Crisi economica? Servono banche sane e profittevoli... |  | Collegio sindacale, a chi piace ridotto |  | La Sace allarga il suo campo d'azione: «Vogliamo essere... |  | Banche, anno nero il dividendo è un fantasma |  | Si al rating antimafia per promuovere le aziende virtuose |  | Il regolatore in cerca di regole |  | Dare credito a chi lo merita |  | Piano industriale e strumenti di risanamento |  | Controlli, il Governo rilancia la delega |  | Befera: mi piacerebbe dichiarazione redditi di due... |  | Tanti Madoff nascosti, a smascherarli sarà la crisi |  | Se la finanza si mangia l'economia |  | Dimmi che casa vuoi, ti dirò chi sei |  | La fattura non corre sul web, l'Italia in ritardo |  | Non studio, non lavoro, non cerco. Per tre ragazzi su... |  | La soluzione per portare le Pmi sui mercati globali |  | Per le imprese una spinta a ricapitalizzare |  | Stretta sui debiti delle imprese |  | Manager e laureati sono pochi gli sbocchi per chi sa... |  | Autorità finanziarie? Una Babele |  | Agenzie di rating, l'Europa pronta a rafforzare la vigilanza |  | Pmi, cresce ancora la quota dell'export ma resta il nodo... |  | Aumentano i fallimenti nel 2011, Lombardia la più colpita |  | Un rubino è per sempre e le quotazioni si impennano |  | «I rating? Inutili e dannosi. Aboliamo la loro dittatura» |  | «Sanzioni dall'Agenzia delle entrate non sono ammissibili» |  | Pubblica amministrazione locale a braccetto con i... |  | Spread, tassi, prestiti: le banche sull'orlo di una crisi di... |  | L'indice per misurare la volatilità di un quadro o scultura |  | Ecco le banche «too big to fail» |  | Small e mid cap, in Borsa rendono di più |  | Riforma degli statuti. Lo slalom degli Ordini tra i paletti... |  | Quelle Pmi poco assicurate: «Un pericolo sottovalutato«» |  |
|
|