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  :: Rassegna stampa - Documento

Le certificazioni fanno un salto di qualità
di Rosaria Amato
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 6 ottobre 2003

Non più di 10 anni fa la certificazione di qualità era una questione che riguardava i rapporti tra aziende. Veniva effettuata da pochi pionieri (erano appena 212 le certificazioni rilasciate secondo la normativa internazionale ISO:9000 nel 1991, contro le oltre 70.000 attuali) per facilitare e garantire i rapporti tra imprese. Qualcosa è cambiato, e non solo perchè al momento, come afferma il presidente del Sincert (l'ente che accredita le società di certificazione) Lorenzo Thione, le certificazioni rilasciate da società accreditate sono diventate 74.000. La qualità è diventata fondamentale anche e soprattutto in vista dei rapporti con gli utenti finali delle aziende: secondo un'indagine commissionata dall'Uni (Ente Italiano di Normazione) a CirmWorld Research (vedi box) è infatti in testa ai criteri che guidano le scelte dei consumatori, con una percentuale del 72,5. Di conseguenza, i principali organismi che in Italia si occupano della certificazione, Uni e Sincert, hanno avvertito l'esigenza da un lato di rivedere a fondo la normazione, e dall'altro di garantire che le procedure vengano applicate in modo corretto.
La certificazione dei sistemi di gestione per la qualità è stata completamente rinnovata con la pubblicazione delle nuove norme della serie Vision 2000, che, dopo diversi anni, è arrivata al compimento: "Nel campo della gestione per la qualità spiega il presidente dell'Uni Paolo Scolari abbiamo recentemente pubblicato la norma UNI EN ISO 19011, che di fatto completa le norme fondamentali della serie 'Vision 2000'. Questa norma, infatti, costituisce la base per effettuare gli audit per la qualità (ma anche per l'ambiente) secondo la nuova logica introdotta dalle ISO 9000:2000. Prossimamente inoltre pubblicheremo alcune norme di supporto ai sistemi qualità: sui costi della non qualità, sulla gestione per la qualità nei progetti...". "L'entrata in vigore delle nuove norme spiega Thione ha rappresentato un grande passo in avanti sulla strada verso la qualità vera e sostanziale. Con la pubblicazione di tali norme, è stato superato l'approccio preventivo alla qualità (basato su di un modello rigido e più o meno adeguato di gestione dei processi e ancora sostanzialmente ispirato ai meccanismi tradizionali di produzione) ed è stato introdotto un approccio proattivo, altamente flessibile ed applicabile a qualsiasi attività socioeconomica, strutturato per processi e non per elementi di sistema, e fondato sulla ricerca dell'efficacia e del miglioramento continuo. Ciò rappresenta un vero e proprio salto culturale in quanto corrisponde, nella sostanza, al passaggio dalla cultura delle procedure alla cultura dei risultati". Una cultura che stenta ancora ad affermarsi, a giudicare dai primi risultati di un questionario pubblicato sul sito del Sincert: "Le risposte ad oggi pervenute ammette Thione evidenziano, purtroppo, un grado di conoscenza e comprensione non del tutto soddisfacente".
Le norme sulla qualità non sono le uniche sottoposte a revisione: "Nel settore ambientale dice Scolari è in fase di elaborazione (verrà pubblicata non prima della fine del prossimo anno) la nuova versione della UNI EN ISO 14001 (n.d.r.: regola le certificazioni ambientali, attualmente ne sono state emesse circa 2700). La nuova versione sarà fortemente basata sulla precedente, chiarirà però dei concetti che potevano essere malinterpretati. Sempre in tema di ambiente è interessante segnalare il lavoro di revisione di un documento ISO destinato a diventare norma nel corso del 2005 (ISO TR 14025) che stabilisce le regole per la dichiarazione ambientale di prodotto (DAP). Altri grandi temi sui quali Uni è attivo sono il risk management e la responsabilità sociale. Per entrambi appositi gruppi strategici stanno valutando le possibilità e l'impatto di un'attività tecnica specifica".
Alla fase di rinnovamento della normativa sulla certificazione corrisponde una maggiore attenzione nell'applicazione, attraverso un'accurata attività ispettiva. Solo una piccola percentuale di certificazioni, non accreditate, sfugge al controllo: "Le certificazioni oggi esistenti in Italia spiega Thione sono state emesse, per oltre il 96%, da organismi accreditati da Sincert. La percentuale di certificazioni 'fuori controllo' risulta pertanto modesta, anche se non trascurabile in quanto fonte potenziale di gravi rischi e danni per le organizzazioni certificate e i loro clienti". Significativo l'ampliamento dei settori interessati alla certificazione, infine: «A fianco delle tradizionali certificazioni nel settore manifatturiero spiega Armando Romaniello, responsabile marketing della società di certificazione Certiquality si sviluppa molto la certificazione nel settore dei servizi e nella Pubblica Amministrazione (Comuni e Province). Inoltre, nel settore agroalimentare, accanto allo sviluppo dei sistemi di gestione aziendale, si prospettano oggi diversi schemi(BRC, EUREP/GAP, LCA), che permettono di implementare, gestire e controllare, oltre alla qualità dei processi produttivi, anche la qualità stessa dei prodotti, la rintracciabilità delle filiere di produzione e il rispetto dei requisiti igienicosanitari. Anche sul fronte della responsabilità sociale si registra un nuovo primato dell'Italia, che con circa 50 certificazioni a fronte dello standard SA 8000 ha recentemente superato la Cina».


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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