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Le imprese sono a caccia di quarantenni. Ma la selezione è dura
di Adriano Bonafede
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 26 settembre 2011

«È il tempo dei quarantenni nelle imprese. La crisi spinge verso l'emarginazione gli ultracinquantenni, che sono andati in pensione anticipata o hanno accettato congrue buonuscite elargite dalle aziende. Ora queste ultime vanno in cerca di quarantenni specializzati ma anche molto preparati». A parlare della nuova situazione del mercato del lavoro del middle management è Giulio Crosetto, presidente di Praxi, la più grande società di recruitment in Italia. Praxi (trenta milioni di fatturato) ha quattro divisioni, tutte più o meno equivalenti quanto ad apporto di business: oltre alla Selezione del personale, ci sono la divisione Organizzazione, quella Informatica e quella delle Valutazioni e perizie a fini assicurativi e gestionali. Praxi è quindi un punto privilegiato d'informazione sull'andamento del mercato del lavoro. E non soltanto per i quadri intermedi già professionalizzati e i dirigenti, come risulta dalle inserzioni di ricerca del personale che appaiono su molti quotidiani. Ma anche per i giovani, visto che Praxi gestisce il recruitment di persone in cerca di prima occupazione per conto di molte società e anche per conto di diverse branche della pubblica amministrazione, per le quali cura anche i concorsi. «Le imprese si sono orientate, durante la crisi, a liberarsi dei costosi quadri e dirigenti non molto lontani dalla pensione. Spesso non hanno fatto valutazioni di lungo periodo, ma hanno puntato sull'alleggerimento dei costi», dice Crosetto. «Un dirigente sessantenne costa mediamente 90 mila euro di RAL (Retribuzione Annua Lorda), mentre un giovane dirigente può costarne poco più della metà. Di fronte a questa considerazione, meramente economica, passa in second'ordine ogni altro aspetto. Le aziende perdono sicuramente qualcosa in termini di professionalità, ma la crisi spinge ai risparmi immediati». Anche per i quarantenni, però, la strada del management non è spianata, perché ora le imprese sono diventate più esigenti. Hanno passato l'ultimo anno e mezzo a gestire una situazione di emergenza, ora si trovano in un momento relativamente più tranquillo. «E possono scegliere - dice Crosetto - con relativa calma. In passato, in tempi molto più favorevoli, venivano assunte persone con il profilo necessario, senza però filtri eccessivi. Ora, invece, le imprese ricercano con attenzione la persona ottimale e sono disposte, per questo fine, a procedere con più lentezza e maggiore esigenza». Al momento attuale c'è molta offerta, mentre la domanda delle imprese è relativamente bassa. «Non c'è dubbio, ci troviamo nella classica situazione in cui le aziende hanno una posizione di forza». A provare a tornare sul mercato del lavoro ci sono anche i cinquantasessantenni che l'hanno lasciato, magari con una accettabile buonuscita. «Sono persone valide - dice Crosetto - ma per loro è difficile il reinserimento, e non soltanto per l'età. Negli ultimi quarant'anni le imprese hanno puntato molto sulla specializzazione e ora ci sono ottimi quadri e manager ma con esperienze molto focalizzate, che li rendono difficilmente collocabili. Oggi si cercano invece persone, sì specializzate, ma con una visione culturalgestionale più ampia. Alcune grandi federazioni di dirigenti, con cui Praxi collabora (ad esempio ManagerItalia e Federmanager) hanno avviato specifici corsi di formazione, assai utili per favorire un reinserimento nel mercato del lavoro». Per quanto riguarda le specializzazioni più richieste «al primo posto ci sono sempre i laureati in Ingegneria, poi quelli in Economia. Le lauree di tipo umanistico trovano maggiori difficoltà d'impiego. In questi casi è necessario non perdersi d'animo, e seguire qualche corso di formazione propedeutico ad inserirsi, ad esempio, nell'area del Personale o del giornalismo o del marketing. Le lauree in Comunicazione, che negli anni scorsi hanno richiamato molti giovani, stanno ormai "intasando" un mercato che è ancora ricettivo ma molto competitivo». Migliore la situazione dei laureati in Legge. «È vero, ci sono tantissimi laureati in questa materia - ribadisce Crosetto - ma hanno il beneficio di ampie possibilità di lavoro nel mondo aziendale (pubblico e privato), nelle professioni e nel mondo della politica». Per un giovane, il master è un miraggio che attira. «Ma attenzione, sarebbe meglio che il master fosse favorito dall'azienda per cui già si lavora, onde evitare rischi di sensibili attese, prima della successiva collocazione. Comunque un master in business administration è sempre molto consigliabile perché dà una visione ampia ed integrata per le attività gestionali». Per i più giovani, l'inserimento in azienda passa sovente attraverso uno stage e poi, per i più meritevoli e fortunati, attraverso un contratto di lavoro a tempo determinato. In altre parole, con un po'di gavetta. «Consiglio sempre ai giovani - dice Crosetto - di accettare queste situazioni, anche se a prima vista sembrano penalizzanti poiché sono un buon modo per farsi conoscere ed apprezzare in azienda. Per i più bravi, inoltre, il passaggio ad un contratto a tempo indeterminato è molto probabile». Ma la cosa più importante, per i giovani, è «conoscere se stessi. Occorre partire dall'analisi delle proprie peculiarità, che non vanno mai rinnegate se si vogliono raggiungere traguardi di piena soddisfazione professionale. Chi, invece, dà eccessivo peso ai soli aspetti economici nella fase iniziale di attività, potrebbe in un secondo momento pentirsi di questa scelta».


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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