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Rassegna stampa - Documento |
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Le società di revisione crescono grazie alla crisi
di Mara Monti
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 9 settembre 2009
Dalle crisi bisogna sapere cogliere le opportunità. Se ne sono accorte le società di revisione che negli
ultimi due anni hanno visto crescere le attività di consulenza nei settori dell'assistenza legale
(forensic) e delle ristrutturazioni aziendali (riorganization). Un trend che ha compensato il
calo di altri comparti più legati ai grandi deal dalle fusionie acquisizioni alle Ipo che da sempre affiancano
l'attività più tradizionale dell'accounting. Un dato per tutti: negli ultimi due anni il fatturato del
settore forensic di Deloitte in Italia è cresciuto del 40% e del 30% in area Emea, mentre
PriceWaterhouseCoopers soltanto in Gran Bretagna ha messo a segno un risultato superiore del 77% ottenuto
soprattutto in virtù della consulenza per la ristrutturazione del crack Lehman Brothers (il dato sull'Italia
non è stato fornito da PwC).
Il risultato non sorprende. Il settore della revisione ha subito una forte ristrutturazione negli ultimi anni
durante i quali molte società sono sparite e dalle "big eight" degli anni Ottanta si è arrivati alle "big four"
di oggi (Deloitte&Touche, Pricewaterhouse, Kpmg e Ernst&Young). L'attività è regolata in buona parte dalla
legge che obbliga ad esempio le società a presentare una relazione di bilancio redatta da un soggetto terzo
indipendente. Tuttavia. all'attività di auditing tradizionale oggi si sono affiancate nuove linee di business.
Deloitte ad esempio ha accresciuto la sua presenza nell'area delle indagini finanziarie e contabifi per
l'accertamento di frodi che spesso sono la causa delle crisi aziendali. Tra i committenti oltre alle imprese,
si sono aggiunti negli ultimi anni i curatori fallimentari impegnati nella gestione delle società in
amministrazione straordinaria.
«Non c'è dubbio che la crisi ci stia agevolando», ammette Antonio Cattaneo partner di Deloitte e responsabile
della divisione forensic in Italia. Il quale tra i committenti ha visto crescere anche il numero dei private
equity che chiedono indagini contabili per rilevare eventuali frodi o infedeltà dei manager. «Il private equity
per il tipo di investimento a leva finanziaria non entra nella gestione delle società. Ma con la caduta della
redditività aziendale e la difficoltà a sostenere l'esposizione debitoria molte società sono entrate in crisi,
facendo emergere casi di frodi su cui stiamo indagando».
Problematiche nuove che si affiancano al servizi dì consulenza tecnica in ambito penale per l'individuazione
di fattispecie di reati legati all'usura, al riciclaggio e alla bancarotta, tutte attività che hanno aumentato
l'impegno delle società di accounting, uno dei pochi settori in crescita occupazionale nonostante la crisi.
I maggiori controlli insieme ai nuovi standard di reporting introdotti dalla regolamentazione dopo gli scandali
fmanziaria della Enron, Wordcom e Parmalat hanno imposto alle società di revisione un approccio più cauto e
prudenziale: non è un caso che in Italia quest'anno il numero di società che non ha ricevuto il nulla-osta ai
bilanci ha toccato il record dal 2003.
Tutto ciò è servito ad aumentare la credibilità e la reputazione delle società di revisione che a differenza di
altre fasi critiche, non sono incappate finora in nuovi scandali societari. E i loro bilanci ringraziano.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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