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Rassegna stampa - Documento |
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Lo spettro che fa paura alle piccole imprese
di Franco Morganti
Corriere Economia - Corriere della Sera
Lunedì 22 ottobre 2007
Uno spettro si aggira per l'Europa, anzi per il mondo, visto che il Comitato che l'ha promosso è
composto dalle banche centrali di tutto il G10: quello di Basilea 2. Gennaio 2008 incombe e non ci
saranno altri rinvii. Banche e imprese saranno legate da un rapporto diverso, sempre più distante
da quello di pura erogazione del credito e verso un ruolo di assistenza, controllo e consulenza.
Nel mirino è la gestione poco prudente del credito e il quadro normativo con cui le banche
valutavano i rischi delle aziende clienti.
Brambilla ricorda ancora quando la banca gli chiedeva solo garanzie reali, sue o di sua moglie.
Ma poi non entrava nelle sue valutazioni di bilancio (salvo quelle patrimoniali) per capire quanto
e in quanto tempo l'azienda avrebbe generato reddito e fosse stata in grado di ripagare il debito.
Tutto questo ora si chiama Basilea 1 e corrisponde al passato.
Con Basilea 2 le banche sono chiamate a requisiti patrimoniali sufficienti a coprire perdite
inattese dovute a rischi di credito, di mercato e operativi, che a loro volta comprendono le frodi
interne, quelle esterne, i rischi relativi ai rapporti di lavoro, alla clientela, ai danni
materiali, tecnici o di conformità, Ma se le banche devono dimostrare di avere un coefficiente di
solvibilità dell'8%, dovranno lavorare sia sul numeratore, il loro patrimonio, che sul denominatore,
costituito dalle loro attività ponderate per classi di rischio. E' qui che compaiono le aziende
clienti, di cui dovranno ora calcolare la probabilità di default per determinare il rating. Sul
rating c'è discreta varietà di metodologie: le più elaborate permettono alle banche accantonamenti
più bassi del fatidico 8%, ma richiedono informazioni più dettagliate e più frequenti sulle imprese
clienti.
Pratiche sofisticate di rating saranno però possibili a grandi banche, in grado di mettere in gioco
strutture adeguate. Le piccole banche potrebbero concentrarsi nel credito alle Pmi, con cui
intrattengono rapporti fiduciari sul territorio, che conoscono da vicino, di cui valutano meglio
il mercato. Brambilla tuttavia non potrà più limitarsi alla visitina annuale ai suoi banchieri, ma
dovrà dimostrare quanto la sua azienda è capace di produrre reddito in relazione ai capitali
impiegati: per migliorare il suo rating potrebbe essere spinto a cercare nuovi soci individuali o
fondi di private equity, cosa spesso estranea alla mentalità delle aziende familiari. Non appena
però vorrà cimentarsi in attività internazionali, le piccole banche locali non gli basteranno più.
Avrà bisogno di partner finanziari con prospettive internazionali, che chiederanno rating più alti,
informazioni maggiori e più dettagliate. E' così che Basilea 2 pensa di dare una scossa all'intero
mercato partendo dalle banche.
Brambilla non si è mai tirato indietro di fronte alle sfide: gli dispiace tuttavia che il Ministero
dell'Economia, nel redigere la Finanziaria 2008, si sia preso la briga di stabilire che i suoi
interessi passivi, se superano il 30% del margine loro non siano detraibili. Preferirebbe essere
lui a stabilire la capitalizzazione appropriata alla sua strategia, anziché farsela dettare dal
Viceministro Visco.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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