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Approfondimenti - Documento |
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Magnegas: dai rifiuti il carburante del futuro?
di Mirco Leonelli (Analista finanziario)
Febbraio 2010
Bruciare carburante nel pieno rispetto dell'ambiente! Quanti di noi davanti a questa prospettiva si
sentirebbero più sollevati, più sereni e consapevoli di non nuocere ad altri e a se stessi. Credo molti. Il
fatto viene enfatizzato nel momento in cui andiamo ad osservare come l'organizzazione attuale dei trasporti
veda una netta predominanza del traffico su strada oltreché l'uso principale di automezzi privati. Questo
contesto mal si presta ad essere compatibile con un quadro di mobilità eco-sostenibile che richiede sia il
ricorso a mezzi pubblici che l'uso di carburanti alternativi di "seconda e terza generazione" da affiancare
all'uso smodato di benzine e derivati dal petrolio. Stiamo parlando di fonti di energia rinnovabile come il
sole, di carburanti quali il biodiesel, il bioetanolo e l'idrogeno. Del resto la strada pare essere già stata
tracciata. L'Unione Europea ha deciso che entro il 2020 il vecchio continente si deve impegnare formalmente a
ridurre le emissioni di gas serra del 20% e ad incrementare di riflesso il consumo di energie rinnovabili
della medesima percentuale. Ma esiste un altro impegno molto più vicino: entro la fine del corrente anno i
paesi dovranno sostituire il 5,75% di combustibili derivanti dal petrolio attraverso l'utilizzo di fonti
concorrenti. In questo contesto si muove anche la ricerca di carburanti alternativi quali il MagneGas, una
splendida innovazione di matrice italiana. Stiamo parlando di una nuova fonte di energia, assai pulita e poco
costosa; di un innovativo processo che trasforma i rifiuti in carburante per le nostre automobili a costi
contenuti e soprattutto con un limitato inquinamento atmosferico, inferiore a quello del metano. Una parolina
un po' magica che consentirebbe di risolvere contemporaneamente due grossi problemi: lo smaltimento di una
parte dei rifiuti e la trazione degli autoveicoli, il tutto con un minimo impatto ambientale. Prima di
introdurre questo innovativo gas è necessario però "inchinarsi"" davanti al suo ideatore: lo scienziato
italiano Ruggero Maria Santilli. Vive in Florida, da dove presiede l'Istituto Ricerche di Base e dove ha
ideato il Reattore Adronico Molecolare, la macchina magica che consente di trasformare liquami di fattoria,
oli esausti di stazioni di servizio e fast food, acque di fogna in un liquido incontaminato per l'irrigazione,
in calore da trasformare in elettricità e soprattutto in combustibile gassoso pulito. Un vera e propria mente
geniale che ha rivoluzionato la fisica e la chimica e si appresta a voler cambiare la fonte della trazione del
parco mondiale dei veicoli.
La sua "creatura" è stata presentata anche nel nostro paese (a Benevento), inizialmente in via sperimentale,
sperando poi di coinvolgere un numero sempre crescente di politici e cittadini. Le prime manifestazioni di
interesse sono incoraggianti: delegazioni cinesi, rumene, ungheresi e brasiliane hanno già fatto visita al
reattore per carpirne le potenzialità e proporre forme di collaborazione. Ma la strada da percorrere è ancora
lunga e tortuosa, pur con il supporto dell'Associazione Futuridea, nata per favorire e divulgare le conoscenze
nell'ambito della sostenibilità ambientale.
Il MagneGas può essere utilizzato in qualsiasi vettura predisposta ma può avere anche impieghi domestici come
la cottura dei cibi e/o il riscaldamento dell'acqua, fino ad arrivare alla produzione di elettricità verde.
Può essere inoltre prodotto localmente, evitando i costosi costi del trasporto del combustibile che invece
caratterizzano i transiti della benzina dalle poche e gigantesche raffinerie fino ai vari distributori locali.
Come si diceva produce un basso inquinamento in quanto gli scarichi della combustione non contengono alcun
idrocarburo e, cosa estremamente innovativa, rilasciano più ossigeno di quanto ne venga consumato. Nello
specifico le emissioni sono composte da vapore acqueo (65%), ossigeno (10-14%), anidride carbonica (7%) e
altri gas di atmosfera. Il passaggio dallo stato liquido a quello gassoso consente di ricavare (fonte
Quattroruote) 16.000 litri di MagneGas da 10.000 litri di liquame. Nello specifico emette nove volte meno
idrocarburi della benzina, 2,6 volte meno ossidi di azoto del metano e 2,7 volte meno anidride carbonica del
metano stesso. Il tutto partendo da liquami inquinanti che entrano nel reattore, subiscono un pre-trattamento
e successivamente vengono sottoposti a temperature altissime ed a una luce ultravioletta che consente la
sterilizzazione completa del liquido che esce dal reattore. Per arrivare sul mercato il MagneGas dovrà essere
soggetto ad un lungo e costoso iter burocratico che comprende, tra gli altri, la certificazione a livello
europeo. I tempi non saranno quindi brevi e le incertezze sulla sua effettiva entrata in commercio numerose.
Noi non possiamo che auspicare che si moltiplichino progetti innovativi come quello appena descritto al fine
di avere, a regime, fonti di energia pulita e rispettosa per l'ambiente e i suoi cittadini.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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