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Rassegna stampa - Documento |
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Mussari sui punti deboli di Basilea 3: «Impossibile mettere la stessa sella a pony e cavalli da corsa»
di Andrea Franceschi
Il Sole 24 Ore
Venerdì 14 gennaio 2011
«Non è possibile mettere la stessa sella a un pony e a un cavallo da corsa». Usa questa metafora Giuseppe Mussari,
numero uno dell'Abi per parlare dei punti deboli di Basilea 3 (la riforma che prevede nuovi requisiti patrimoniali
delle banche). E lo fa davanti alla platea delle giornate dell'economia cooperativa organizzate da Legacoop nella
sede del Sole 24 Ore a Milano. La criticità, secondo il presidente di Mps, riguardano il fatto che le regole di
Basilea siano le stesse per le banche di investimento (più speculative) e per quelle commerciali (che sostengono le
imprese e l'economia reale in generale).
Aiutare chi sostiene l'economia reale. «Non sono contro le regole, ma queste devono cercare di dare un
contributo positivo e valorizzare il lavoro di chi sta al servizio dell'economia reale» dice il presidente dell'Abi.
«Ci sono banche che svolgono alcune attività e altre che finanziano le imprese e le famiglie: si tratta di due
animali diversi. Siamo convinti che sia giusto che abbiano le stesse regole?» si chiede Mussari. «Il buon senso
pretende che chi fa mestieri diversi abbia una diversa ponderazione dei propri attivi».
I dubbi su Basilea 3. Il credito alle imprese è stato il tema centrale del dibattito che ha visto
confrontarsi Mussari, il presidente di Unipol Gruppo Finanziario Pierluigi Stefanini e Aldo Soldi di Legacoop. In
questo contesto il presidente dell'Abi si è detto incerto di quali conseguenze ci possano essere sul fronte del
credito dall'entrata in vigore delle nuove regole, non escludendo che maggiori requisiti patrimoniali possano
comportare una riduzione degli impieghi.
La moratoria dei crediti alle Pmi in scadenza. Sulla questione del credito alle imprese Mussari rivendica
comunque quanto fatto finora. Cita l'operazione Mediocredito centrale (la futura Banca del Sud) e parla di «un
periodo di collaborazione fattiva tra banche e imprese». Quanto alla moratoria per la sospensione dei debiti per le
piccole e medie imprese verso le banche (che scadrà al 31 gennaio) dichiara: «Stiamo lavorando alacremente per
trovare una soluzione. C'è un tavolo al ministero e prima di questa data contiamo di avere un programma per gestire
gli effetti della moratoria».
La Fiat e il futuro del paese. Non possono mancare accenni all'attualissima questione Mirafiori. La denuncia
di Stefanini (Unipol) è rivolta principalmente al governo, colpevole - a suo modo di vedere - di non aver messo in
atto una politica industriale seria sul settore dell'auto. Sulla stessa linea Aldo Soldi di Legacoop che critica la
mancanza di una «visione di lungo periodo». Da parte sua Mussari chiede che dal referendum arrivi un «segnale di
discontinuità», in mancanza del quale l'Italia «rischia la marginalità». Al convegno sulla cooperazione partecipa
anche il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni che, a margine, auspica una vittoria del si al
referendum di Mirafiori e commenta anche le ultime indiscrezioni sul rinnovato interesse di Volkswagen per
l'Alfaromeo. L'auspicio riguardo lo stabilimento di Arese è che Fiat consideri le offerte o altrimenti pensi a un
rilancio dell'Alfa.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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