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Rassegna stampa - Documento |
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Mutui: si abbassano gli importi richiesti ma le durate diventano più brevi
di V.D.C.
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 5 ottobre 2009
Anche ad agosto segno positivo per l'andamento della domanda dei mutui da parte
delle famiglie italiane. La crescita del 9%, rispetto allo stesso periodo del
2008 - secondo la rilevazione di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie
di Crif, che raccoglie i dati relativi ad oltre 70 milioni di linee di credito
(cioè la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail) - «conferma
l'uscita dal tunnel e il ritorno alla fiducia».
Il dato di agosto è in linea con l'incremento della domanda dei mutui registrato
nei sei mesi precedenti. Nello specifico, crescono maggiormente le domande per
fasce di importo più basse (al di sotto dei 150.000 euro) e tornano a ridursi
le durate medie (crescono maggiormente le domande di mutuo con durata 20 anni).
«Questi dati - riporta l'analisi - trovano conferma nel fatto che i prezzi
delle abitazioni hanno registrato una flessione a partire dal secondo trimestre
del 2009. Sembra, quindi, che la parte peggiore della crisi possa considerarsi
definitivamente alle spalle, dopo che la domanda di mutui registrata in tutti i
mesi del 2009, eccezion fatta per il mese di gennaio, ha continuato a
confermare l'inversione di tendenza rispetto ai corrispondenti mesi del 2008».
Il ritorno della fiducia trova ulteriore riscontro nell'analisi aggregata della
domanda nei primi 8 mesi dell'anno, in cui «la crescita è stata
complessivamente pari al 4%. Non siamo ancora ai valori di crescita del 2007
rispetto al pari periodo del 2006 - puntualizza l'analisi - ma comunque ormai
lontani dallo scivolone fatto registrare lo scorso anno, quando ad agosto la
domanda dei primi otto mesi, per la prima volta dopo molti anni, era calata
complessivamente del 2% rispetto allo stesso periodo del 2007».
Stando all'analisi di Crif, «i principali driver di crescita della domanda sono
da ricercarsi nel contributo dato dalla quota parte di mutui rinegoziati,
nonché nell'abbassamento dei tassi di interesse. Ma senz'altro - riporta ancora
il documento - hanno contribuito anche la percezione da parte degli italiani
dell'acquisto della casa come investimento (e non come spesa) e una rinnovata
maturità e fiducia tra banche e mutuatari».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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