Nota integrativa più estesa
di Franco Roscini Vitali
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 19 novembre 2003
L'adozione dei principi contabili internazionali Ias non comporta solo lo studio
(e la soluzione) di alcuni problemi puntuali di carattere tecnico, ma coinvolge anche
aspetti più generali. Uno di questi è rappresentato dalle modifiche che interesseranno
l'informativa di bilancio e che discendono da scelte strategiche di fondo, piuttosto
che da rilievi tecnici.
Gli Ias, attribuendo al bilancio l'obiettivo di consentire
al lettore di analizzare l'andamento dell'impresa in una visione dinamica,
impongono dettagliate informazioni, da sviluppare in quei documenti che per noi
sono costituiti dalla nota integrativa e dalla relazione sulla gestione.
Il lettore (intendendo come tale l'investitore professionale) attraverso la lettura
del bilancio deve poter fare previsioni circa le prospettive reddituali e finanziarie
dell'impresa, nonché i rischi derivanti dalla gestione. Questo si ottiene, naturalmente,
anche attraverso la rielaborazione del bilancio tramite l'analisi finanziaria per indici
e flussi.
Per l'informativa, gli Ias contengono un paragrafo titolato «Informazioni integrative»,
che richiede dettagliate precisazioni. Per esempio, lo Ias 36 sulle perdite durevoli di
valore impone di indicare se il valore recuperabile di un'immobilizzazione materiale è
il valore d'uso, il tasso o i tassi di attualizzazione utilizzati nella stima e nelle
stime precedenti (se esistono) del valore d'uso. Lo Ias 37 (accantonamenti, passività
e attività potenziali) richiede dettagliate informazioni sulle passività potenziali.
In molti casi si tratta di informazioni già obbligatorie in base ai principi contabili
nazionali che, tuttavia, vengono ampliate. Le informazioni sulle operazioni intercorse
con parti correlate (Ias 24) sono notevoli e in più ocasioni la Consob ne ha
raccomandato il rispetto. Per di più, la nota integrativa sarà interessata anche da
qaunto previsto nello schema di decreto legislativo per l'attuazione della direttiva
2001/65, all'esame del parlamento, che impone il passaggio al fair value per gli
strumenti finanziari già per gli esercizi 2004.
Accanto, quindi, a voci particolarmente critiche all'interno del conto economico o dello
stato patrimoniale (quali operazioni di leasing, Tfr, aggregazioni di imprese, perdite
di valore delle attività e accantonamenti per passività potenziali) è necessario
confrontarsi con la "filosofia" degli Ias, che impone un ripensamento complessivo del
bilancio e delle sue finalità nei confronti degli investitori. Deve prevalere la
rappresentazione sostanziale delle operazioni, rispetto alla loro rappresentazione
formale: questo criterio è visibile nelle scelte relative a leasing, aggregazioni di
imprese, joint venture, ricavi e immobilizzazioni immateriali. Questo concetto, tra
l'altro, non consentirà più l'utilizzo di alcuni espedienti di "maquillage contabile",
tesi a rappresentare nel bilancio alcune operazioni in base all'aspetto formale
piuttosto che a quello sostanziale (talvolta per nascondere un eccessivo indebitamento).
In ogni caso, un bene è iscritto nel bilancio se l'impresa ne ha il controllo,
usufruendo dei benefici che derivano dal suo utilizzo, sopportandone i relativi rischi,
indipendentemente dal titolo giuridico e formale relativo alla proprietà (si pensi al
leasing).
L'adozione degli Ias, in definitiva, impone non solo l'adeguamento delle strutture
interne, ma nache una diversa e più sostanziale rappresentazione verso l'esterno,
nei confronti di tutti gli interessati alle vicende dell'impresa.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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