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Rassegna stampa - Documento |
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Nuove polemiche su Basilea 2
di A. Me.
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 16 novembre 2005
Basilea 2 è al centro di nuove polemiche. Il controverso accordo di revisione del capitale delle
banche, varato l'anno scorso dopo quasi sei anni di difficile negoziato, ha sollevato ora le
preoccupazioni delle grandi banche internazionali, a causa delle diverse date di entrata in vigore
nell'Unione europea e negli Stati Uniti, per la prima nel 2008, per i secondi nel 2009. Questa
discrepanza, secondo l'Institute of International Finance, che riunisce oggi oltre 300 delle maggiori
istituzioni finanziarie globali, può creare problemi alla concorrenza e generare difficoltà
soprattutto per l'applicazione alle controllate estere.
Le autorità di vigilanza americane hanno annunciato di recente, dietro forti pressioni politiche, di
vole rinviare di un anno l'applicazione delle nuove regole che negli Usa varrebbero comunque solo per
una ventina di banche più grandi attive sui mercati internazionali. Il nuovo metodo di calcolo del
patrimonio richiesto dal regolatore consentirebbe alle maggiori banche, con l'adoazione di più
sofisticati sistemi di valutazione del rischio, di liberare capitale e quindi, secondo i suoi critici,
ne migliorerebbe la competitività rispetto alle banche più piccole, che continueranno ad applicare
l'Accordo di Basilea originale. La Federal Reserve, la quale ha rappresentato gli Stati Uniti nel
Comitato di Basilea, che riunisce le autorità di vigilanza dei maggiori Paesi, è stata oggetto di
severe critiche da parte di politici e degli altri organi di supervisione (la vigilanza negli Usa è
suddivisa fra quattro diverse autorità). Il direttore dell'Iif, Charles Dallara, ha parlato di
rischio di «arbitraggio fra le diverse regolamentazioni» a livello internazionale.
Secondo il presidente della banca francese Société Générale, Daniel Bouton, che ha diretto un gruppo
di lavoro dell'Iif su Basilea 2, «l'implementazione di versioni non coerenti dell'accordo
potrebbero alla fine impedire il successo della sua entrata in vigore, minarne le basi e creare seri
problemi alle condizioni di concorrenza nel settore. Finora non c'è stata nessuna indicazione chiara
di come verranno affrontate le implicazioni pratiche di una introduzione scaglionata».
L'associazione delle banche (che hanno investito pesantemente per mettersi al passo con le nuove
regole) teme che possano crearsi eccessivi divari nei livelli di capitale richiesti dalle varie
giurisdizioni a causa dei margini di discrizionalità lasciati alle autorità di vigilanza nei diversi
Paesi. Bouton si è detto tuttavia «ottimista» dell'uniformità di applicazione nell'Unione
europe. Altre questioni sollevate dall'Iif in un rapporto diffuso questa settimana a Londra sono le
regole per il rischio operativo (una delle innovazioni di Basilea 2 rispetto all'accordo originale)
e l'applicazione nei Paesi emergenti, molti dei quali hanno già annunciato di non voler introdurre le
nuove regole ancora per molti anni. Le polemiche di questi giorni non sono una novità per Basilea 2.
Le prime versioni del nuovo accordo erano state sottoposte a un fuoco di fila di critiche da parte
della Germania, in quanto si riteneva che potessero ridurre il credito alle piccole e medie imprese,
un approccio che poi è stato corretto nelle versioni successive. In Italia, l'accordo era diventato
il pretesto di una delle molte polemiche sollevate da Giulio Tremonti, nel suo primo passaggio alla
testa del ministero dell'Economia, contro il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, che,
nella sua veste di responsabile della vigilanza bancaria, ha partecipato alla stesura delle regole.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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