Nuovo Mercato, il "giallo" della riforma
di Vittorio Puledda
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 1 dicembre 2003
Nuovo Mercato, Vecchie regole. L'attesa riforma del listino, lo
"Star delle matricole hitech" - come era già stato informalmente
battezzato - è slittato alla primavera. Probabilmente, dopo la
presentazione dei bilanci, o quantomeno la loro approvazione dai
rispettivi consigli di amministrazione.
I nuovi parametri per creare
questo segmento "di eccellenza" hanno circolato a lungo nei mesi scorsi e
dovevano essere annunciati in pompa magna lo scorso 25 novembre, in
occasione dell'annuale Road show del Nuovo Mercato. Solo una manciata di
ore prima, alla cena di gala che Borsa spa aveva tenuto insieme alle
società del Nuovo Mercato, la cosa veniva considerata scontata: nessun
annuncio, formale o meno, che sconfessasse le molte indiscrezioni
circolate nelle settimane precedenti.
Ma in realtà la riforma non è
stata annunciata, anche se i parametri per entrare a far parte del
segmento delle società "buone" dovrebbero restare quelli già definiti: un
Ebitda positivo e in crescita di almeno un milione di euro nell'arco dei
tre anni, un rapporto Posizione finanziaria netta/Ebtida uguale o
inferiore a sei volte; forse, una "misurazione" della liquidità del
titolo. Non risulta che ci siano più discussioni sui criteri; né sono
arrivati altolà dalla Consob, anche perché la riforma non è ancora stata
approvata ufficialmente da Borsa spa e di conseguenza non è ancora
arrivata sui tavoli dell'Autorità di vigilanza. E allora, cosa è
successo?
La spiegazione più diffusa è che abbiano protestato
- ovviamente in via informale - una serie di società che sono ai limiti dei
parametri individuati; quelle società, insomma, che essendo in via di
netto miglioramento contano di superare la prova con i bilanci 2003,
mentre con le semestrali di fine giugno resterebbero fuori. Una
spiegazione tutto sommato comprensibile, da parte delle società, ma che ha
creato qualche incertezza sul mercato e tra gli altri gruppi interessati.
Forse, ma qui si entra nel campo delle mere supposizioni, qualche
perplessità è venuta anche dalle possibili conseguenze "indesiderate" dei
vari parametri. Sembra, infatti, che basti il rispetto di uno solo dei
criteri per entrare a far parte del "segmento di eccellenza". La griglia
deve quindi essere abbastanza elastica - visto che si tratta di un mercato
giovane, spesso con società fragili dal punto di vista finanziario e
qualche volta anche di business plan - ma anche sufficientemente rigorosa,
altrimenti il requisito dell'eccellenza, anche relativa, verrebbe
automaticamente a decadere. Il gioco del bilancino insomma è complesso.
Prendiamo uno dei problemi principali di queste società, il forte
indebitamento; ma qualche volta per assurdo anche non avere debiti può
essere un indicatore discutibile. Come, per esempio, nel caso di Nts, la
"vecchia" Freedomland, che non ha debiti per la sola ragione che dal
momento della quotazione in poi non ha fatto praticamente nulla, dal punto
di vista industriale. Per questo è stata considerata la Posizione
finanziaria netta in relazione all'Ebitda, per ottenere un parametro che
metta a confronto i debiti con la capacità del gruppo di generare ricavi
operativi (nel caso di Nts, c'è la cassa derivante dalla quotazione ma non
i guadagni).
E' possibile che a Piazza Affari abbiano realizzato che
ci fossero ancora sbavature nel sistema messo a punto, che i criteri
avrebbero consentito anche a società non con le carte in regola di essere
"promosse". Oppure, semplicemente, può darsi che abbiano concordato sul
fatto che era meglio aspettare i bilanci annuali prima di annunciare
formalmente i criteri per essere promossi tra i bravi.
In primavera arriveranno le risposte ufficiali.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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