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Obbligazioni convertibili: territorio da esplorare
di Gianmarco Zanetti
Giugno 2003


Le obbligazioni convertibili sono degli strumenti che racchiudono in sè le caratteristiche di una normale obbligazione e di un'opzione call. Questo tipo di strumenti consente all'investitore di poter convertire le obbligazioni in suo possesso in titoli azionari. Tale facoltà viene però sottoposta a dei vincoli che rendono le obbligazioni molto differenti tra loro. Innanzitutto, si può avere una conversione diretta o indiretta. Nel primo caso, l'obbligazionista potrà convertire, secondo un preciso rapporto di conversione, le proprie obbligazioni in azioni della società emittente. Nel caso di conversione indiretta, l'investitore avrà la possibilità di convertire le proprie obbligazioni in azioni di una società differente rispetto all'emittente delle obbligazioni.
Normalmente è previsto uno spazio di tempo entro il quale la conversione può essere effettuata (periodo di conversione). Molto spesso sono previsti anche degli intervalli di tempo entro i quali la facoltà di rimborso viene sospesa. Si tratta, solitamente, di periodi in prossimità di particolari eventi societari, come le assemblee ordinarie per l'approvazione del bilancio e la distribuzione di dividendi.
Accanto all'opzione di conversione riservata all'investitore, può anche essere prevista la facoltà da parte dell'emittente di rimborsare anticipatamente i titoli obbligazionari (opzione callable), riconoscendo all'investitore, oltre al capitale, anche gli interessi maturati sino al momento del rimborso. Tale clausola può essere soggetta ad alcuni vincoli; tipicamente esistono sul mercato obbligazioni convertibili con vincoli sull'opzione callable di tipo temporale (può essere esercitata solo durante specifici intervalli temporali), possono poi esserci delle condizioni particolari riguardanti il prezzo dell'azione sottostante (l'emittente può esercitare l'opzione di rimborso nel caso l'azione superi di una certa percentuale il prezzo di conversione), oppure riguardanti altri avvenimenti che influiscano sull'emittente delle obbligazioni o delle azioni sottostanti. Il titolare possiede comunque il diritto di convertire l'obbligazione quando questa viene richiamata dall'emittente.
Infine, si deve puntualizzare che il prezzo di emissione non può essere inferiore al valore nominale, che rappresenta il valore di rimborso dell'obbligazione a scadenza se non si esercita l'opzione (non possono essere sotto la pari, così come avviene per le azioni).

Vantaggi e svantaggi per l'emittente del convertibile
Il principale vantaggio per la società emittente di obbligazioni convertibili è quello di ridurre il costo del capitale della società. In merito esistono due aspetti rilevanti:

- prima di tutto, l'impresa dispone di una opportunità di finanziarsi ad un prezzo più conveniente con obbligazioni convertibili anziché con nuove azioni. Infatti, l'aumento di capitale tramite emissione di nuove azioni generalmente è più oneroso per la società perché deve emettere a prezzi più bassi di quelli che si hanno sul mercato. Mentre il prestito convertibile può essere collocato con prezzo di esercizio prossimo a quello di mercato dell'azione;
- inoltre, un convertibile consente di ridurre la spesa per interessi sul debito. Infatti, un prestito convertibile paga interessi inferiori a quelli erogati da obbligazioni ordinarie quale contropartita del diritto di conversione ceduto al titolare del prestito.

Gli svantaggi per l'emittente di titoli convertibili si presentano soprattutto nei casi di notevoli variazioni di prezzo del titolo azionario rispetto al prezzo di conversione. Infatti, se quest'ultimo sale considerevolmente, segue che l'impresa avrebbe potuto incassare proporzionalmente di più se si fosse finanziata più tardi. Viceversa, se il prezzo dell'azione scende sotto il prezzo del periodo di collocamento del convertibile, l'emittente non può esercitare il proprio diritto di richiamo del prestito tipicamente a un prezzo maggiore a quello di collocamento.

Vantaggi e svantaggi per il sottoscrittore del convertibile
Un primo vantaggio è definito dalla priorità di rimborso del nominale del prestito convertibile rispetto al capitale (alle azioni), in caso di fallimento. A questo si aggiunga che il rischio di un investimento in un convertibile è inferiore a quello diretto nell'azione di compendio; infatti, la struttura ibrida del convertibile prevede un cuscinetto di protezione (fornito dalla parte obbligazionaria del titolo) nel caso in cui si verifichi un forte storno dell'azione sottostante. Allo stesso tempo, il convertibile permette di sfruttare la fase rialzista sul titolo, in particolare se questo si pone al di sopra del prezzo di conversione. In tal caso, il titolare può trarre vantaggio sia dall'esercizio del diritto di conversione sia dalla vendita diretta del convertibile.
Principale svantaggio di questa attività finanziaria combinata si presenta per definizione quando il mercato azionario e obbligazionario contemporaneamente vanno male. In questo caso, il titolare risulta penalizzato da un diritto di conversione che non può esercitare e da una obbligazione il cui rendimento è inferiore a quelli maturati dai titoli obbligazionari ordinari.

Valutazione
La valutazione puntuale di un convertibile dipende da un insieme di parametri più ampio ed articolato rispetto al titolo cui è associato il diritto di conversione ed all singola priva di tale facoltà. In particolare occorrerà valutare:

1. La parte obbligazionaria nel modo convenzionale.
2. L'opzione di conversione posseduta dal sottoscrittore del bond convertibile.
3. L'opzione di richiamo del prestito detenuta dall'emittente.

Il valore complessivo del convertibile sarà dato dalla somma delle prime due componenti a cui dovremo sottrarre la terza (anche se generalmente quest'ultima ha un impatto poco rilevante a meno che non preveda la possibilità per l'emittente di obbligare il titolare del prestito a convertire l'obbligazione in azioni).

Alcuni elementi di pratica utilità per la valutazione di un convertibile
Il prezzo di conversione all'emissione (detto anche strike) è dato dalla seguente formula:

Lotto minimo negoziabile * Prezzo all'emissione
----------------------------------------------
Rapporto di conversione

Per valutare le obbligazioni convertibili è inoltre necessario, oltre agli elementi già esaminati, prendere in considerazione altri due parametri, il premium e la parity.
Il premium indica la percentuale di premio tra il prezzo attuale dell'azione sottostante e il prezzo di conversione. In altri termini, la differenza percentuale esistente tra l'acquisto delle azioni attraverso la conversione dell'obbligazione e l'acquisto diretto dell'azione. La formula è la seguente:

 
Strike * Prezzo bond
     
(
---------------------------------------
-1 ) 100
 
Prezzo azione * Prezzo bond all'emissione
     

Questa percentuale è quella riportata nella colonna "Premio/Sconto" della tabella "Obbligazioni Convertibili" presente su "Il Sole 24 Ore".
La parity indica il prezzo che l'obbligazione dovrebbe avere per rendere indifferente l'acquisto dell'azione rispetto alla conversione dell'obbligazione:

 
Prezzo azione * Prezzo bond all'emissione
     
 
---------------------------------------
     
 
Strike
     

Gli elementi discriminanti per la scelta di un convertibile
1. Se il convertibile quota a sconto (cioè l'acquisto delle azioni, comprando e successivamente convertendo l'obbligazione, è più conveniente dell'acquisto diretto dell'azione), in particolare se si hanno idee forti sul rialzo del titolo sottostante, si potrebbe decidere decidere di procedere all'acquisto.
2. Oppure, nel caso in cui l'opzione implicita nel convertibile sia ormai senza valore, il convertibile stesso diviene un bond puro, perciò la decisione di acquisto deriverà esclusivamente da una valutazione riguardante il rendimento di quest'ultimo.

Conclusioni
I convertibili, come abbiamo visto, sono ottimi strumenti per entrare sul mercato azionario, disponendo di un "paracadute" obbligazionario che permette di proteggere l'investimento da possibili storni del mercato. Inoltre, è consigliabile l'acquisto all'emissione del convertible bond dato che il prezzo di emissione è di solito alla pari, o poco sopra la pari.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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