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  :: Rassegna stampa - Documento

«Offriamo business senza incertezze»
di Felice Fava
Corriere Economia - Corriere della Sera
Lunedì 21 settembre 2009

L' informazione è potere ma anche garanzia di business e così nel settore dei servizi alle imprese le società specializzate nella fornitura di informazioni commerciali proprio durante la crisi hanno visto schizzare in alto i fatturati. Il caso di Crif è emblematico: nel 2008 la società ha registrato una crescita del 13%, mentre le previsioni per il 2009 parlano di un incremento del 15%. I buoni risultati hanno di recente spinto la società bolognese ad acquisire la filiale italiana della multinazionale D&B (Dun & Bradstreet), prima azienda al mondo nel settore della business information attiva da 167 anni. Con la Cribis, altra società del gruppo Crif che distribuisce a livello mondiale servizi on line per il supporto decisionale della gestione strategica del credito e delle politiche di marketing, si è giunti alla costituzione della Cribis D&B.
La crisi ha finito per fare crescere anche la diffidenza nelle attività business to business. Insomma, nel mondo degli affari le aziende hanno incominciato a fidarsi sempre di meno dei potenziali partner commerciali, di qui la necessità di ottenere adeguate informazioni prima di porre la firma sui contratti.
«Succede sempre così - spiega Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B - nei momenti di difficoltà economica aumentano le incertezze e quindi si accentua la necessità di conoscere meglio i soggetti con i quali intendiamo fare affari. Quando la crisi morde il freno le possibilità di business diminuiscono, proprio per questo la gestione del portafoglio clienti deve essere più oculata, per non incappare nei deleteri casi d'insolvibilità». L'abitudine di richiedere informazioni commerciali non è però mai stata molto diffusa nel nostro Paese.
A che punto siamo?
«In Italia, secondo le ultime indagini, solo il 30% delle aziende richiede alle società specializzate questo tipo di servizio. La percentuale aumenta a con il crescere delle dimensioni delle imprese e diminuisce nelle regioni del Sud. Nonostante il trend sia in lento ma costante sviluppo, ancora oggi il 70% delle aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, si affida per lo più al passa parola, un tempo chiedeva notizie al direttore della propria banca. Si tratta di prassi ormai superate che denotano un certo provincialismo. Nei Paesi anglosassoni, dove la cultura d'impresa è più radicata, oltre il 60% delle società richiede informazioni prima di allacciare rapporti economici».
Quindi occorre affidarsi a strumenti più sofisticati, ma che tipo di garanzie offrite?
«In un mondo globalizzato il passa parola e del tutto insufficiente, oggi inoltre sono gli stessi istituti di credito a rivolgersi a noi per avere informazioni. In ogni caso la certezza assoluta non può esistere, ma noi siamo in grado di fornire un alto livello di sicurezza tale da stabilire, sulla base delle nostre notizie, il livello contrattuale da applicare a un determinato cliente».
Quali informazioni riuscite a dare?
«I nostri rapporti riguardano soprattutto la solvibilità dei pagamenti, affidabilità dei fornitori e ricerca di potenziali clienti».
Parliamo di costi. Quanto occorre spendere per ottenere i vostri servizi?
«Nel caso di una verifica riguardante una piccola transazione la spesa non supera il centinaio di euro, per un'indagine approfondita il costo sale a 300 euro. Sono cifre contenute e alla portata di tutti che scongiurano o limitano al massimo il rischio di incorrere in qualche disavventura economica. Spesso le aziende si trovano costrette a spendere molto di più per avviare le procedure per il recupero dei crediti. E i rischi sono sempre in agguato, basti considerare che tra gennaio e giugno vi sono stati 2,2 miliardi di protesti con un incremento del 5,2%».
Anche la velocità del servizio ha la sua importanza, in quanto tempo siete in grado fornire un rapporto? «Le informazioni iniziali arrivano al cliente in tempo reale, per le notizie più complete occorre attendere 2-3 giorni».


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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