Ifrs 2 - Pagamenti basati su azioni
L'Ifrs 2 regola la contabilizzazione dello Share based payment,
vale a dire della disciplina valutativa ed espositiva
dei pagamenti effettuati per mezzo di azioni.
L'attuale documento costituisce un importante
supporto tecnico in quanto interviene in un
campo in precedenza non pienamente regolamentato
sia a livello nazionale che internazionale.
Questa area della contabilità è stata per molto tempo fonte di
preoccupazione per gli utilizzatori dei rendiconti finanziari,
preoccupazioni notevolmente aumentate quando i grandi fallimenti
hanno dimostrato l'importanza di rendiconti finanziari trasparenti,
obiettivi e completi.
L'Ifrs 2 si applica a tutte le operazioni che prevedono
il conferimento di azioni a dipendenti o a terzi, quale corrispettivo per
beni o servizi forniti. La rilevazione di queste operazioni risente dunque
della loro classificazione nel patrimonio netto.
Ai fini di maggior chiarezza, lo Iasb suddivide queste transazioni in tre
macro-categorie:
a) operazioni in cui la società a fronte dei beni o dei servizi acquisiti
corrisponde strumenti rappresentativi di capitale (equity-settled share-based payment).
In presenza di queste operazioni, per linee generali, l'Ifrs prevede che le
società debbano rilevare in bilancio i beni o i servizi ricevuti
direttamente al loro fair value (valore equo) con un eguale incremento di
patrimonio netto, a meno che tale valore non sia valutabile in
maniera attendibile. In tale circostanza, è previsto che la società debba
quantificare tali beni o i servizi al fair value
(valore equo) delle azioni corrisposte, con un eguale e contestuale incremento
di patrimonio netto. In questa categoria, possono essere fatti
rientrare, ad esempio, i piani di stock option, laddove questi rappresentino
l'attribuzione di azioni in cambio - o in aggiunta - del "normale"
compenso corrisposto ai dipendenti per l'attività lavorativa prestata;
b) operazioni in cui la società, a fronte dei beni o dei servizi
acquisiti, si impegna a estinguere le obbligazioni contratte con i fornitori di
tali beni o servizi, con importi legati al prezzo o al valore delle azioni o di
altri strumenti rappresentativi del capitale della società
(cash-settled share-based payment). In base a queste fattispecie, è
disposto che le società valutino i beni o i servizi "in entrata" e la
correlata passività al fair value (valore equo);
c) operazioni in cui, a fronte dei beni o dei servizi acquisiti da un terzo,
la società o il terzo possono decidere se "concludere" la transazione per mezzo
di un pagamento in denaro, altra disponibilità liquida equivalente o
tramite l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale. Queste transazioni
sono contabilizzate come equity-settled share-based payment quando la
società non ha contrattato alcuna obbligazione e come cash-settled
share-based payment, qualora, invece, la società abbia contratto una
obbligazione.
Il fair value rappresenta, quindi, il criterio cardine per la valutazione
delle poste in oggetto. Nello specifico caso delle operazioni in cui la società
a fronte dei beni o dei servizi acquisiti corrisponde strumenti rappresentativi
di capitale, è previsto che il fair value sia valutato con riferimento ai valori
di mercato degli strumenti rappresentativi di capitale, corrisposti tenendo in
considerazione gli accordi contrattuali. Laddove ciò non sia possibile, devono
essere utilizzate tecniche valutative coerenti con le pratiche utilizzate per la
contabilizzazione degli strumenti finanziari.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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