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Rassegna stampa - Documento |
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Pagamenti in ritardo, interviene la Cdp
di Rosa Serrano
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 14 novembre 2011
Boccata d'ossigeno per le Pmi che devono mettersi in "lista di attesa" per
ottenere il pagamento dei loro crediti dalla Pubblica Amministrazione. La Cassa
Depositi e Prestiti ha deciso di riservare due dei dieci miliardi di euro resi
disponibili per la costituzione di un nuovo plafond a disposizione del sistema
bancario per il finanziamento delle Pmi, per fronteggiare il problema dei
ritardi nei pagamenti dei crediti vantati dalle Pmi verso le Pubbliche
Amministrazioni. Questa iniziativa consentirà di aumentare la liquidità a
favore delle imprese in un momento di difficoltà economica, acuita dal grave
problema dei ritardati pagamenti della P. A. I fondi verranno utilizzati per
compiere operazioni di sconto pro soluto dei crediti che le imprese vantano nei
confronti della P. A.
A breve, Cdp e Abi definiranno le modalità per rendere operative le risorse
previste dall'iniziativa di Cdp. I finanziamenti saranno concessi alle imprese
a tassi più contenuti rispetto a quelli medi di mercato. «La decisione di Cdp -
spiega Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance - rappresenta un primo passo per
offrire concrete soluzioni al gravissimo problema dei ritardati pagamenti. La
quasi totalità delle imprese che ha eseguito e completato da mesi lavori a
favore delle pubbliche amministrazioni di tutta Italia sta ancora aspettando di
essere pagata, a causa degli effetti del Patto di stabilità interno». A suo
avviso, il Patto, così concepito, penalizza anche gli enti virtuosi e mette a
repentaglio migliaia di posti di lavoro e l'esistenza stessa delle aziende. Per
Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria Confindustria «è da apprezzare la
scelta di Cdp di dedicare un parte di questo plafond allo smobilizzo di crediti
vantati dalle imprese nei confronti della PA, che per le nostre Pmi sono ormai
un'emergenza quotidiana». Per agevolare le imprese a trasformare i loro crediti
in liquidità, Sace ha costituito una sua società di factoring, Sace Fct che ha
predisposto, fra l'altro, il Reverse Factoring, un sistema di "pagamento
garantito" che assicura al fornitore il pagamento delle fatture a scadenza,
previa certificazione del credito da parte della Pubblica Amministrazione.
Elemento fondamentale per richiedere lo smobilizzo del credito è l'esistenza di
una convenzione tra Sace e l'ente debitore. Nell'attività di factoring diretto
ad oggi la società ha smobilizzato crediti per 1,7 miliardi di euro nei
confronti di circa 3.500 debitori, tra cui 986 comuni, 221 Asl, 18 regioni e 11
amministrazioni centrali. "Recentemente, Sace Fct e Poste Italiane - spiega
Federico Mongelli, direttore generale di Sace Fct - hanno firmato un accordo
che consentirà alle imprese di ottenere lo smobilizzo dei crediti vantati nei
confronti della PA. Le aziende correntiste di BancoPosta potranno richiedere
agli sportelli Posteimpresa lo sconto dei crediti certificati dagli enti della
PA convenzionati con Sace Fct». Di particolare interesse per le imprese
creditrici della PA risulta l'approvazione definitiva da parte del Parlamento
del disegno di legge sullo statuto delle Pmi. Viene, fra l'altro, previsto che
il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data della entrata
in vigore della nuova normativa, un decreto legislativo per l'integrale
recepimento della Direttiva 2011/7/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio
del 16 febbraio 2011 sui ritardati pagamenti. L'Associazione Nazionale
Costruttori Edili (Ance) evidenzia che la nuova Direttiva europea si
applicherà, tra l'altro, al settore dell'edilizia, ivi compresi i lavori
pubblici.
Per quanto riguarda i contratti pubblici, la nuova Direttiva prevede un termine
standard di pagamento di 30 giorni per i contratti con la Pubblica
Amministrazione ed aumenta notevolmente gli indennizzi per le imprese in caso
di ritardato pagamento della P. A., introducendo in particolare un tasso di
interesse base (tasso Bce) maggiorato dell'8% sin dal 1° giorno di ritardo. Va
sottolineato che l'attuale normativa italiana sui lavori pubblici prevede il
pagamento delle somme dovute entro un termine di 75 giorni e tassi di
indennizzo molto bassi in caso di ritardo. Per quanto concerne, invece, i
contratti privati, la nuova direttiva garantisce la libertà contrattuale,
limitandosi a chiedere che tempi di pagamento superiori ai 60 giorni siano
adeguatamente giustificati, e prevede sanzioni in caso di ritardo rispetto ai
tempi fissati nel contratto.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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