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Rassegna stampa - Documento |
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Per «Basilea 2» varato un Dl
di Isabella Bufacchi
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 27 dicembre 2006
Colpo di acceleratore normativo di fine anno per adeguare
l'ordinamento legislativo e il quadro regolamentare
secondario in vista dell'entrata in vigore dal primo
gennaio 2007 della nuova disciplina comunitaria sul
patrimonio di vigilanza delle banche, la cosiddetta
"Basilea 2". Il Consiglio dei ministri del 22 dicembre ha
approvato un decreto legge per recepire due direttive in
materia di accesso all'attività e di adeguatezza
patrimoniale degli enti creditizi e delle imprese di
investimento. Oggi stesso il ministero dell'Economia
deciderà se convocare il Cicr per una deliberazione ad
hoc oppure varare un decreto ministeriale, entro il 29
dicembre, per l'adozione dei provvedimenti normativi
secondari e le istruzioni di vigilanza della Banca d'Italia.
Il decreto legge approvato nel Cdm della scorsa
settimana, atto preliminare in cinque articoli,
stabilisce le modifiche del Testo unico bancario (Tub) e
del Testo unico di intermediazione finanziaria (Tuf) che
spianano la strada all'entrata in vigore delle nuove
norme prudenziali dettate da Basilea 2. Gli interventi di
"rango primario" sono stati limitati allo stretto
necessario, ovvero a «estendere i poteri regolamentari
delle autorità creditizie ai nuovi ambiti indotti dalle
direttive», come spiega la relazione illustrativa del
provvedimento, mentre sono state demandate alle fonti
regolamentari (Cicr e Banca d'Italia) le prescrizioni di
carattere tecnico-prudenziale.
Nel dettaglio, il provvedimento modifica il Tub per
consentire alle banche, in linea con le disposizioni
delle direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE, di fornire un'adeguata
informativa al pubblico (la "disclosure") in base alla
nuova regolamentazione comunitaria sul controllo dei
rischi e sull'organizzazione interna. Vengono poi
introdotte alcune disposizioni per accogliere due grandi
novità di Basilea 2: il potere riconosciuto alle banche
di determinare esse stesse, ai fini prudenziali, il
merito di credito del cliente sulla base di modelli di
rating interno approvati dalle autorità e l'utilizzo da
parte delle banche, sempre ai fini prudenziali, delle
valutazioni sul rischio di credito fornite da società di
rating riconosciute dalle autorità. Con l'introduzione
dell'articolo 116-bis, il Testo unico bancario viene
modificato anche per disciplinare le informazioni sul
rating interno che devono essere comunicate dalle banche
ai richiedenti il prestito.
La nuova disciplina comunitaria estende i poteri d'intervento
delle autorità di vigilanza che ora possono predisporre
la restrizione delle attività o della struttura territoriale
delle banche: di conseguenza il decreto legge aumenta la
portata dei compiti della Banca d'Italia. Sono infine
previste modifiche a Tub e Tuf nella composizione dei
gruppi, nel perimetro della vigilanza consolidata, nella
vigilanza ispettiva (per permettere la partecipazione di
autorità di altri Stati comunitari alle ispezioni presso
le capogruppo italiane all'estero)e nel segreto d'ufficio.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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