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Rassegna stampa - Documento |
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Per le stock-option è mobilitazione di popolo
di Federico Rampini
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 21 giugno 2004
Il tam-tam della protesta risuona e non poteva essere diversamente
via e-mail. L'intestazione del messaggio è chiara: Stock Option Rally June 24,
Palo Alto. Lo slogan è accattivante: Keep the Promise of Innovation, "manteniamo
la promessa dell'innovazione".
A memoria d'uomo non si ricorda che Palo Alto
sia mai stata il teatro di una manifestazione di protesta. A San Francisco siamo
abituati ai cortei sindacali, e agli striscioni contro la guerra, e agli slogan
noglobal. Ma la ridente cittadina di Palo Alto nel cuore della Silicon Valley,
tra l'università di Stanford e l'autostrada 101, è sempre stata un posto
tranquillo.
Il 24 giugno cambierà musica: è nata la coscienza di classe
dell'hi-tech. Ma è un tipo di protesta assolutamente "sui generis". Non oppone i
dipendenti ai padroni. Anzi. Dal testo del messaggio che circola via e-mail si
capisce benissimo che i padroni fanno parte del movimento. "Aiutate i vostri
dipendenti a partecipare garantendo un permesso retribuito, pagandogli il
trasporto e il cestino del pasto", si legge. Insomma, sarà un corteo
interclassista, forza lavoro e capitalisti uniti nella lotta.
Del resto nella Silicon Valley molti dipendenti si considerano tali solo provvisoriamente.
Preferiscono pensare se stessi come dei futuri imprenditori. E proprio qui sta
la ragione della protesta. A scatenare la mobilitazione è l'arrivo a Palo Alto,
questo giovedì 24 giugno, dello stato maggiore del Financial Accounting
Standards Board (Fasb), l'authority che stabilisce le regole della contabilità
societaria negli Stati Uniti. I dirigenti del Fasb quel giorno verranno qui per
un'audizione pubblica in cui ascolteranno il parere dei rappresentanti
dell'industria locale su un progetto di riforma che la Silicon Valley odia con
tutto il suo cuore: obbligare le società americane a detrarre il costo delle
stock option dai loro profitti.
Non si tratta di vietare le stock option. Ma
gli avversari di questa riforma sostengono che l'obbligo di dedurle dai profitti
inciderebbe così pesantemente sulla reddività delle aziende a tecnologia
avanzata dove le stock option rappresentano una quota importante della
retribuzione che di fatto il loro uso verrebbe limitato. E su un punto la
Silicon Valley, padroni, padronici e dipendenti, è sicuramente compatta: le
stock option sono uno degli ingredienti del successo di questo distretto
industriale, leader mondiale dell'innovazione nell'information technology, nel
software e nella biogenetica.
Da un lato esse consentono anche ad aziende
piccole e neonate (start-up) di attirare i migliori talenti scientifici,
tecnologici e manageriali, senza doverli strapagare ma offrendo loro una
partecipazione al capitale sociale. D'altro lato per i dipendenti questa è la
forma più moderna del "sogno americano": la promessa che il loro talento
intellettuale li renderà ricchi, se l'azienda in cui lavorano avrà successo.
Con le stock option i dipendenti si sentono imprenditori, e quando le cose vanno
bene lo diventano davvero: per chi ha stoffa l'esito naturale è mettersi in
proprio, trasformare un'idea in ricchezza, insomma emulare i signori Hewlett e
Packard o i fondatori di Ebay e Google.
In nome di questo sogno si è pronti a rischiare molto. E' ancora fresco il
ricordo del crollo del Nasdaq nel marzo 2000. Nei due anni successivi molti
potenziali milionari della Silicon Valley si sono trovati quasi poveri.
Le stock option non valevano più niente, e la
parte rimanente del salario era poca cosa. Eppure quell'esperienza non ha
diminuito il tenace attaccamento alle stock option. Almeno qui, nella Silicon
Valley. Nel resto degli Stati Uniti il clima è cambiato, eccome. Perfino
all'interno dell'industria hi-tech. Microsoft prima ha iniziato a "spesare" le
stock option deducendole dai profitti, poi le ha semplicemente abbandonate. La
Ibm, richiesta di un parere ufficiale da parte del Fasb, ha rifiutato di
presentare obiezioni al piano di riforma. Restano schierate contro la riforma
Intel, Cisco, Sun Microsystems, tutte situate nel cuore della Silicon valley. E
con loro la galassia dell'hi-tech che le circonda. E' una battaglia quasi
localistica, che sottolinea la differenza culturale profonda tra la Silicon
Valley e i colossi industriali più tradizionali.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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