«Per un pagamento ritardato la banca mi ha tolto la fiducia»
di Marco Bettazzi
La Repubblica
Sabato 13 giugno 2009
«E' come se mi fosse mancata l'aria, o la terra sotto i piedi». Il rifiuto
da parte della sua banca di anticipare le fatture come ha sempre fatto lo sta in questi
giorni mettendo in ginocchio, costringendolo a incontri e telefonate una dopo l'altra.
Il suo caso, che l'imprenditore accetta di raccontare solo dietro anonimato, è
emblematico. «Il settore è uno dei più colpiti, quello del costruzioni».
Lo scenario la Pianura bolognese.
Tutto comincia quando va in banca per incassare e si accorge che il committente per cui
ha costruito una palazzina, una grossa società, non ha versato tutto il dovuto perché
c'è dell'invenduto: il mercato delle abitazioni "non tira" e i tempi di pagamento si sono
allungati. Allo sportello si irrigidiscono e allora messo alle strette decide di pagare
con i propri fondi di riserva gli artigiani che in quei mesi hanno lavorato per lui.
«Non potevo mettere in difficoltà tante famiglie», spiega. Fortunatamente
arriva una nuova commessa, che potrebbe significare altro lavoro e un periodo di relativa
tranquillità, per lui e per i suoi dipendenti. Mancano però i fondi per l'acquisto del
materiale necessario e l'imprenditore, come ha sempre fatto fino all'anno scorso, si
rivolge alla banca per avere un anticipo sulle fatture. Stavolta però c'è l'insoluto
precedente a pesare sulle spalle, in apparenza più di quanto non facesse prima.
«Non mi hanno accordato l'anticipo e io rischio di non poter avviare i lavori
- racconta -; fino a un anno fa non sarebbe successo, e non capisco perché non devono
darmi la stessa fiducia». L'azienda fatica, non ha più liquidità, e a nulla servono
gli immobili che cerca di dare in garanzia per avere il finanziamento: la banca non li
accetta perché il mercato è fermo e anche in caso di fallimento dell'impresa i tempi
di recupero sarebbero troppo lunghi. «Io sto rischiando, e con me i miei dipendenti,
senza averne alcuna colpa - conclude amareggiato - la crisi non è scoppiata per causa
nostra».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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