Perché calano i consiglieri indipendenti
di A. Bon.
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 15 febbraio 2010
A sorpresa, negli ultimi tre anni la quantità di amministratori indipendenti nei consigli d'amministrazione
delle società quotate è diminuita. Sono i dati di Assonime a fotografare questa strana discesa. Si passa dal
41,7 per cento del 2005 al 36,3 del 2008, ultimo anno disponibile. Entrando nel dettaglio, è soprattutto il
calo che si è avuto nelle società finanziarie a spiegare questo trend a gambero degli amministratori
indipendenti. In queste imprese quotate si è passati dal 57,9 per cento di indipendenti al 37,9.
Ma qual è il motivo di questa tendenza? «Il grosso spiega Rosalba Casiraghi, presidente di Nedcommunity,
l'associazione dei consiglieri non esecutivi e indipendenti è dovuto al fatto che c'è stata una certa
larghezza in passato nel dichiarare indipendenti molte persone, soprattutto nelle banche popolari. Ma anche
in altri istituti di credito. Ad esempio, nel Monte dei Paschi i consiglieri sono tutti indipendenti. Il
problema è chiaramente nella definizione di indipendenza: il requisito di legge è molto generico».
Ma non basta: c'è anche molta confusione, derivante dall'applicazione di norme diverse. «Ad esempio dice
Casiraghi oltre al testo Unico sulla finanza, che dà una prima definizione oltre a fissare il numero minimo
dei consiglieri indipendenti, c'è il Codice di autodisciplina delle società quotate. Talvolta anche lo
Statuto di ciascuna società può indicare una propria definizione». Ma il risultato è sempre lo stesso:
«La definizione di consiglieri indipendenti dice Casiraghi non è ottimale e si presta a molti equivoci».
Questa mancanza di chiarezza non è l'unica a ritorcersi contro il concetto di "consigliere indipendente" che
tra l'altro devono vigilare sui conflitti d'interesse. «Un altro elemento che manca, e che impatta sul ruolo
dei consiglieri indipendenti, dice Casiraghi è costituito dal regolamento sulle parti correlate, che la
Consob avrebbe dovuto emanare dal 2005 e che ancora oggi è fermo. Siamo nel 2010. A me sembra che questo
indichi che esistono forti interessi che si contrappongono alla trasparenza e al maggior controllo delle
operazioni che come abbiamo visto nel passato hanno condotto a molteplici estrazioni di benefici privati da
parte di azionisti e manager».
In questa situazione, c'è un unico motivo di consolazione, secondo Nedcommunity: «Con tutti i limiti di
definizione che abbiamo, risulta comunque molto elevato il ricorso ai consiglieri indipendenti: quel 36,3
per cento fotografato da Assonime è certamente superiore al minimo stabilito dalla legge».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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