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  :: Rassegna stampa - Documento

Perché la finanza deve dimagrire
di Francesco Arcussi
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 12 ottobre 2009

La liquidità del sistema economico aumenta quando vi è la tendenza degli investitori a vendere attività meno rischiose, come depositi bancari o buoni del Tesoro a breve, per acquistare attività più rischiose come obbligazioni del Tesoro, obbligazioni corporate o ancora più rischiose come le azioni. La liquidità diminuisce, invece, quando vi è la tendenza a cedere attività rischiose acquistando attività meno rischiose. Ma come possono i pubblici poteri influire sull'aumento o sulla diminuzione della liquidità? Lo strumento principe è rappresentato dai tassi di interesse. Se le attività meno rischiose presentano dei rendimenti vicini allo zero, gli investitori accrescono la loro propensione a spostarsi verso attività più rischiose. E viceversa: quando i tassi di interesse sono elevati vi sarà la tendenza a trasferire mezzi finanziari da investimenti rischiosi a investimenti meno rischiosi, che pure vengono ben remunerati.
Finché le cose vanno in questo modo, i banchieri centrali hanno in mano la situazione. Tale situazione diventa patologica quando, pur in presenza di tassi di interesse molto bassi, permane la propensione degli investitori a spostarsi verso attività più liquide. Ciò avviene allorché gli operatori rifiutano le attività rischiose a causa di un andamento particolarmente negativo dell'economia. A quel punto i banchieri centrali non dormono più fra due guanciali poiché, per quanti mezzi monetari distribuiscano all'economia, gli investitori continuano ad evitare il rischio. Si tratta della trappola della liquidità studiata per la prima volta dall'economista Keynes.
Purtroppo questa è la situazione nella quale rischiamo di trovarci attualmente. I pacchetti di stimoli negli Usa e negli altri principali Paesi sono stati enormi, sia sul piano monetario con il quantitative easing e i tassi a breve vicini allo zero, sia su quello fiscale, dove il povero taxpayer ha dovuto pagare caro per rimediare ai danni provocati da altri e cioè dall'industria finanziaria. Le pubbliche autorità sono come un generale che, combattendo, non ha più munizioni. Che succede se il nemico avanza ora? E il nemico è rappresentato dalla trappola della liquidità, dal rischio che gli investitori, pur in presenza di tassi di interesse molto bassi, non aumentino la loro propensione ad investire in attività più rischiose, come le obbligazioni e le azioni. Purtroppo il rialzo frenetico dei prezzi di queste ultime sulle principali piazze internazionali a partire da marzo 2009 ha aumentato notevolmente questo rischio.
Non è, quindi, tanto con le variazioni dei tassi di interesse al ribasso o al rialzo che i pubblici poteri potranno risolvere il problema di controllare durevolmente il settore finanziario. Quest'ultimo è cresciuto negli ultimi 20 anni molto più rapidamente di quanto non sia cresciuto il prodotto interno lordo. Basti pensare che dal 1996 al 2007 i profitti del settore finanziario sono cresciuti da 65 miliardi di dollari a 232 miliardi e cioè dal 19% al 27% del totale dei profitti delle società americane quotate in borsa. E' necessario, quindi, che la finanza subisca una cura di dimagrimento. Lo strumento per questa cura dimagrante deve essere quello di un miglior controllo sulle caratteristiche strutturali del sistema bancario e, in particolare, della disciplina dei mezzi propri molto più stringente di Basilea 2. Un aumento del rapporto fra mezzi propri e totale dell'attivo, non solo proteggerà il taxpayer dalla necessità di futuri esborsi per i salvataggi bancari e finanziari, ma soprattutto rappresenta lo strumento principe per ridurre le dimensioni dell'industria finanziaria e riportare la sua profittabilità entro limiti più consoni alle dimensioni del sistema economico. Non si dimentichi, infatti, che il sistema economico di un Paese può essere paragonato ad un edificio. Affinché in tale edificio l'attività si possa svolgere opportunamente occorrono delle tubazioni per far passare l'acqua, il gas, l'elettricità, il telefono e via dicendo. Queste tubazioni possono essere paragonate alla finanza: sono importanti, ma devono essere proporzionate all'edificio.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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