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Rassegna stampa - Documento |
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«Perché non si trova una linea comune»
di Domenico Posca (Presidente Un.i.co. - Unione italiana commercialisti)
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 17 maggio 2010
Le professioni sono oggi strette tra due esigenze. Il rispetto di regole partorite
in epoca fascista all'inizio del secolo scorso, evidentemente superate e le dinamiche
concorrenziali che una crescita tumultuosa negli ultimi decenni ha introdotto per
l'enorme ampliamento dell'offerta di servizi professionali. Il mondo delle professioni
ordinistiche non riesce a trovare una linea comune, manifestando sempre una certa
rigidità rispetto alle diverse proposte di riforma. Una vera e propria battaglia
ideologica quella contro il processo di liberalizzazione avviato negli ultimi anni
rimasto incompiuto soprattutto con riferimento alla disciplina delle società tra
professionisti, vero nodo cruciale nello sviluppo del comparto. Le maggiori resistenze
provengono dalle professioni più anziane e dalla componente più corporativa al loro
interno rappresentata dai vertici ordinistici. Vere e proprie lobby che tendono a
mantenere un conveniente status quo in nome del rifiuto del cosiddetto mercatismo
leggi abolizione delle tariffe minime che, in realtà, in questi primi anni non ha
affatto prodotto alcuna dimostrata diminuzione qualitativa dei servizi professionali.
Al contrario, giovani senza padri o padrini illustri, sono riusciti a conquistare
significative quote di mercato, potendo far leva sulla variabile prezzo. Se davvero
vogliamo fare passi avanti verso una riforma condivisa, insisto sull'esigenza di
tenere distinte le sorti dei professionisti da quelle degli ordini professionali di
appartenenza che, per definizione, sono contrari ad ogni sostanziale cambiamento che
ne possa sminuire il potere. Nel mondo reale, i professionisti sono lavoratori che
affrontano al pari degli altri le difficoltà del mercato, delle crisi, dei mancati
pagamenti, del mancato accesso a forme di aiuto nazionale o comunitario finora
inspiegabilmente riservate alle imprese.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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