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Rassegna stampa - Documento |
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Più filtri ma anche più credito
di Enzo Rocca
Il Sole 24 Ore
Sabato 9 dicembre 2006
Un timore diffuso è che l'introduzione di Basilea 2
renda più difficoltoso e oneroso l'accesso al credito,
soprattutto per le imprese di minori dimensioni.
I rischi e le opportunità che potranno derivare da Basilea 2
in realtà non sono facilmente rilevabili. L'impatto della
nuova disciplina dipenderà principalmente dal modo in cui
le banche decideranno di recepire le nuove istanze. Servirà,
comunque, qualche anno affinché tutti gli operatori
finanziari (anche quelli di minori dimensioni) adeguino
i loro processi operativi.
Gli effetti. Tuttavia, analizzando in dettaglio
la nuova regolamentazione, e tenendo presente le stime
condotte a livello europeo, è presumibile che aumenti la
disponibilità di credito e si riduca il relativo costo.
Inoltre, così come auspicato dal Comitato di Basilea 2,
è ragionevole attendersi che le banche contrastino i
potenziali effetti negativi sul ciclo economico adottando
pratiche di affidamento prudenti, intervenendo sul processo
di controllo del rischio e adeguando le metodologie di
accantonamento.
Però potrà accadere che, pur in
presenza di un miglioramento di sistema delle condizioni
di erogazione del credito, alcune imprese possano
risultare individualmente penalizzate rispetto alla
situazione attuale. E' possibile, inoltre, che le nuove
metodologie non riescano a cogliere pienamente le
qualità di talune imprese. Ciò può accedere, in
particolare, con riferimento a quelle di piccole e medie
dimensioni, in quanto soggetti più difficili da valutare
e, tendenzialmente, con maggiore probabilità di insolvenza.
Il recepimento. Se questi sono le
coordinate di fondo dell'impatto di Basilea 2, va
ricordata a che punto è il recepimento in Italia della
regolamentazione sul capitale delle banche (Basilea 2)
che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2007. Per i metodi
più avanzati l'entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2008.
Attualmente è in atto la consultazione sulle
proposte di normativa secondaria pubblicate da Banca
d'Italia (si veda anche l'articolo qui in alto; ndr: leggi l'articolo dal titolo
Basilea 2 in ritardo di un anno). Entro il 31 dicembre 2006 dovranno essere pubblicate le
istruzioni, approvate le modifiche legislative ed
assunte le necessarie delibere del Cicr.
Si ricorda che il Nuovo Accordo sul Capitale è stato pubblicato
nel giugno 2004. Il documento è stato poi integrato con
riguardo al trattamento delle esposizioni comprese nel
portafoglio di negoziazione e degli effetti del double default.
Il nuovo Accordo aggiorna il documento emanato nel 1988
relativo all'adeguatezza patrimoniale e
ai coefficienti minimi di capitale delle banche. Lo
scopo della revisione consiste nel rafforzare
ulteriormente la solidità e la stabilità del sistema
bancario internazionale attraverso l'adozione di più
solide prassi di gestione del rischio da parte delle banche.
Il documento è il frutto del lavoro del Comitato di vigilanza
bancaria istituito alla fine del 1974 dai Governatori delle
banche centrali dei Paesi del Gruppo dei Dieci. In seguito alla
pubblicazione definitiva sono stati avviati i lavori di recepimento
del nuovo schema di regolamentazione all'interno
dell'Unione Europea, che hanno portato il 14 giugno 2006
all'approvazione delle Direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE
(conosciute come Capital Requirements Directive o CRD).
Il Governo è stato delegato al recepimento
nell'ordinamento italiano della CRD lo scorso 21
settembre con l'approvazione della legge comunitaria 2006.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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