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«Più trasparenza con i nuovi rating»
di Fabio Tamburini
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 29 settembre 2004

Basilea 2 significherà una riduzione dei finanziamenti alle imprese? «Assolutamente no. Secondo un'indagine condotta a livello europeo, determinerà in media un minore assorbimento di capitale del 5% per le banche, che quindi potranno aumentare l'offerta di credito». Le aziende minori verranno penalizzate? «Esattamente il contrario perché è verosimile pensare che scompariranno i sussidi incrociati, cioè l'oggettività del sistema dei rating impedirà ai grandi gruppi di ottenere condizioni più favorevoli trasferendo i costi sulla piccola impresa». C'è il rischio che nei momenti di crisi le difficoltà registrate in bilancio portino alla riduzione del credito? «È un punto caldo su cui il dibattito è aperto, ma più trasparenza e più conoscenza favoriranno rapporti duraturi riducendo la possibilità che s'inneschino spirali perverse». Per Carlo Salvatori, presidente di UniCredit, Basilea 2 è occasione di amarcord personale, dato che ha cominciato ad occuparsene a metà degli anni 90, quando era direttore generale della Cariplo e contribuiva come esponente al vertice del sistema bancario italiano alle prime riflessioni sul contenuto delle regole in gestazione. Ora sta seguendo passo dopo passo le manovre in corso per applicare le nuove norme da un posto di osservazione privilegiato, la presidenza del gruppo bancario italiano più redditizio.
Quali sono le caratteristiche del sistema di rating interno che avete messo a punto in vista di Basilea 2?
L'elemento principale è la valorizzazione dell'intero patrimonio informativo disponibile, compreso il monitoraggio delle relazioni storiche con la banca e con il sistema bancario. Un metodo d'indagine che va ben al di là dell'analisi dei bilanci.
Avete cominciato ad applicarlo? Con che risultati e quali difficoltà?
Il sistema di rating è già in vigore e le performance ottenute sono molto eloquenti. Proprio tale strumento ha dato un contributo determinante alla gestione e selezione dei crediti. Le difficoltà sono trascurabili se confrontate ai benefici. Le più rilevanti hanno riguardato l'impatto sull'organizzazione interna del gruppo e il timore che i nuovi strumenti potessero sostituire le professionalità attuali. Timore infondato perché l'intervento dell'uomo nella determinazione dei rating resta importante. Anzi, sale di livello.
Con quali costi aggiuntivi?
Neppure confrontabili ai miglioramenti ottenuti. Tra l'altro sono stati distribuiti nel corso di un buon numero di anni.
Sono giustificate le paure di restrizione dei crediti? Basilea 2 diventerà un alibi per ridurre l'esposizione verso le imprese in difficoltà?
Sono sicuro che si tratta di paure infondate.
Il costo dei finanziamenti aumenterà?
L'assorbimento di capitale è un costo e, grazie ai nuovi parametri di Basilea 2, tenderà a diminuire. Per questo il prezzo dei finanziamenti avrà la stessa tendenza.
L'impresa minore rischia di essere penalizzata?
Direi proprio di no. Grazie al pressing effettuato soprattutto da italiani e tedeschi sul Comitato di Basilea, le penalizzazioni previste dalla versione iniziale sono state eliminate.
Come si conciliano i nuovi parametri con la proposta fatta da UniCredit di finanziare le aziende in cui gli imprenditori investono risorse proprie?
Perfettamente. Se gli imprenditori ricapitalizzano le loro società migliorano i coefficienti patrimoniali, ottengono rating più elevati e, di conseguenza, hanno diritto a condizioni di finanziamento più convenienti.
Avete una centrale rischi interna, organizzata per gruppi imprenditoriali, che permetta di considerare controlli effettivi e tramite familiari?
Sì, in quanto le valutazioni devono essere complessive. Anche perché, soprattutto per la piccola impresa, la distinzione tra finanza aziendale e finanza personale è spesso sfumata.
In molti settori e in molte aree del Paese buona parte dell'economia è in nero, cioè non risulta dai bilanci ufficiali. Come riuscirete a tenerne conto?
La domanda è interessante. Il peso dell'economia sommersa emerge da altri dati raccolti come le percentuali d'insolvenza raffrontate a certi dati di bilancio, la serie storica dei rapporti tra cliente e banca, la conoscenza diretta delle imprese. Tutti questi elementi rientrano nelle nostre valutazioni.
Basilea 2 aumenterà la competizione tra le banche? Oppure favorirà logiche di cartello?
Lo strumento dei rating interni rappresenta per le banche un fattore di vantaggio competitivo. Ogni impresa ne potrà ottenere diversi da istituti di credito diversi. Ciò costituisce un motivo forte di competizione e dinamismo del sistema. Per questo ritengo di escludere la possibilità di cartelli del credito.
Quando l'economia va bene i rating di tutti sono migliori. Quando va male peggiorano. Non c'è il rischio di spirali perverse che faranno mancare i finanziamenti alle aziende nei momenti difficili?
È vero che il business bancario è sempre stato ciclico. Ma le regole di Basilea 2 introducono correttivi proprio per evitare spirali perverse. Per esempio utilizzando serie storiche di dati piuttosto lunghe, di sei, sette anni, utili a ridurre l'impatto delle crisi cicliche. La garanzia maggiore resta comunque la relazione banca-cliente di lungo periodo che Basilea 2 tende a favorire. E il risultato finale avvantaggia anche gli imprenditori, non soltanto le banche.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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