Pmi a caccia di liquidità verso la quotazione
di Luigi Dell'Olio
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 7 dicembre 2009
Creato il mercato e rodata la macchina degli scambi, è il momento di sostenere la
domanda. E' l'opinione condivisa tra gli operatori dell'Aim Italia, che nei giorni
scorsi si sono incontrati a Piazza Affari per fare il punto sul listino, nato
esattamente un anno fa con l'obiettivo di favorire lo sbarco in Borsa delle Pmi
italiane.
La partenza del listino è avvenuta a rilento: a maggio c'è stata la quotazione
delle prime due società, Ikf (holding di investimento e consulenza) e Neurosoft
(software company greca), alle quali ha fatto seguito due mesi dopo la Wrway
Communication (media company). Poi più nulla.
Le altre società in rampa di lancio hanno deciso di mettere momentaneamente nel
cassetto la prospettiva della quotazione, in linea con quanto è avvenuto sugli
altri listini di Milano. La situazione, tuttavia, sta cambiando nelle ultime
settimane. L'annuncio di Yoox, società di moda che ha annunciato lo sbarco sul
segmento Star per il prossimo 3 dicembre, è un segnale positivo.
«Un'iniezione di fiducia per tutto il mercato, che potrebbe presto riattivare il
processo delle quotazioni anche all'Aim - riflette Luca Peyrano, responsabile
primary markets continental Europe del London Stock Exchange Group (gruppo di cui
fa parte Borsa Italiana) -. Gli scambi e la volatilità di Piazza Affari stanno
tornando sui livelli precedenti il crac di Lehman Brothers e questo è il segnale
che il mercato si va normalizzando».
L'Aim Italia è stato strutturato sulla linea dell'omonimo listino di Londra, nato
nel 1994 e che oggi può contare su circa 1.400 società quotate. Con l'obiettivo di
avvicinare alla Borsa un settore storicamente restio a quotarsi come quello delle
pmi, sono state introdotte procedure semplificate rispetto agli altri segmenti: il
prospetto informativo è sostituito da un documento di ammissione e non è richiesta
la pubblicazione dei resoconti trimestrali di gestione. Per evitare che la
semplificazione riduca la trasparenza a danno degli investitori, è prevista la
figura del Nomad (nominated advisor), che funge da garante nei confronti di Borsa
Italiana e che deve valutare l'appropriatezza delle società che richiedono
l'ammissione e, successivamente, assisterle sul mercato. Mentre le autorità (Consob
e Borsa Italiana) si limitano a testare la completezza dei documenti. La risposta
degli operatori non si è fatta attendere. Sono dodici quelli che hanno già ottenuto
la qualifica di Nomad: Banca Akros, Banca Aletti, Banca Finnat Euramerica,
Bayerische Hypo - und Vereinsbank AG (gruppo Unicredit), Centrobanca, Equita Sim,
Eidos Partners, Event, Intermonte, Noble & Company, Mps Capital Services Banca per
le Imprese e Ugf Merchant Bank.
Dodici sponsor a fronte di tre solo aziende fin qui quotate. «Nonostante l'avvio a
rilento, restiamo ottimisti sostiene Massimo Turcato, responsabile equity capital
markets di Banca Akros, che ha accompagnato in Borsa Neurosoft. Il debutto dell'Aim
è avvenuto durante la fase più dura per i mercati da diversi decenni a questa
parte». La grande sfida, a questo punto, è di far sbloccare le dinamiche che si
sono inceppate. «Le potenzialità del listino restano immutate sostiene Bruno Boffo,
socio e presidente di Tickmark Finance & Advisory, società di consulenza finanziaria
che opera come punto di raccordo tra le Pmi e i Nomad Mai come in questa fase, esse
hanno necessità di reperire capitali freschi. E di fronte alla restrizione del
credito bancario, la quotazione è una prospettiva da valutare con grande
attenzione». Storicamente, le aziende a ridotta capitalizzazione hanno sempre
guardato con diffidenza alla prospettiva della quotazione, frenate dai costi e
dalle incombenze burocratiche. «In questo senso l'Aim costituisce una novità
assoluta aggiunge Boffo. Non dovendo presentare le dichiarazioni trimestrali, le
pmi possono operare con un'ottica di medio-lungo periodo. La semplificazione
dell'istruttoria per l'ammissione, poi, offre un'ulteriore occasione di
snellimento».
Proprio la difficoltà di trovare partner finanziari per le imprese era stato fin
qui considerato uno degli anelli mancanti della catena. «La nostra società opera
come tutor delle aziende aggiunge Boffo. Insieme con l'imprenditore mettiamo a
punto il business plan e verifichiamo che vi siano le condizioni perché venga
rispettato. Quindi li mettiamo in contatto con i Nomad in vista di uno sbarco sul
listino, con la prospettiva di garantire all'azienda l'accesso a capitali italiani
e internazionali, forniti da investitori istituzionali e, per questo motivo,
tendenzialmente stabili».
Proprio quest'ultima è l'altra lacuna da colmare. «Nell'incontro tra Borsa Italiana
e gli operatori dell'Aim abbiamo concordato sull'importanza di fare ogni sforzo per
favorire lo sviluppo della domanda osserva Turcato. In Italia serve una maggiore
disponibilità di fondi disposti a investire sulle pmi in una piattaforma
trasparente come la Borsa, sull'esempio degli altri paesi europei». Parole che
trovano conferma nell'analisi di Peyrano: «Da noi ci sono solo nove fondi comuni
istituzionali che investono nelle pmi, per una somma amministrata intorno ai 250
milioni di euro. Una quota insufficiente a sostenere un segmento che in Italia
costituisce la stragrande maggioranza del mondo imprenditoriale. Basti pensare che
in Gran Bretagna i fondi sono 70 e il denaro amministrato ammonta a circa 890
miliardi di euro». Così l'attenzione si concentra sul mondo finanziario, «chiamato
a intervenire per sostenere la capitalizzazione delle pmi», conclude il manager di
Borsa Italiana. Sui numeri delle potenziali quotazioni nel 2010 Peyrano non si
sbottona: «In questi mesi abbiamo incontrato circa 300 imprenditori, segno che
l'interesse c'è. Ora occorre vedere quanti di questi progetti si trasformeranno in
un'effettiva quotazione».
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Tutte le "matricole" in rampa di lancio
Sono numerosi i nomi delle potenziali matricole circolati nelle ultime settimane.
In pole position vi sarebbero Ital Tbs, società triestina di ingegneria clinica, e
la casa di moda Conte of Florence. Quindi, House Building (che fa parte del gruppo
Uniland, già quotato a Piazza Affari), Unione alberghi italiani (network
specializzato nell'acquisizione e nella gestione di hotel a destinazione business),
Proel (tecnologie), Gpi (immobiliare, Green Age Europe e Fintel (fonti rinnovabili)
e Poligrafici Printing (stampa).
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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