Pmi, il rating arriva dal consulente. La proposta dei commercialisti
di Andrea Rustichelli
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 25 ottobre 2010
Il tema cruciale del credito, alle imprese ma anche al consumo, balza al centro degli interessi dei dottori
commercialisti e degli esperti contabili, che rivendicano per sé il ruolo di consulenti e addirittura di garanti
del sistema economico. Della categoria si è appena tenuto il congresso nazionale, il secondo dall'unificazione
dell'albo.
E il grande problema dell'accesso al credito per le aziende fa ora rima con lo spettro di "Basilea 3", che rischia
di avere un impatto fragoroso sul sistema predominante delle piccole imprese, cellule dell'organismo-Italia.
Secondo la proposta della categoria, delineata di concerto con Abi e Unioncamere, il commercialista entra a pieno
nella filiera del rating, facendosi certificatore dell'affidabilità della piccola azienda di fronte ai finanziatori.
Un progetto, forte anche di una proposta di legge, che mira a velocizzare l'accesso al credito, favorendo la
convergenza tra i valori contabili e i valori dichiarati in banca degli asset aziendali. E' qui che il
professionista entra in gioco, in particolare conferendo maggiore attendibilità ad alcune grandezze contabili, che
non trovano sempre riscontro esatto nei bilanci delle microsocietà (spesso esse non hanno l'obbligo di depositare
il bilancio d'esercizio): come i crediti, i contratti, le giacenze di magazzino o i s.a.l. relativi a commesse in
esecuzione. «Il professionista rilascerà un'attestazione all'impresa, che quest'ultima utilizzerà nei propri
rapporti con il sistema bancario al momento della richiesta di finanziamento», spiega Marcello Danisi, consigliere
nazionale dei commercialisti con delega alla finanza aziendale.
«E' prevista - aggiunge la creazione di un apposito elenco di professionisti, commercialisti o revisori legali
(cioè avvocati, n.d.r.) iscritti ad albo professionale. Tale garante del credito dovrà necessariamente essere un
soggetto terzo, autonomo e indipendente. E potrà entrare in gioco anche per aziende più ampie, per esempio per le
start-up. Apriremo presto una fase preliminare di test, sulla cui base apporteremo gli aggiustamenti necessari.
Ma siamo già pronti a partire, senza dover attendere l'iter del progetto di legge: abbiamo già firmato il protocollo
d'intesa con Abi e Unioncamere».
Una funzione-chiave di mediazione che riguarda anche un peculiare aspetto del credito: quello al consumo, di cui si
fa un uso sempre più importante. In questo contesto, manca del tutto una normativa per i debitori inadempienti (la
cosiddetta "insolvenza civile"). Essi, infatti, sono sottratti alla giurisdizione consolidata che regola i
fallimenti. «I soggetti che non riescono a ripagare i debiti sono attualmente figli di nessuno, vivono in un limbo
di emarginazione. Chi si può dichiarare fallito, almeno, ha delle garanzie e una via d'uscita», spiega Giulia
Pusterla, consigliere nazionale dei commercialisti con delega al diritto fallimentare. Questi debitori di serie B
sono famiglie, enti diversi dalle società commerciali ma anche piccoli imprenditori. «Abbiamo elaborato per questi
casi un progetto di legge - dice Pusterla - che dovrà sottostare ai tempi dell'iter parlamentare. I commercialisti
e i revisori legali iscritti ad albo sono chiamati a proporre e garantire, per simili soggetti insolventi, un piano
di rientro verso i creditori: il debitore coinvolto potrà così riscattarsi. Tali insolvenze, in forte crescita,
riguardano privati e gente comune. E' una vera piaga sociale, la politica deve muoversi».
Anche in questo caso, dunque, il commercialista viene a rivestire una posizione tanto di advisor quanto di garante,
fornendo una delicata cinghia di trasmissione nel sistema del credito. Una funzione che il presidente del Consiglio
Nazionale, Claudio Siciliotti, sembra sponsorizzare a pieno: «Così come a livello individuale siamo i consiglieri
economici dei nostri clienti, quando ci muoviamo come categoria siamo i consiglieri economici per il Paese», ha
affermato al congresso nazionale. Il sottotitolo del meeting di categoria, del resto, parlava chiaro: "Idee e
progetti per un Paese migliore". Oltre alle due menzionate proposte, sono emersi altri due punti di lavoro
(suffragati da altrettanti progetti di legge): aprire allo status "costituzionale" del contribuente e introdurre un
nuovo modello societario nel mondo delle libere professioni.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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