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Rassegna stampa - Documento |
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Le priorità delle coop: rafforzamento dei fidi e formazione dei soci
di Cristiano Dell'Oste
Guida Basilea 2 - Il Sole 24 Ore
Lunedì 13 dicembre 2004
Cooperative e Basilea 2: «All'inizio c'erano preoccupazioni esagerate, ma adesso
l'ottimismo è eccessivo». Mauro Gori, responsabile dell' area
economico-finanziaria di Legacoop, esprime così il
punto di vista del mondo cooperativo sulle nuove regole sul capitale bancario.
Le associazioni di categoria hanno avviato da oltre un anno attività di
formazione e informazione. «Abbiamo già realizzato tre
seminari a Padova, Bologna e Cagliari per spiegare ai dirigenti delle
cooperative che in vista di Basilea 2 bisognerà sostenere
degli esami il cui esito influenzerà le condizioni di credito», spiega Gilberto
Crialesi, dell'ufficio assistenza finanziaria di Confcooperative.
C'è però una preoccupazione di fondo. Le cooperative - affermano le associazioni
di categoria - sono diverse dalle società di persone e dalle società di capitali.
Vuoi per lo scopo mutualistico, vuoi per il gran numero
di soci, vuoi per la funzione sociale. E il timore è che i nuovi princìpi di
Basilea 2 siano troppo rigidi per cogliere la differenza.
«Il socio della cooperativa è un imprenditore che investe capitale - commenta
Crialesi -, ma non vive solo di profitti, anzi, ha tutto l'interesse a
mantenere il lavoro, e questo per la banca è una garanzia ulteriore».
E ci sono anche aspetti tecnici. «Le riserve indivisibili - spiega Gori di
Legacoop - sono una componente strutturale del patrimonio netto delle
cooperative che può essere intaccata solo in caso di crisi
aziendale, e la banca deve tenere conto di questa solidità maggiore
rispetto alle riserve dell'impresa privata».
Lo stessò vale per il prestito sociale, che da un punto di vista formale è un
debito della cooperativa nei confronti dei soci. «Nella sostanza si tratta di
risorse finanziarie a disposizione della cooperativa - prosegue Gori -, e
opereremo in modo che ci sia una quota di prestito che viene vincolata a
medio termine e non sia considerata come un debito».
Ma gli istituti di credito sapranno tenere conto di tutte queste specificità?
«Le banche hanno imparato a conoscerci e sapranno leggere il bilancio», dichiara
Gori. Ma poi aggiunge: «Siamo preoccupati per le cooperative
costituite da un tempo limitato che operano nei servizi e nella cooperazione
sociale: l'apporto di capitale da parte dei soci è limitato e non hanno avuto
il tempo di patrimonializzarsi destinando una quota di utili alla riserva
indivisibile». E anche se non esistono dati definitivi, le prime stime indicano
che alcune cooperative potrebbero vedersi assegnato dalle banche un rating
molto basso, soprattutto quelle che operano con gli enti pubblici e sono
soggette a ritardi di pagamento che rendono irregolare il flusso di cassa.
Nell'attesa di vedere come si comporteranno le banche, i dirigenti delle
cooperative hanno diversi canali per prepararsi alle novità di Basilea 2.
Confcooperative ha messo a punto in collaborazione con il ministero delle
Attività produttive un cd-rom interattivo che è già stato consegnato
ai responsabili locali dell'associazione e presto sarà pubblicato
su Internet e distribuito a tutti i dirigenti delle 18mila cooperative
associate. E anche Legacoop sta preparando per i propri
associati un cd-rom con indirizzi e recapiti dei consulenti cui rivolgersi.
Su Internet, inoltre, è già attivo
www.analisiaziendale.it, un test di autovalutazione
a disposizione degli associati di Legacoop (ndr: ed anche dei non associati),
che offre una prima valutazione della propria struttura fmanziaria.
Un altro aspetto su cui si lavorerà per rendere indolore l'impatto di Basilea 2
sulle cooperative è il rafforzamento dei Cooperfidi. «Oggi come centrali
cooperative abbiamo una quarantina di Confidi costituiti prevalentemente da
cooperative - osserva Gori di Legacoop -, l'obiettivo è arrivare
ad averne meno di una decina con una dimensione superiore ai 2 milioni di euro
di patrimonio».
Ma non solo. Un ruolo chiave sarà rivestito dalla nuova società che sarà
costituita nel giro di due mesi da Coopfond, Ccfs e Cfi per valutare il merito
creditizio delle cooperative tramite un modello condiviso e riconosciuto
dalle banche e dalle associazioni di categoria. Nelle intenzioni dei promotori,
un passo in più sulla via del dialogo.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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