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Rassegna stampa - Documento |
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«Private equity per Basilea 2»
di Morya Longo
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 18 maggio 2005
«Le imprese italiane non devono raccogliere la sfida di Basilea 2
tenendo le mani in mano, ma devono adeguare la struttura finanziaria ai
nuovi standard e devono utilizzare tutti i sistemi innovativi in grado
di aiutarle a migliorare il merito di credito». Lancia un messaggio
chiaro Rainer Masera, docente alla Luiss, ex presidente e amministratore
delegato del Sanpaolo Imi e attualmente senior advisor internazionale di
Mercer Olivier Wyman. Basilea 2 - sostiene - è una sfida cruciale. Non solo
per le banche. Ma anche per le imprese. Ed è anche questo il tema di un
convegno, che si terrà oggi in Assolombarda, in cui Masera presenterà il suo
libro intitolato «Riscio, banche, imprese» con la partecipazione
anche di Lorenzo Bini Smaghi, Maurizio Dallocchio, Alessandro Profumo e
Claudio Scardovi.
Cos'è necessario fare per preparare le imprese, soprattutto quelle piccole,
a questa sfida?
E' necessario che il sistema italiano si evolva. Innanzitutto è importante che
venga favorito il ricorso ai fondi di private equity, come è stato fatto in
Francia: le imprese, in vista di Basilea 2, devono infatti cercare di
migliorare l'equilibrio tra mezzi propri e debito. E i fondi di private equity
possono essere di grande aiuto in questa sfida. Inoltre è necessario
valorizzare la fornitura di garanzie e di crediti all'esportazione da parte
della Sace. E' poi importante che il sistema dei Confidi si sviluppi, per
favorire la mitigazione del rischio riconosciuta da Basilea 2.
Il problema è che molte imprese non sanno bene in quale contesto si
muoveranno. Secondo un sondaggio di fine 2004 condotto dalla Confindustria
Lombardia, l'84% delle aziende intervistate dichiara di conoscere solo in
parte o per nulla i contenuti dell'accordo di Basilea 2...
E' per questo che l'informazione è importante. La Confindustria stra facendo
molto in questa direzione e anche il libro che domani (oggi per chi legge,
ndr) verrà presentato ha questa finalità: aumentare il livello di
informazione.
Una delle critiche più volte avanzate ai nuovi accordi di Basilea 2
riguarda la loro prociclicità. Sostanzialmente il rischio è di creare cicli
virtuosi nei momenti di espansione economica, ma anche cicli viziosi nelle
fasi di rallentamento. Crede che con gli ultimi aggiustamenti all'accordo
questo rischio sia mitigato oppure no?
Sono stati effettuati alcuni aggiustamenti per diminuire questo rischio. Io
però continuo a ritenere che il problema della prociclicità sia ancora
rilevante e credo che andrà monitorato con attenzione soprattutto nei
momenti di difficoltà economiche. Sono state proposte alcune soluzioni per
risolvere questa criticità. Io recentemente, in un convegno, ho lanciato
questa provocazione: le banche centrali, attraverso fondi specializzati di
mercato, dovrebbero utilizzare una parte delle loro riserve per favorire gli
investimenti nel sistema bancario. Per creare una sorta di assicurazione in
grado di superare le crisi.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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