Pronta la riforma di Basilea 2
di Alessandro Merli
Il Sole 24 Ore
Giovedì 17 dicembre 2009
Uscirà con probabilità oggi stesso la proposta di riforma delle regole sui requisiti di capitale delle banche,
secondo fondi vicine al Comitato di Basilea, che riunisce le autorità di vigilanza di una trentina dei paesi più
importanti. Una notizia diffusa ieri dal quotidiano giapponese Nikkei, secondo cui le banche avranno da 10 a 20
anni di tempo per mettere in atto le nuove regole, che sono più restrittive di quelle attuali, cosiddette di
Basilea 2, ha spinto a forti rialzi i titoli bancari giapponesi ed europei, ma è stata ridimensionata da
diverse fonti monetarie nel corso della giornata. La corsa dei titoli bancari ha contribuito a far salire
le Borse europee ai massimi dell'ultimo mese.
Come già previsto dal G-20 e dal Financial Stability Board, le nuove regole, che hanno l'obiettivo di
rafforzare il capitale delle banche dopo la crisi finanziaria degli ultimi due anni, saranno discusse e ne
verrà valutato l'impatto nel corso del 2010, prima di arrivare a una versione definitiva. La loro applicazione
è prevista a partire dal 2012. Diverse fonti vicine al Comitato di Basilea hanno ieri confermato al Sole 24
Ore che l'introduzione averrà, dal 2012, in modo graduale, come del resto previsto dal vertice del G-20 di
Pittsburgh a settembre, secondo cui l'attuazione dovrà tener conto del miglioramento delle condizioni
finanziarie e del consolidamento della ripresa. Le autorità sono conscie che in una fase di credito già scarso
e in cui l'economia stenta a riprendersi, la richiesta alle banche di aumentare il capitale subito rischierebbe
di bloccare la ripresa. Le stesse fonti smentiscono però che il documento contenga un riferimento a un periodo
di 10 o 20 anni di transizione, che viene definito non realistico. La stessa Fsa giapponese, l'organo di
vigilanza bancaria e di controllo dei mercati, ha negato che ci sia un'indicazione in questo senso. Fondi di
Banca d'Italia hanno precisato che per il passaggio alle nuove norme verrà utilizzato il sistema del
grandfathering, in base al quale le vecchie regole resteranno in vigore fino all'introduzione progressiva
delle nuove.
Non è un caso, secondo analisti del settore bancario, che l'indiscrezione su un periodo di transizione molto
lungo sia emersa in Giappone e che l'indice dei titoli bancari a Tokyio abbia risposto euforicamente, con un
rialzo del 7%. Le banche giapponesi sono infatti fra le meno capitalizzate fra tutti i grandi istituti
internazionali e sono quindi quelle chiamate nei prossimi anni allo sforzo maggiore per adempiere ai requisiti
più stringenti. All'estremo opposto dello spettro sono le banche degli Stati Uniti, che godono di una
capitalizzazione più che adeguata. L'implementazione dei requisiti patrimoniali delle banche è affidata alle
autorità nazionali, ma, secondo fonti di mercato, è da escludere che anche in Giappone si possa arrivare a una
transizione così lunga come quella ipotizzata. C'è peraltro un problema di coordinamento internazionale
nel'applicazione delle nuove regole. La Gran Bretagna, per esempio, ha già iniziato a richiedere alle proprie
banche un rafforzamento del capitale.
Le regole di Basilea 2, approvate nel 2004 dopo una discussione di quasi otto anni, hanno nmostrato numerose
lacune durante la crisi: la valutazione del rischio affidata ai modelli interni delle banche o alle agenzie di
rating si è rivelata inefficace, mentre, più in generale, è emerso che le banche non disponevano di capitale
sufficiente per far fronte alle perdite che poi sono emerse e avevano fatto un uso eccessivo della leva
finanziaria.
Il Comitato di Basilea ha raggiunto un accordo su una serie di proposte, che verranno incluse nel documento
in corso di pubblicazione e che riguardano tra l'altro la definizione di capitale, il trattamento più
restrittivo dell'attività di trading rispetto a quella bancaria tradizionale, l'introduzione di un leverage
ratio e la riduzione della prociclicità di Basilea 2.
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Domande e risposte
Cos'è Basilea 2? Basilea 2 è la disciplina che regolamenta i requisiti patrimoniali delle banche. A
differenza di un'impresa commerciale o industriale, una banca deve correlare il proprio capitale all'entità dei
rischi che assume (tra i quali, principalmente, quello di credito).
Come funzionano i rating? Il rating rappresenta un giudizio sintetico sulla qualità creditizia del
cliente affidato o da affidare. Assegnare un rating a un'impresa significa attribuirle un determinato livello
di rischio (classe di rating), cui è associata una certa probabilità di insolvenza. A tal fine è necessario
sottoporre l'impresa a un processo di valutazione che analizzi tutti gli aspetti del rapporto commerciale
mediante l'utilizzo di misurazioni statistiche attendibili e verificabili nel tempo.
Che cosa non ha funzionato di Basilea 2 durante la crisi? Il timore più diffuso è che l'introduzione di
Basilea 2 abbia reso più difficoltoso e oneroso l'accesso al credito. Più in generale, si ritiene che il
meccanismo di determinazione della dotazione patrimoniale delle banche possa avere un effetto negativo
sull'andamento del ciclo economico (cosiddetto effetto di prociclicità) con il rischio di una calo significativo
dell'offerta di credito.
Quali relazioni ci sono tra capitale ed erogazione dei crediti? La capacità di erogare credito di una
banca dipende sia dall'entità del suo patrimonio, sia dalla rischiosità del portafoglio creditizio. Ne
consegue che, a parità di dotazione patrimoniale, tanto meno è il patrimonio assorbito dal rischio di una
singola operazione, tanto più credito è possibile erogare complessivamente.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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