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Rassegna stampa - Documento |
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Protesta di lobby, la riforma è giusta
di Morya Longo
Il Sole 24 Ore
Domenica 12 settembre 2010
«La riforma di Basilea 3 va nella giusta direzione. Certo, è solo un tassello di un mosaico più ampio di riforme e da
sola non risolve i problemi della crisi finanziaria. Ma sono sicuro che concorra a risolverli». Strano ma vero: a
pronunciare queste parole è un banchiere. Mentre tutti tuonano contro la riforma di Basilea 3, che cerca di rafforzare
le banche rendendo più stringenti i loro requisiti patrimoniali, Roberto Mazzotta la saluta con favore. Quindici anni
alla presidenza di Cariplo e della Popolare di Milano, e attualmente al vertice del Mediocredito Italiano, il
sessantanovenne banchiere canta decisamente fuori dal coro. E lo fa anche dopo le formali proteste contro Basilea 3
avanzate dal numero uno di UniCredit Alessandro Profumo: Mazzotta non solo ritiene che la riforma sia opportuna, ma anzi
sostiene che alla fine non ridurrà i finanziamenti alle imprese.
Ma come: tutti i banchieri sostengono che una normativa troppo stringente finirà per strozzare il credito...
Non credo che sarà così. Già oggi, senza Basilea 3, in Italia le erogazioni di prestiti alle imprese sono al minimo
storico. Escludendo un recente lieve miglioramento, la domanda di credito per mesi è stata quasi inesistente. Dire oggi
che Basilea 3 ridurrà il credito è pura teoria. Io credo, invece, che potrà far ripartire l'economia.
E come?
Basta guardare i fatti. La crescita economica ritornerà quando saranno risolti i problemi che hanno causato la crisi e
che ancora generano incertezza sui mercati. A mio avviso i motivi principali di tensione sono due: la solvibilità dei
debitori (soprattutto statali) e la stabilità delle banche. Tutte le iniziative che mirano a eliminare questi due
problemi sono dunque benvenute. E Basilea 3 va proprio in questa direzione. Andrà però studiata una tempistica certa e
adeguata, che eviti il pericolo di intasamento di ricapitalizzazioni.
Ma non si esagera nel richiedere più capitale alle banche?
Forse non è "ragionieristicamente" importante dotare le banche di una maggiore capitalizzazione. Ma di certo lo è dal
punto di vista psicologico: se non si rafforzano le istituzioni finanziarie, non si elimina quell'elemento di incertezza
che frena la crescita economica. E dunque non si riparte. Bisogna risolvere i problemi che hanno creato la crisi: le
banche sono uno di questi.
E Basilea 3 sarebbe sufficiente?
Ovvio che no. Non basta. Ma è comunque un tassello di un puzzle che andrà composto. Serviranno poi più regole per i
mercati, a partire da quelli dei derivati, e molto altro. Basilea 3 è necessaria, ma non sufficiente.
Lei dunque non è d'accordo con Profumo, che in veste di presidente della Federazione bancaria europea ha protestato
con Trichet e Barroso per Basilea 3.
Vede, Profumo rappresenta un'associazione. E come tutte le associazioni deve trasmettere all'esterno i mal di pancia
degli associati. Questo è tipico dei banchieri: insieme non fanno nulla, se non protestare. Ma la verità è che i mercati
devono ritrovare fiducia. E Basilea 3 serve proprio a questo. Certo, poi però le banche dovranno pretendere in cambio
dalla politica una tassazione coerente con la loro attività economica.
Si riferisce alle tasse sulle banche italiane? E' noto che siano tra le più alte in Europa.
Le tasse in Italia non sono semplicemente alte: sono irragionevoli, perché non tengono conto dell'attività delle banche.
Purtroppo da noi la tassazione è punitiva e questo indebolisce le banche, proprio mentre la volontà politica è di
rafforzarle. E' curioso che con una mano si chieda agli istituti di credito una maggiore patrimonializzazione, mentre
con l'altra li si indebolisca attraverso la fiscalità. Questo sì che andrebbe cambiato, altrimenti l'effetto di
Basilea 3 verrà sminuito.
Ma c'era veramente la necessità di nuove normative? Non bastava applicare Basilea 2, magari chiedendo alle banche più
capitale?
Se avessimo una vigilanza unica europea la risposta sarebbe sì. Purtroppo i mercati si sono integrati, ma le istituzioni
sono ancora nazionali. Sarebbe servita una Bretton Woods della finanza dopo la crisi, ma siccome è impossibile
realizzarla si usano dei surrogati. Cioè varie riforme, come quella di Basilea.
Sta dicendo che si creano grandi impianti normativi solo perché non c'è la forza di creare istituzioni di vigilanza
globali?
Sì. Le riforme sono solo surrogati. Quando in tempo di guerra non c'era il burro si usavano altri prodotti. Ora
facciamo lo stesso.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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