Cerca nei documenti
Cos'è? | Demo | Nuovi utenti | Costi di utilizzo | Partners | Mappa del sito
Perché analisi online | Approfondimenti | Rassegna stampa | Links | Faq
 
Home page Approfondimenti Documento
Glossario Scale di rating Euroconvertitore Formulario Contatti
Accesso Utenti registrati
UserID
Password
Password persa?
Non hai UserID e Password?
Alcuni servizi sono gratuiti!
Strumenti online riservati agli Utenti registrati:
Analisi di bilancio
Piano di ammortamento del mutuo
Calcolo costo medio ponderato del capitale
Test Basilea 2
Test sulla propensione all'internazionalizzazione
  Feed back
  Speciale Basilea 2
  Cerca con Sgela  
  Scriveteci una e-mail
 
 
 
  Test Basilea 2
  Test internazionalizzazione
 
 
Sono complessivamente disponibili in questo sito in modo gratuito
n. 2461
documenti per gli Utenti registrati e per i Visitatori
 
 
Elenco principi contabili
Elenco Ias/Ifrs
Elenco Sic/Ifric
Elenco principi revisione
 
 
Le nostre demo
Demo: Accesso all'area riservata e personale
   
Demo: Gestione aziende
   
Demo: Gestione bilanci
   
Demo: Strumento Analisi di bilancio
   
Demo: Strumento Piano di ammortamentoto del mutuo
   
Demo: Strumento Calcolo del costo medio ponderato del capitale (WACC: Weighted Average Cost of Capital)
   
Demo: Test Basilea 2
   
Demo: Test propensione all'internazionalizzazione
   
Demo: Autovalutazione Basilea 2 - Edizioni FAG
   
 
Alcune Faq
E' possibile registrarsi per un periodo di prova?
   
E'possibile vedere il funzionamento di uno strumento senza essere registrati?
   
Quanto costa la registrazione?
   
Mi sono registrato e sto utilizzando gli strumenti online a titolo gratuito. Come fare per abbonarmi ed utilizzare gli strumenti a titolo oneroso, senza limitazioni nella registrazione dei dati sul database?
   
Gli strumenti offerti sul sito possono essere d'aiuto in vista dell'applicazione degli accordi denominati Basilea 2?
   
Ma i software di autovalutazione che calcolano i rating sono utili e possono fornire un risultato spendibile all'esterno?
   
Lo strumento Analisi di bilancio può essere utilizzato per l'analisi del bilancio d'esercizio di un confidi?
   
  All'interno del Pannello di controllo sono disponibili, per gli Abbonati, informazioni relative allo stato patrimoniale riclassificato, al conto economico riclassificato, all'analisi per indici di bilancio, alla posizione finanziaria netta, al rendiconto finanziario, al check-up veloce, al costo medio ponderato del capitale (WACC - Weighted Average Cost of Capital) e a tutti gli altri strumenti.
Clicca qui per ulteriori informazioni.
  :: Approfondimenti - Documento

Quanta confusione nei rapporti banche-confidi
di Alessandro Simonini (Consulente aziendale)
Luglio 2008

Questo documento riassume parte degli interventi effettuati dall'autore nel corso di seminari e convegni organizzati a partire dal 2005 da Confidi Emilia Romagna Servizi srl ed è stato pubblicato sulla newsletter "Buon Giorno Impresa" dell'1 luglio 2008.

* * *

Grazie agli accordi di Basilea 2, le banche (e gli altri soggetti vigilati) devono calcolare requisiti di capitale a copertura dei rischi che queste si accollano nell'espletamento della propria attività. Come è noto i sistemi di calcolo dei requisiti di capitale a copertura dei rischi di credito sono tre: standard, rating interni base, rating interni avanzati.
Ogni banca può quindi scegliere quale sistema di calcolo adottare per i requisiti di capitale, ma, a differenza di quanto si crede, i metodi non sono alternativi. Una banca può infatti scegliere il metodo più opportuno da applicare a determinate classi di portafoglio, e quindi una stessa banca può adottare metodi differenti per classi di portafoglio differenti.
Un esempio è quello della classe relativa ai mutui su abitazione ad uso residenziale, acquisto prima casa in genere, ma anche sulle seconde e terze. In questo caso, infatti, quasi tutte le banche hanno scelto di adottare il metodo standard che prevede su queste esposizioni una ponderazione al 35%. Avviene quindi che su 100.000 di mutuo, la banca calcoli un requisito di capitale pari a 35% x 8% x 100.000 = 2.800 euro.
La normativa comunque prevede che sia possibile utilizzare il metodo avanzato e precisamente la seguente formula (art. 328 Basilea 2, giugno 2004):

• Correlazione: (R) = 0,15
• Requisito patrimoniale: (K) =

 R0,5
LGD*N*[(1-R)-0,5*G(PD)+ -----
*G(0,999)]-PD*LGD
(1-R)0,5


• Attività ponderate per il rischio = K × 12,5 × EAD

Ricordiamo che N(x) rappresenta la funzione di distribuzione cumulativa di una variabile casuale normale standard (vale a dire, la probabilità che una variabile casuale normale con media 0 e varianza 1 sia inferiore o uguale a x), mentre G(z) indica la funzione di distribuzione cumulativa inversa di una variabile casuale normale standard (vale a dire, il valore di x tale per cui N(x) = z). La funzione di distribuzione normale e la funzione inversa sono disponibili in Excel come funzioni DISTRIB.NORM.ST e INV.NORM.ST.
Un altro esempio è quello relativo alla classe retail. Molte banche hanno scelto di utilizzare la ponderazione standard che prevede una ponderazione al 75% pur avendo la possibilità di utilizzare la funzione di ponderazione avanzata che sarebbe (art. 330 Basilea 2, giugno 2004):

• Correlazione: (R) =
(1-EXP(-35*PD)) (1-EXP(-35*PD))
0,03 * ------------------- + 0,16*[1- --------------------]
(1-EXP(-35)) (1-EXP(-35))

• Requisito patrimoniale: (K) =

 R0,5
LGD*N*[(1-R)-0,5*G(PD)+ -----
*G(0,999)]-PD*LGD
(1-R)0,5


• Attività ponderate per il rischio = K × 12,5 × EAD

Lo stesso accade per esposizioni verso altre banche o altri soggetti vigilati, come saranno molti confidi con l'ingresso nel 107, per le quali le banche adottano la ponderazione standard al 20% in luogo delle funzioni di ponderazioni avanzate. Questo accade perché, ammesso che si abbia a disposizione un metodo validato per il calcolo dei rating per imprese operanti nel mercato del credito, non risulta economicamente interessante scoprire che una certa esposizione meriti una ponderazione più precisa al 18% o al 23% come potrebbe risultare dai metodi avanzati in luogo di quella standard al 20%; insomma, il costo non ripaga il beneficio. Per di più, i modelli di rating per imprese operanti nel mercato del credito sono totalmente diversi e molto più complicati rispetto a quelli per valutare le altre imprese.
Leggiamo l'articolo 198 (Basilea 2, giugno 2004):

Copertura proporzionale
198. Se l'importo garantito (o a fronte del quale è detenuta la protezione) è inferiore a quello dell'esposizione e le quote garantite e non garantite hanno lo stesso rango, ossia la banca e il garante concorrono pro quota alle perdite, la riduzione patrimoniale sarà concessa su base proporzionale: la quota protetta dell'esposizione riceverà il trattamento applicabile alle garanzie personali/derivati su crediti ammessi e la quota restante sarà trattata come esposizione non garantita.

In base a questo articolo si deduce che quando le garanzie sono rilasciate in forma percentuale, come nel caso di molti confidi, sulla parte garantita la banca debba calcolare il requisito di capitale come se stesse erogando il finanziamento al confidi, e sulla parte non garantita debba calcolare il requisito di capitale come se il credito non fosse garantito.
Questo approccio al requisito di capitale, oltre ad essere semplice e chiaro, semplifica anche molto le modalità di calcolo dei prezzi da applicare a questi finanziamenti; va da sè infatti, che sulla parte garantita si possa fare un prezzo pari o vicino al tasso interbancario se il confidi è vigilato, e su quella non garantita, un tasso pari al rating della sola impresa.
Oggi purtroppo molte banche stanno invece adottando la strada di attribuire un rating ad ogni singolo confidi, strada costosa ed impervia, ed altre banche ancora stanno pensando di stimare l'impatto delle garanzie soltanto sforbiciando le stime delle perdite in caso di insolvenze, le LGD insomma.
Tutte queste complicazioni rendono molto turbolento e difficoltoso il rapporto tra banche e confidi e rendono assai difficile raggiungere un equilibrio equo che dovrebbe considerare questi due fattori:
1) una copertura proporzionale taglia proporzionalmente le perdite attese che quindi vanno scontate dalla banca sul finanziamento al cliente finale (starà poi al confidi stimare le sue perdite attese e decidere quanta commissione richiedere all'aziende a copertura delle insolvenze attese);
2) una riduzione del requisito patrimoniale anche sulle perdite inattese, pari alla minor ponderazione al rischio prevista per i soggetti vigilati, sia che questa derivi dalla ponderazione 20% o da una funzione più precisa.
Se si raggiungesse questo obiettivo, sarebbe molto semplice per un confidi operare con una banca. Il confidi, infatti, potrebbe convenzionare un tasso sulla parte da lui garantita (vicino all'euribor se vigilato) e ricevere dalla banca i tassi che questa intende applicare alle aziende in base al loro rating. Così facendo il confidi, di volta in volta potrebbe decidere quanta garanzia erogare al cliente, sapendo sempre quale sarà il tasso che la banca applicherà all'intero finanziamento (basta fare la media ponderata tra tasso sul garantito e tasso sul non garantito).
Purtroppo, oggi accade che banca e confidi convenzionino i tassi da applicare per ogni classe di rating e per ogni percentuale di garanzia che il confidi intende applicare rendendo i tassi finali tra loro incoerenti ed il lavoro molto complicato. Quando Basilea 2 sarà a regime avremo infatti almeno otto classi di rating, ed un confidi opera generalmente con tre percentuali di garanzia diverse, il che obbligherebbe a convenzionare 8x3=24 tassi differenti per ogni banca, che generalmente sono una ventina per confidi, e quindi la bellezza di 24x20=480 tassi!


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
Vai ad inizio pagina
In primo piano... 
[ p e r   l e   i m p r e s e ]
I gruppi cooperativi
Focus on... 
[  i n   a r c h i v i o  ]
Basilea 2
Sui debiti fuori bilancio il revisore arriva dopo
Gratis online il test sull'internazionalizzazione delle imprese
Le società tra professionisti dopo il decreto... (1ª parte)
XBRL e comunicazione finanziaria d'impresa
Mac: il Mercato alternativo dei capitali
Il vademecum di Basilea 2 per le piccole imprese
Basilea 2: nove rebus da risolvere (e relative soluzioni)
Guida operativa Oic alla nota informativa dei bilanci...
Etf (Exchange Traded Fund)
Quali strategie per i confidi? Le sfide aperte
Le opportunità di finanziamento con interventi sul...
Sorpresa, le banche italiane sono già avanti su Basilea 2
Appalto di servizi o somministrazione abusiva di...
Il confronto tra il project financing ed il leasing immobiliare
Ma che cos'è questo rating?
Cooperative sociali e indici di bilancio
Alla finanza di massa servono cinque regole
Bilancio sociale, strumento da non usare solo per la...
Direttore finanziario garante della trasparenza
Participation Exemption
Rassegnamoci, i mercati non sono perfetti
Gruppi cooperativi e gruppo cooperativo paritetico
Il prestito partecipativo ed i Confidi: indicazioni operative
Come si valuta l'azienda
Più crescita quando la Pmi va in Borsa
Private equity, uno strumento interessante
Rating, modelli di previsione delle insolvenze e z-score
La finanza in azienda non è solo conti
Basilea 2 e le piccole e medie imprese
Per sopravvivere è necessario un «kit»
Ias 19: valutazioni attuariali del TFR nel bilancio Ias/Ifrs
Trust, patrimoni sotto tutela
Basilea 2 apre le Pmi ai fondi
Il collegio dei sindaci allontana la crisi d'impresa
Quali strategie per i confidi? Le sfide aperte
Non si lavora solo per denaro
La trasformazione del confidi in intermediario finanziario...
I commercialisti stilano le regole d'indipendenza per...
Outsourcing e flessibilità delle imprese
Il risk manager "consulente"
Privacy: una check-list
La trasformazione del confidi in intermediario finanziario...
Il segreto della crescita sta tutto nelle tre "T"
Un vademecum per il passaggio agli Ias
Benchmark/Certificates
Basilea 2, soltanto un'impresa su tre è in regola
Nuove sfide per le imprese. Ecco chi le prende per mano
I revisori «conquistano» la consulenza tributaria
Ias, sistema ibrido tra costo storico e valore di mercato
Inizio pagina Disclaimer - Condizioni generali di contratto - Cookies - Credits
analisiaziendale.it srl 2001-2010  Analisi e valutazioni online&onsite   Via A. Rubbiani n. 6/2 - CAP 40124 - Bologna
REA CCIAA di Bologna: 461331  Partita IVA: 02712471206   Capitale sociale di euro 10.000 (interamente versati)