Rating, modelli di previsione delle insolvenze e z-score
di Paolo Camanzi
Ottobre 2007
Ai fini dell'assegnazione del rating alle aziende in ottica
Basilea 2,
risulta fondamentale il modello di previsione delle insolvenze utilizzato. I modelli di previsione
di tipo statistico consentono una valutazione automatica delle aziende assegnando ad ognuna un
punteggio che ne individua sinteticamente lo stato di salute dal punto di vista dei creditori.
Il principale vantaggio di questo tipo di sistemi rispetto ad altri di tipo soggettivo (come ad
esempio,
l'analisi di bilancio,
conosciuta anche come analisi della solvibilità a breve) è rappresentato dal
fatto che nei sistemi di tipo soggettivo la scelta delle variabili e dei pesi dipende da
valutazioni strettamente personali del singolo analista; viceversa, i modelli di tipo statistico
si basano sull'utilizzo di procedimenti quantitativi, fondati a loro volta su dati e non su
considerazioni personali. Come i modelli di tipo soggettivo, anche quelli di tipo statistico sono
afflitti dal problema della stabilità nel corso del tempo della loro capacità diagnostica; ad
esempio, mutamenti del ciclo economico, o mutamenti normativi, possono modificare in modo
considerevole le relazioni tra variabili, per cui risulta necessaria una verifica periodica dei
modelli e un loro adattamento allorquando la loro capacità disciminante (e predittiva) tende a
ridursi.
E' evidente che la loro complessità di base e la frequenza con la quale vengono aggiornati incidono
notevolmente sui costi di gestione. Ed è altrettanto evidente che istituti di credito con budget
diversi predisporranno sistemi predittivi di tipo diverso, più o meno accurati.
Tra i modello più famosi nell'ambito dell'analisi statistica discriminante si annovera lo z-score
di Altman, presentato per la prima volta quasi quarant'anni fa, oggetto di diversi aggiornamenti
nel corso del tempo, ma che riveste ancora oggi nella sua versione originale un ruolo di primissimo
piano per gli analisti (e le banche) di tutto il mondo, nel loro lavoro quotidiano di valutazione
delle aziende. L'analisi con lo z-score viene effettuata sul bilancio d'esercizio dell'azienda e
permette, con un elevato grado di affidabilità, di determinare la possibilità di "fallimento"
(o altre forme di stress finanziario); l'obiettivo del modello è quello di assegnare un'azienda ad
uno dei due possibili gruppi (aziende sane - aziende non sane) sulla base di una serie di variabili
di bilancio, definite "discriminanti", osservate in capo all'azienda stessa.
Lo z-score risulta utile anche perché rappresenta un sistema che permette di attribuire un valore
alla struttura patrimoniale, finanziaria ed economica di un'azienda, confrontabile con il valore
di altre aziende appartenenti a specifici settori produttivi. Inoltre, lo z-score è un sistema che
permette agli operatori il monitoraggio costante e continuo di un'azienda, verificando ex-ante
eventuali necessità di intervento. Infine, cosa non marginale e che il prof. Altman ha rimarcato in
un suo recente intervento presso l'Università di Firenze, lo z-score rappresenta uno strumento
utile anche per le stesse aziende oggetto di attenzione da parte degli analisti, delle banche, dei
confidi e degli operatori del mondo finanziario in generale; in effetti, se adeguatamente
implementato all'interno di un sistema di pianificazione e controllo, esso permette di capire come
l'azienda venga valutata dagli operatori finanziari; di conseguenza, la direzione aziendale può
attivare modifiche alla struttura patrimoniale, finanziaria ed economica in funzione del risultato
evidenziato dallo z-score.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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