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Rassegna stampa - Documento |
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Rating positivo per un'industria su tre
di Roberta Paolini
Il Sole 24 Ore - Sud
Mercoledì 17 ottobre 2007
Lo spettro di Basilea 2 torna ad allungarsi sulle imprese nordestine. Sono oltre il 57% le aziende
che dal 1° gennaio 2008 saranno a "rischio" (rating compreso tra BB e CCC) nelle tre regioni. A
dirlo è l'analisi realizzata dall'Ufficio Studi di Capp&CaPP, sotto la direzione scientifica di Roberto Cappelletto, ordinario di finanza aziendale all'Università di Udine.
In base alla proiezione dei bilanci 2006 analizzati dai ricercatori della società a Nord-Est è a
rischio insolvenza un'impresa su 5. Mentre l'esercito delle virtuose riguarda oltre il 32% (rating
compreso tra BBB e AAA). Tra i settori il migliore sul versate dell'affidabilità si conferma il
manifatturiero, oltre il 33% del campione, seguito da commercio e servizi. Nel confronto con la
penisola, infine, il dato triveneto risulta positivamente allineato, le aziende finanziariamente
solide sono oltre il 27% contro il 26%, dato nazionale.
«Le banche italiane hanno procrastinato l'entrata di un anno l'entrata in vigore dell'accordo
interbancario per una serie di ritardi accumulati nell'iter legislativo» afferma Cappelletto. Ma
oggi con il differimento di un anno le cose non sono migliorate e molti istituti, soprattutto
quelli che non hanno un'operatività internazionale, non adotteranno Basilea 2 almeno per il secondo
pilastro, ovvero quello che impone alle banche di allocare più capitale proprio a copertura dei
rischi assunti nell'erogazione del credito. La discrezionalità con cui verrà introdotta B2 produrrà
una divaricazione, spiega Cappelletto: «La mia impressione è che Basilea 2 non solo selezionerà le
aziende migliori, più meritevoli e per le quali finanziarsi costerà meno, ma realizzerà una
distinzione anche tra gli istituti di credito». Come dire che gli istituti che sapranno fare una
diagnosi corretta accurata dei propri clienti avranno portafoglio a basso rischio solvibilità.
«Diversamente gli istituti di credito, e tra questi soprattutto le Bcc rischiano di assumere rischi
"cattivi", ovvero tutte le aziende scartate dagli istituti più grandi perché ritenute
sottopatrimonializzate».
E le banche cosa ne pensano? Per Intesa San Paolo è già partito da tempo il Progetto Basilea2 -
spiega Davide Alfonsi, responsabile direzione risk management del Gruppo - «con l'obiettivo, nel
corso del 2008, di presentare alla Banca d'Italia la domanda di ammissione ai metodi avanzati per i
rischi creditizi relativi alle imprese con più di 2,5 milioni di fatturato. Stiamo inoltre creando
le premesse per portare a regime anche gli affidamenti al settore retail pervenendo nel corso del
2008 ad un assetto pressoché completo di gestione dei rischi con metodi avanzati su tutto il Gruppo».
«L'ormai prossima applicazione delle regole di Basilea 2 è un'occasione per le imprese per
ottimizzare la propria struttura patrimoniale e finanziaria - è il commento di Alberto Morini,
responsabile della regione commerciale Triveneto Orientale di Unicredit Banca d'Impresa - anche
perché dal rating assegnato dipenderà in buona parte il prezzo del credito».
Per Luca Modonesi, direttore generale di Efibanca, Gruppo Banco Popolare, «dal 2001, anno di prima
emanazione dell'accordo sul capitale di Basilea 2 notevoli progressi sono stati fatti nel mondo
bancario per uno strumento di erogazione del credito più consapevole, con conseguente opportunità
di miglioramento della politica di pricing affidata ora a parametri oggettivi di valutazione e
classificazione del merito creditizio anziché prevalentemente su logiche negoziali».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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