La responsabilità sociale delle aziende. L'ottica della banca
di Andrea Cavazzoli
Incontri n. 76/2003
La Responsabilità Sociale delle Aziende (R.S.I.) sta suscitando un forte impatto
sui mass media. Di conseguenza, il pubblico sta maturando una sensibilità
sempre maggiore a questi temi (il 70 per cento dei consumatori europei è
disposto a premiare le aziende socialmente responsabili, ed il 50 per cento
è propenso a pagare di più i prodotti/servizi delle aziende/banche che si
sono dimostrate etiche). Le tematiche affrontate sono "trasversali" , e
impattano su diverse funzioni dell'azienda interessata ad osservare i
principi della RSI; ovviamente, la loro realizzazione ha bisogno del forte
"commitment" dell'Alta Direzione. Ma cosa significa essere un'azienda
socialmente responsabile? Le attività che si possono realizzare sono
molteplici: dalla realizzazione di un "codice etico", ossia di una "carta dei
valori" condivisa e diffusa tra i dipendenti, alla costituzione di un
"Comitato etico" che ha i compiti di controllarne il rispetto; dalla
realizzazione (assieme al classico bilancio civilistico) del "Bilancio sociale",
all'adozione di Certificazioni Etiche; dalle erogazioni benefiche classiche,
a forme più strutturate di "Cause related marketing"; dalla riduzione degli
sprechi, all'attenzione all'ambiente; dall'attenzione ai soli Soci e clienti,
alla comunicazione estesa a tutti gli "Stakeholder" ("portatori di interessi"):
fornitori, dipendenti, istituzioni pubbliche, società e territorio dove
opera l'impresa. Da quanto si intravede, dunque, la RSI non è una mera
operazione di facciata; è invece una strategia aziendale complessiva,
organica, coerente, pluriennale, che comporta investimenti ed un forte
impegno dell'Alta Direzione, ma che può portare notevoli benefici non solo
dall'estrno, ma anche dall'interno dell'impresa. Non a caso, recentemente è
stata stilata una classifica delle aziende dove si vive, si lavora
meglio e si producono più utili: guarda caso, le prime erano quelle più
attente ai temi della RSI.
Essa coinvolge tutte le aziende, anche quelle di credito, ed il sistema
bancario italiano ha recepito (forse più velocemente del settore
manifatturiero) questa nuova filosofia aziendale. Infatti l'ABI
(Associazione Bancaria Italiana), mostrando una forte sensibilità a
questi orientamenti del mercato, ha deciso di: costituire, nel 1996,
un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori; definire, a
maggio 2001, un "Modello di redazione del Bilancio sociale" specifico
per il settore del credito; aderire, a ottobre 2001, al "Forum per la
finanza sostenibile"; realizzare, a giugno 2002, un Osservatorio per il
monitoraggio dei bilanci sociali delle banche; istituire, a marzo 2002, un
Gruppo di lavoro sulla RSi (o CSR, "Corporate Social Responsability");
predisporre e pubblicare, a gennaio 2003, il libro "Responsabilità
Sociale d'Impresa - concetti e strumenti per le banche" (questo volume,
curato in collaborazione con la società di ricerca "Avanzi", fornisce
un primo approfondimento per illustrare le definizioni tipiche,
utilizzate nel campo della RSI); predisporre e pubblicare, a gennaio 2003,
il libro "Annuario 2003 della Responsabilità Sociale d'Impresa" (curato in
collaborazione con la società "E. Capital Partner", ha l'obiettivo di
compiere una ricognizione dei fornitori di servizi specializzati nel settore
degli investimenti socialmente responsabili. La ricerca ha individuato i
fornitori dei servizi più attivi del settore).
Le banche, per il ruolo che svolgono nella società, possono essere fortemente
coinvolte nell'applicazione di principi di RSI: pensiamo al rifiuto di
finanziare l'export di armamenti, all'offerta di prodotti di raccolta o
di gestione del risparmio socialmente responsabile, all'attenzione al
microcredito, all'offerta ai "servizi di base" per favorire l'inclusione
finanziaria di categorie sociali svantaggiate (a livello economico o fisico),
al sostegno all'economia locale, ecc.
(omissis)
Anche il mondo politico si è reso conto che il capitalismo di mercato, se viene
lasciato a se stesso senza regole e controlli, porta a situazioni da "Far West"
(basti vedere quello che è successo in Russia dopo la caduta del Muro di Berlino,
dove l'assenza di uno Stato in grado di far rispettare la legge ha fatto si che
buona parte dei settori economici siano, di fatto, finiti in mano alla mafia russa):
non a caso, la RSI è una delle priorità che l'Unione Europea sta portando avanti nel
2° semestre 2003, periodo durante il quale l'UE è sotto la Presidenza italiana.
Il progetto è quello di offrire delle agevolazioni fiscali a quelle aziende che
hanno messo in pratica, su base volontaria, alcuni principii della RSI, verificabili
attraverso alcuni standard (fissati a livello europeo).
(omissis)
* * *
Bilancio sociale
Così come il Bilancio d'esercizio tradizionale è formato dal Conto Economico e dallo
Stato Patrimoniale e conduce alla determinazione degli indicatori economici, questi
ultimi dovrebbero essere integrati con gli indicatori ambientali e sociali.
La struttura base del modello ABI è formata da 6 parti fondamentali: descrizione
dell'identità aziendale (valori, missione, disegno strategico, ecc.); rendiconto,
riclassificato per evidenziare la distribuzione del Valore Aggiunto fra tutti coloro
che hanno rapporti con la banca; relazione sociale, che rappresenta il modo in cui la
banca si presenta ai dipendenti, ma anche le interazioni che essa vive con i propri
interlocutori esterni (contesto sociale); sistema di rilavazione, per sottoporre al
giudizio dei vari Stakeholder il comportamento della banca nei loro confronti;
proposta di miglioramento, dove il Management della banca indica gli orientamenti
per la futura gestione; attestazione, da parte di organizzazioni indipendenti, sulla
correttezza del processo di rendicontazione.
Certificazione sociale (SA 8000)
Non esiste ancora uno standard, riconosciuto a livello internazionale, che certifichi
la "responsabilità sociale" di un'impresa. L'unica certificazione sociale oggi esistente
è l'"SA 8000" (Social Accountability 8000), che riguarda soprattutto il rispetto di
condizioni di lavoro minime.
Codice Etico
Il Codice Etico è l'enunciazione dell'insieme dei diritti, dei doveri e delle
responsabilità che una banca assume nei confronti dei suoi stakeholder. Si tratta
di un documento approvato dal Consiglio d'Amministrazione, che impegna l'alta direzione
e tutti i collaboratori.
Comitato Etico
Organo collegiale, composto da un numero limitato di personalità di alto profilo,
che svolge funzioni consultive rispetto al management di un'azienda, su questioni
attinenti la RSI e l'etica del business. In una banca, la sfera di competenza di un
Comitato Etico non si limita alla pratica degli investimenti ma si estende all'analisi
della mission, del posizionamento strategico e dello sviluppo delle varie linee di
business, una sorta di "advisoring interna".
FInanza etica - finanza socialmente responsabile
Attività d'intermediazione finanziaria che incorpora anche considerazioni diverse
dalla sola massimizzazione del profitto, quali, ad esempio, gli effetti che essa crea
in termini di tutela ambientale, equità sociale e promozione dei diritti umani e civili.
La finanza etica è caratterizzata dalla ricerca di una finalità sociale, oltre che
finanziaria.
Investimenti socialmente responsabili
E' la pratica in base alla quale considerazioni di ordine ambientale, sociale od etico
entrano nel processo di decisione sulla scelta e sul mantenimento di un investimento.
Il prodotto tipico è il Fondo Comune d'Investimento, che può essere di vario tipo:
fondi a devoluzione dei proventi (non operano una gestione socialmente responsabile del
portafoglio, ma si limitano a donare parte delle commissioni di gestione o degli utili ad
organizzazioni caritatevoli); fondi verdi (il patrimonio gestito viene investito in
titoli di aziende che operano nel settore della tutela ambientale); fondi che effettuano
una selezione del portafoglio, applicando criteri di esclusione (vengono esclusi titoli
di aziende che operano in settori come alcool, tabacco, pornografia, gioco d'azzardo,
lavorazioni inquinanti, energia nucleare, utilizzo di lavoro minorile, armamenti,
pellicce, sperimentazioni su animali, ecc.); fondi che applicano criteri di inclusione
(vengono selezionati solo titoli di società che si occupano di energia pulita, ricerca
medica, agricoltura biologica, ecc.); fondi che effettuano verifiche "sul campo" circa
l'eticità di determinate aziende.
Marketing Sociale (Cause Related Marketing)
Attività commerciale nella quale si creano partnership tra imprese profit e settore non
profit, al fine di promuovere un'immagine, un prodotto od un servizio che frutti
beneficio reciproco (ad esempio, campagne pubblicitarie Benetton). Col Marketing Sociale
le aziende investono in comunicazione, con il vantaggio aggiunto di far sapere che
promuovono i propri legittimi interessi, senza trascurare un interesse più generale.
Microcredito e microfinanza
Da non confondersi col credito personale od il credito al consumo, il Microcredito è uno
strumento di sviluppo locale che prevede la concessione di prestiti (alla persona e per
l'avvio di piccole attività imprenditoriali), ai soggetti che hanno difficoltà ad accedere
al finanziamento tradizionale delle banche. Spesso si tratta di concedere piccole somme
di denaro per investimenti in attrezzature, macchinari o bestiame, che consentano di
avviare attività produttive di tipo familiare, sottraendo (specialmente nel Terzo Mondo)
intere fasce di popolazione all'indigenza o a condizioni di "quasi-schivitù", in quanto
asservite agli usurai locali. La Grameen Bank del Bangladesh, nata nel 1974 grazie a
Muhammad Yunus, si è affermata a tal punto da essere la quinta banca del Paese, con una
raccolta di 1 miliardo di euro, due milioni di soggetti finanziati ed un tasso
d'insolvenza del solo 3% (i prestiti vengono accordati soprattutto alle donne, le quali
risultano più affidabili). Diversamente dal credito tradizionale, il microcredito non
richiede garanzie collaterali o precedenti esperienze di credito, risultanto pertanto
accessibile alle popolazioni più povere.
Responsabilità Sociale d'Impresa (RSI, o CSR = Corporate Sociale Responsability)
Le aziende sono chiamate non solo ad avere profitti, ma anche ad assumere comportamenti
eticamente corretti nei confronti dei vari "stakeholder", principalmente su 6 punti
chiave: comportamenti nei confronti dei dipendenti; correttezza verso azionisti,
risparmiatori e comunità finanziaria; relaizoni con fornitori e clienti; rapporti con
Stato ed Enti locali; il dialogo con il Territorio. La RSI non va confusa con beneficenza,
elargizioni benefiche, erogazioni a fondo perduto, filantropia.
Servizio bancario di base
Si tratta di un insieme di iniziative, promosse da una banca, finalizzate a promuovere
una più ampia inclusione finanziaria, capace di soddisfare le esigenze di credito e di
servizi della clientela marginale. Un esmepio tipico è un c/c, privo di assegni e di
affidamenti, a prezzi "popolari".
Stakeholder
Sono i portatori d'interessi, i soggetti che hanno rapporto, a vario titolo, con la banca:
Soci, Clienti, Dipendenti, Fornitori, il territorio nel quale operano, gli Enti pubblici,
con i quali sono in contatto, ecc. Sono gruppi d'individui che scambiano o apportano
contributi all'impresa, oppure che subiscono gli effetti positivi o negativi che
scaturiscono dall'attività dell'impresa.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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