Ias 2 - Rimanenze
Tratto da "Principi contabili internazionali"
Contabilità, finanza e controllo - Il Sole 24 Ore (ottobre 2003)
Lo Ias 2 tratta la contabilizzazione delle rimanenze in un sistema a costi
storici. Le rimanenze sono quelle attività:
a) possedute per essere vendute nel normale svolgimento dell'attività (prodotti
finiti);
b) in fase di lavorazione per una successiva vendita (prodotti in corso di
lavorazione o semilavorati);
c) sotto forma di materiali o forniture destinate a essere consumate nel
processo produttivo o nella fornitura di un servizio (materie prime).
Non rientrano tra le rimanenze:
a) le commesse a lungo termine (disciplinate dallo
Ias 11);
b) gli strumenti finanziari (disciplinati dagli Ias 32 e 39);
c) i prodotti agricoli, forestali, risorse minerarie e attività biologiche
connesse all'attività agricola (disciplinati dallo Ias 41).
Le rimanenze devono essere iscritte in bilancio al valore più basso tra il costo
e il valore netto di realizzo.
Il costo comprende i costi di produzione, di conversione e altri costi, qualora
ritenuto opportuno, sostenuti per portare le rimanenze alla loro attuale
localizzazione e condizione (per esempio alcune ripartizioni di costi generali).
Le rimanenze non normalmente fungibili, nonché i beni e servizi inclusi in
specifici progetti devono essere valutati determinando i costi sostenuti per tali
specifici prodotti o servizi.
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Nel corso del processo di Improvement, sono state apportate modifiche al
contenuto del documento in oggetto; in particolare:
scompare la possibilità, alternativa, di valutare le rimanenze con il
Lifo;
alcuni ritocchi riguardano prodotti agricoli e forestali, prodotti
agricoli dopo la raccolta, minerali e prodotti minerari; in ogni caso, per
prodotti agricoli il documento di riferimento è lo Ias 41.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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