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Rassegna stampa - Documento |
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«Salvare la finanza per salvare l'impresa»
di Bruno Zanaboni (Segretario generale Aipb)
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 24 ottobre 2011
Il contesto attuale sembra aver messo in crisi la capacità dei "mediatori di
valore finanziario" di svolgere il loro ruolo. Da una parte, la volatilità
incomprensibile delle Borse ha convinto gli investitori, anche i più esperti,
che il luogo della "mediazione del valore di impresa" si è sganciato dalla
realtà rimanendo in balia di voci di mercato e comportamenti imitatori.
Dall'altra, la velocità con cui cambia il valore dei portafogli investiti, ha
messo in difficoltà proprio quegli operatori private virtuosi che hanno fatto
della condivisione delle scelte d'investimento con il cliente il fulcro del
loro modello di servizio. Tutto quello che è accaduto da agosto ad oggi, ha
obbligato gli operatori a contattare i clienti in continuazione, per ogni
variazione del livello rischio di portafoglio, abusando del tempo degli
investitori e chiedendo ai private banker molto più che semplici straordinari.
In un momento in cui la stessa Europa non conosce il futuro della grande
scommessa con cui ha creato l'euro, al settore finanziario viene chiesto di
mantenere, anzi di ricostruire, il suo ruolo di misuratore del valore. Non
semplice, ma oggi nessun compito è semplice. Sapere poi che la clientela a cui
ci si rivolge è composta per il 39% da quella classe imprenditoriale a cui, nel
bene o nel male, si deve gran parte dello sviluppo industriale del Paese, che
detiene nel proprio portafoglio una quota importante del debito pubblico
italiano e che può contribuire all'ulteriore sviluppo delle imprese italiane
meritevoli investendo nel mercato azionario, non fa che aumentare il senso di
responsabilità per gli operatori del Pb. Come dovrebbe quindi essere la finanza
del futuro? Una finanza che mantiene il valore di motore progressivo che ha
dentro di sé, liberandosi degli eccessi e recuperando il rapporto diretto con
società ed economia reale. Aiutando, come dice F. Fornezza di GFK Eurisko, a
ricostruire i "termometri" del valore reale per rispondere al bisogno degli
investitori di concretezza e solidità nella valutazione dei valori. Una finanza
che racconta e sostiene le storie di imprese vere, che distribuisce dividendi,
anche nei fondi, dimenticando la totale fiducia nei modelli matematici per
raccontare e fare toccare con mano agli italiani le aziende che creano valore.
Frontiera efficiente, torte di asset allocation, sono "parole" che, per gli
investitori, al momento mostrano il passo rispetto a vere richieste di supporto
per la gestione della complessità legata alla vita post lavorativa o alla
comprensione delle novità fiscali. Il considerare l'investimento nel capitale
di rischio come uno degli ingredienti per lo sviluppo del Paese e la
consapevolezza dell'impatto che le raccomandazioni di investimento hanno su
quei capitali privati che vengono internazionalmente considerati come un
elemento di solidità per il sistema.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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