 |
 |
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
::
Rassegna stampa - Documento |
 |
 |
 |
 |
Se l'impresa è più credibile dello Stato
di A.P.
Corriere della Sera
Martedì 2 agosto 2011
Più 17 per cento. Nei primi cinque mesi del 2011 l'export manifatturiero
italiano ha fatto segnare un risultato che si può definire «tedesco». Nello
stesso periodo, infatti, il poderoso sistema industriale made in Germany ha
incrementato le proprie vendite all'estero del 17,7%. Ci battono, dunque, ma
per una volta solo al fotofinish. E lo 0,7% a nostro svantaggio nell'export
2011 è una bazzecola rispetto agli oltre 300 punti base di spread che separano
l'affidabilità dei Bund tedeschi da quella dei nostri Btp. Duole dirlo, ma le
nostre imprese sono nettamente più credibili e competitive del nostro Stato.
Sembra incredibile che in questa travagliata estate del 2011 possano spuntare
notizie come questa ma il dato è di ieri e proviene dall'analisi dei settori
industriali che Prometeia e IntesaSanpaolo redigono periodicamente con grande
professionalità. L'Italia delle imprese, grandi e piccole, si batte dunque
giorno per giorno sui mercati esteri nonostante che il governo abbia
incredibilmente pasticciato sulla riforma dell'Istituto del commercio estero,
diventata poi per strada un'abolizione secca. Le indiscrezioni che arrivano
dalle piazze commerciali sono preoccupanti: spazi espositivi alle fiere
disdetti all'ultimo momento, funzionari che non hanno potere di firma,
progetti in bilico, eppure il made in Italy non si ferma e corre come una
Pellegrini.Parlare della straordinaria vitalità delle imprese italiane serve
più di tante parole di circostanza a spiegare il valore dell'iniziativa
avviata in questi giorni dalle forze sociali. Guai a valutarla solo adottando
un'ottica romana, guai di conseguenza a compilare un miope catalogo delle
convenienze. Dietro quel documento più che un elenco di sigle c'è un'Italia
che non si arrende e chiede alla politica di fare il suo mestiere. Un'Italia
che per buona parte alle ultime politiche ha votato per il centrodestra e oggi
si sente delusa. Quando furono resi noti i punti-chiave della manovra di
rientro ideata dal governo e furono avanzate le prime critiche per la
debolezza delle misure pro-crescita, ministri ed esponenti della maggioranza
reagirono nervosamente. Ora lo dichiarano tranquillamente anche i più ligi:
sarà per un deficit di competenze, sarà per la difficoltà obiettiva di varare
misure immediatamente redditizie, non abbiamo un'agenda - forse neanche un
block notes - della crescita. Nei mesi scorsi abbiamo sprecato l'occasione del
Pnr, il piano di riforme che Bruxelles da quest'anno chiede ai Paesi membri.
Andate a consultare i rispettivi documenti di Italia, Francia e Germania
(Corriere, 6 luglio 2011) e vedrete la differenza. Laddove Parigi e Berlino
avevano individuato il loro asse di sviluppo, noi abbiamo balbettato.
Bene hanno fatto dunque Marcegaglia, Mussari, Malavasi, Marino, Bonanni,
Camusso e gli altri a prendere l'iniziativa. Tutti i leader delle categorie
produttive sanno benissimo che siamo entrati in una fase «geneticamente» nuova
delle politiche pubbliche e sono coscienti che da oggi in poi non si potrà più
produrre crescita tramite incremento della spesa. Non per questo si sono
arresi e del resto non potrebbero, gli uni perché devono rendere conto agli
imprenditori del «più 17%» e gli altri perché hanno una responsabilità nei
confronti dei lavoratori che stanno firmando ovunque accordi aziendali
orientati all'aumento di produttività e alla condivisione degli obiettivi.
Seppur con qualche ritardo, bene ha fatto anche il governo a prendere sul
serio il manifesto delle parti sociali e a organizzare un incontro formale per
giovedì 4 a Roma. Ma attenzione, stavolta gli italiani non vogliono vertici ad
uso dei fotografi o, peggio, kermesse oratorie. I cittadini che si stanno
concedendo una pausa per le meritate ferie e i loro connazionali che
quest'anno non avranno i soldi per lasciare la città hanno un'aspettativa in
comune: pregano che da quella riunione esca un messaggio chiaro, un'inversione
di tendenza, una scossa, una discontinuità. Scegliete la metafora che volete
ma governo e parti sociali hanno solo 48 ore per prepararla. Non sprecatele.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
|
| |
|
Servizi gratuiti con Facebook!
Clicca qui
per info.
|
|
|
|
 |
 |
 |
In primo piano...  |
|
|
| [ per le aziende e i privati ] |
Sempre attuali...
|
|
|
| [ a p p r o f o n d i m e n t i ]
|
Focus on...
|
 |
Ecofin: capitalizzazione banche, c'è l'accordo |  | Sul credito è in gioco la credibilità |  | Rende il doppio investire in sicurezza sul lavoro |  | Aumenta la durata delle rate, cambia la destinazione |  | Commercialisti "Robin Hood" degli azionisti di minoranza |  | Marketing manager, la nuova missione è costruire il "mito" |  | Le cause della crisi? Chiedete ai regolatori |  | Crisi economica? Servono banche sane e profittevoli... |  | Collegio sindacale, a chi piace ridotto |  | La Sace allarga il suo campo d'azione: «Vogliamo essere... |  | Banche, anno nero il dividendo è un fantasma |  | Si al rating antimafia per promuovere le aziende virtuose |  | Il regolatore in cerca di regole |  | Dare credito a chi lo merita |  | Piano industriale e strumenti di risanamento |  | Controlli, il Governo rilancia la delega |  | Befera: mi piacerebbe dichiarazione redditi di due... |  | Tanti Madoff nascosti, a smascherarli sarà la crisi |  | Se la finanza si mangia l'economia |  | Dimmi che casa vuoi, ti dirò chi sei |  | La fattura non corre sul web, l'Italia in ritardo |  | Non studio, non lavoro, non cerco. Per tre ragazzi su... |  | La soluzione per portare le Pmi sui mercati globali |  | Per le imprese una spinta a ricapitalizzare |  | Stretta sui debiti delle imprese |  | Manager e laureati sono pochi gli sbocchi per chi sa... |  | Autorità finanziarie? Una Babele |  | Agenzie di rating, l'Europa pronta a rafforzare la vigilanza |  | Pmi, cresce ancora la quota dell'export ma resta il nodo... |  | Aumentano i fallimenti nel 2011, Lombardia la più colpita |  | Un rubino è per sempre e le quotazioni si impennano |  | «I rating? Inutili e dannosi. Aboliamo la loro dittatura» |  | «Sanzioni dall'Agenzia delle entrate non sono ammissibili» |  | Pubblica amministrazione locale a braccetto con i... |  | Spread, tassi, prestiti: le banche sull'orlo di una crisi di... |  | L'indice per misurare la volatilità di un quadro o scultura |  | Ecco le banche «too big to fail» |  | Small e mid cap, in Borsa rendono di più |  | Riforma degli statuti. Lo slalom degli Ordini tra i paletti... |  | Quelle Pmi poco assicurate: «Un pericolo sottovalutato«» |  |
|
|