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Rassegna stampa - Documento |
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Sentenza USA: bye bye rating irresponsabile
a cura della Redazione
Il Sole 24 Ore
Sabato 5 settembre 2009
Dum Romae consulitur... mentre la politica discute, i giudici si muovomo. L'incapacità dei governi di
arrivare a una legislazione più responsabilizzante e restrittiva sulle agenzie di rating rischia di essere
colmata dalle sentenze dei magistrati e dalle cause degli investitori.L'esempio si è avuto negli Usa, dove il
giudice del distretto Sud di New York ha emesso una sentenza che segna un punto di svolta nel dibattito sulla
tutela del risparmio e sulla responsabilità dei "maghi del rating". Per la prima volta, infatti, è stato
stabilito che la tutela del primo emendamento della Costituzione americana (la libertà d'espressione) non può
essere lo scudo con cui le agenzie di rating si difendono dai loro errori. In particolare il giudice ha
stabilito che, quando i rating vengono emessi su prodotti strutturati e sulle Siv, non sono rivolti al
pubblico, ma a determinate categorie d'investitori, e quindi non possono essere tutelati dalla libertà
d'espressione che ha garantito finora l'impunità. Finalmente, insomma, si comincia a passare da un regime di
impunità a un regime di libertà vigilata.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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