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Rassegna stampa - Documento |
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Sicurezza, un business innescato dalla paura
di Stefano Caviglia
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 3 novembre 2003
Poche motivazioni di acquisto o d'investimento sono
più forti della paura. Quando il rischio di veder sfumare mesi o anni di
lavoro in pochi secondi diventa reale e concreto, la ricerca delle
contromisure entra di forza fra le priorità delle imprese. E' quel che sta
accadendo al mercato della sicurezza informatica. Un business che serve a
tener lontana la paura, appunto: paura degli hacker e dei virus, che da
anni popolano gli incubi di dirigenti e impiegati, ma anche dei black out
energetici, dei terroristi, dei furti di dati top secret o semplicemente
della propria incapacità di proteggere la privacy di clienti e dipendenti
secondo quanto stabilito dalle leggi. Minacce sempre più concrete che
passano tutte, in un modo o nell'altro, per la rete informatica di
un'impresa e dunque si possono scongiurare solo con un'azione preventiva
che la protegga in ogni sua diramazione.
Non per niente, in un mercato
dell'informatica complessivamente in sofferenza, il settore della
sicurezza presenta tassi di crescita nell'ordine del 20 per cento
all'anno, anche se non è facile dare cifre precise, visto che questa
categoria contiene molti segmenti che interagiscono fra loro nel modo più
vario: dalla conservazione dei dati in caso di eventi calamitosi (disaster
recovery) alla garanzia di continuità di funzionamento dell'attività
(business continuity), dalla protezione dei dati più preziosi alla
valutazione complessiva dei rischi, solo per citarne alcuni. Anzi, una
delle novità più significative è proprio l'estensione progressiva delle
esigenze di sicurezza all'intero ciclo produttivo. Per cui si sbaglierebbe
a pensare che tutto si risolva con firewall e sistemi per proteggere le
mura del "castello" dall'accesso di hacker e virus: la sicurezza ha ormai
smesso di essere terreno da specialisti ed è entrato pienamente a far
parte delle scelte strategiche di un'impresa.
Il tema da cui partire è
sempre quello della potenza e pericolosità degli attacchi. Ne sanno
qualcosa alla Symantec, società leader di mercato al mondo in questo
settore. "La sicurezza è sempre più in primo piano - spiega Francesca
Giudici, responsabile per Sud Europa, Medio Oriente e Africa - perché gli
attacchi informatici crescono di numero e di intensità. L'anno scorso c'è
stato un aumento dell'82 per cento. Nel primo semestre di quest'anno il
ritmo è rallentato, ma diventa sempre maggiore la loro potenza. Il virus
Blaster può raggiungere 2.500 personal computer all'ora attraverso
Internet, una capacità offensiva molto superiore a quelli degli anni
scorsi". Se questo resta il primo aspetto da prendere in considerazione,
altri se ne aggiungono, non meno importanti. Ad esempio quello
dell'integrazione fra risorse interne ed esterne, che richiede una
versione ad hoc dell'outsourcing tradizionale. "La delicatezza degli
elementi trattati per la vita di un'impresa - spiega ancora la Giudici -
sta facendo emergere sempre più spesso formule di co-sourcing, in cui il
team che si trova all'esterno lavora a stretto contatto alcune figure
chiave dell'azienda".
A investire in questo settore in Italia sono
soprattutto le grandi imprese, che hanno più risorse da proteggere e mezzi
più consistenti da mettere in campo. Tuttavia il discorso si sta ampliando
rapidamente alle medie e alle piccole, sia perché gli eventi degli ultimi
anni (dall'11 settembre ai black out elettrici) hanno reso i rischi
drammaticamente evidenti, sia perché le normative sulla privacy richiedono
impegni sempre più severi nella sicurezza del trattamento dei dati
personali. "Il nuovo codice approvato a giugno e che entrerà in vigore a
partire dall'inzio del 2004 - spiega Renato Sesana, responsabile
dell'offerta sicurezza di Finmatica Italia - impone norme più stringenti
che in passato. Fra l'altro c'è la necessità di allegare il piano della
sicurezza al bilancio di ogni anno. Tutto questo sta sensibilizzando anche
imprese di piccole e medie dimensioni che devono mettersi in regola con la
normativa". Gli effetti di questo movimento già si cominciano a sentire:
l'area security vale ormai il 15 per cento della produzione totale di
Finmatica.
Una delle conseguenze del nuovo modo di gestire la
sicurezza è che chi accompagna un'impresa in questo percorso tende a farlo
dall'inizio alla fine. Un invito a nozze per le grandi società di
consulenza. Valga l'esempio di Kpmg, per cui la sicurezza è ormai
diventata una parte fondamentale dei servizi offerti alle imprese. "Per
affrontare questo tema - spiega Davide Grassano, partner e responsabile
del settore risk management - c'è bisogno di un approccio integrato.
Quindi bisogna partire da un'attività di valutazione dei rischi, che è una
classica attività di advisory. Poi prendere in considerazione tutti gli
aspetti successivi, fino alla fornitura del software che si può anche fare
in collaborazione con altri". Insomma, se la sicurezza delle reti è
strategica anche il software deve far parte di un quadro più grande.
Un posto importante spetta, infine, agli sviluppi tecnologici. C'è una nuova
società (la Eisst), creata due anni fa da manager del settore, che ne che
ha creato un prodotto chiamato e-Capsule che mira a blindare i dati
importanti proteggendoli sia dal rischio di disastro sia da intrusioni e
manomissioni stipandoli tutti in una chiavetta da inserire nella porta usb
di qualsiasi computer. "Non c'è un sistema altrettanto pratico, economico
e sicuro - spiega l'a.d. Corrado Ronchi - come quello che abbiamo
brevettato. In quello spinotto possono entrare quantità enormi di dati che
solo il legittimo possessore, abbinandone il possesso alla conoscenza
della password, potrà consultare, ottenendo via Internet i codici per la
decrittazione".
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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