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Rassegna stampa - Documento |
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Sigillo Ue sullo Ias 39 «leggero»
di Enrico Brivio
Il Sole 24 Ore
Sabato 20 novembre 2004
E' stato l'ultimo atto ufficiale di rilievo adottato dalla Commissione Prodi,
prima di uscire di scena: apporre il sigillo ufficiale al regolamento che vara
lo Ias 39 "alleggerito", con due estrapolazioni o "carve outs". L'Esecutivo Ue
ha infatti ufficializzato ieri l'adozione del criterio contabile più controverso
tra gli International accounting standards (Ias) che le circa 7mila aziende
europee quotate dovranno adottare dal 1° gennaio 2005.
Nessuna sorpresa in extremis. Lo Ias 39 è stato varato con la stessa formula
che ne aveva permesso l'approvazione a maggioranza qualificata il 1° ottobre
dall'Accounting Regulatory Committee (Arc), il comitato tecnico dei
rappresentanti dei 25 Governi Ue, e poi dal Parlamento europeo.
Lo Ias 39 è stato formalizzato dalla Commissione europea estrapolando, e
lasciando in sostanza sospese, le due parti scottanti che più avevano diviso
gli Stati membri: l'adozione del fair value, l'opzione di contabilizzare a
valore di mercato e non storico alcune passività, e la copertura dei depositi a
vista (hedging of core deposits).
Sulla prima questione, va osservato che, a questo punto, le imprese non potranno
utilizzare pienamente il fair value (come prescriveva lo Ias 39 originario), né
Paesi come la Gran Bretagna potranno imporne obbligatoriamente l'adozione.
Nel caso delle ricoperture, invece, l'opzione resta aperta per le imprese, così
come rimane la possibilità per i Governi Ue che lo volessero (e ancora si pensa
a Londra) di prescriverle comunque in modo obbligatorio sul proprio territorio.
Su queste due questioni, però, l'International accounting board (Iasb),
l'organo internazionale che redige i criteri, dovrà ancora lavorare, alla
ricerca di soluzioni metodologiche in grado di accontentare sia le banche e le
imprese dell'Europa continentale, sia il mondo contabile e finanziario
anglosassone, al momento il più scontento del compromesso.
«Lo Ias 39 è stato molto controverso - ha ammesso il commissario uscente al
Mercato interno, Frits Bolkestein - e sono contento che si sia trovata una
soluzione. I due "carve outs" sono puramente temporanei, perché la Commissione
si attende che lo Iasb rimedi ai problemi rimasti velocemente. La Commissione non
è un organo che fissa gli standard e non può risolvere questi problemi per conto
suo».
Sul "fair value" Bolkestein spera che si possa arrivare a una soluzione già
all'inizio dell'anno prossimo e anche allo Iasb c'è un moderato ottimismo.
Sembra più problematica invece la questione della copertura sui depositi a vista.
Il presidente dello Iasb David Tweedie si è infati dimostrato nei giorni scorsi
piuttosto pessimista sulla possibilità di ricomporre le divergenze sull'hedge
accounting in tempi brevi.
Il portavoce di Bolkestein, Jonathan Todd, ha poi sottolineato che con la
formula approvata si è adottato «oltre il 90%» dello Ias 39
originario e ha escluso ogni possibile rinvio dell'adozione degli standard,
rispetto alla scadenza prefissata di inizio 2005.
Il portavoce ha anche cercato di difendere Bruxelles dall'accusa di aver
trascinato il processo a lungo, fino a un momento troppo a ridosso del termine
di fine anno, lasciando così un tempo insufficiente alle aziende per adeguarsi:
«Noi abbiamo lavorato molto velocemente sullo standard 39 - ha sostenuto
Todd - i ritardi sono arrivati dallo Iasb che doveva dargli una forma finale».
E il ritardo, secondo Todd, non può essere considerato una giustificazione
sufficinete: «In ogni caso, le imprese sono già al corrente in pratica da
fine settembre della forma che lo Ias 39 avrebbe assunto; se la decisione
ufficiale arriva solo ora è perché si è dovuto procedere alla traduzione in
tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea». Che, dopo l'allargamento,
sono diventate ben venti.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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